Deficit tecnologico, conclamato per oltre il 70% delle imprese

Strategie

Deficit tecnologico conclamato per il 72% delle imprese europee e, a confronto, il 73% delle aziende italiane sono nello stesso deficit: l’infrastruttura esistente non e’ adatta a fornire servizi flessibili che rispondano alla domanda futura. Sono i risultati di una ricerca commissionata da Colt Technology Services

Deficit tecnologico conclamato per il 72% delle imprese europee e, a confronto, il 73% delle aziende italiane sono nello stesso deficit: l’infrastruttura esistente non e’ adatta a fornire servizi flessibili che rispondano alla domanda futura.

Sono questi i risultati di  una ricerca commissionata da Colt Technology Services che a confronto con i loro omologhi europei, secondo i risultati della ricerca, il paese più preparato risulta essere la Spagna, con il 62% delle imprese che dichiara essere di fronte a un deficit tecnologico, rispetto all’81% dichiarato dalle imprese tedesche. Due terzi (66%) delle aziende a livello europeo dichiara che il canale giocherà un ruolo importante nel colmare il gap tecnologico.

La ricerca, inoltre, dimostra che c’è un’opportunità per i rivenditori di approfondire ulteriormente la relazione con i clienti, dal momento che i tre quarti (76%) delle aziende li vedono come partner piuttosto che semplici fornitori per l‘organizzazione It.

La ricerca evidenzia anche una tendenza verso un maggiore consolidamento tra i rivenditori e i partner strategici, con il 63% degli intervistati che dichiarano di vedere benefici nel modello di fornitore unico che offre una gamma di diversi servizi IT e opzioni infrastrutturali.

In sintesi, per quanto riguarda il mercato italiano: Il risparmio è la ragione per cui si adottano soluzioni Cloud (61%), una percentuale quasi doppia rispetto al resto d’Europa; se non si interviene subito per colmare il Tech Deficit i Cio stimano che entro meno di un anno, 260 gg in Italia e 289 gg di media EU, le aziende non saranno più in grado di soddisfare i bisogni futuri. Secondo i Cio Italiani in particolare, il parametro principale per misurare le business performance e il successo di un’azienda è l’Innovazione di prodotti/servizi (56% il tasso più alto in Europa).

Il 61% crede che non sarà in grado di soddisfare le esigenze dei clienti entro un anno a patto che non si corra ai ripari (maggiore preoccupazione rispetto alla media europea del 53%). Solo il 23% dei Cio crede che l’infrastruttura attuale sia idonea a sviluppi futuri (la media europea è 26% con un picco del 34% per UK).

Davide Suppia
Davide Suppia 

Il 63% dei Cio EU reputa un vantaggio avere un unico provider. Il 73% Cio vede crescere il gap a causa di infrastrutture inadeguate che non rispondono ai bisogni dei clienti (in linea con EU al 72%). Più preoccupate le grandi aziende (79%) rispetto alle Pmi (66%). Il 64% dei Cio crede che la semplificazione dell’infrastruttura tecnologica sia la strada migliore verso l’adeguamento necessario e solo poco più della metà degli interpellati (56%) reputa che il successo dell’azienda sia legato all’innovazione di prodotto o servizio (la media europea è leggermente inferiore).

La ricerca indica che la semplificazione e l’automazione sono la via preferita per l’evoluzione delle infrastrutture, con il 60% degli intervistati europei che dichiara di essere in cerca di una maggiore semplicità nella loro infrastruttura.

L’utilizzo di un modello basato sul servizio è destinato a diventare sempre più importante nei prossimi due anni, con una previsione di crescita di Infrastructure-as-a-Service, Software-as-as-Service e data center colocation rispettivamente del 52%, 55% e 33%.

La ricerca evidenzia anche una tendenza verso un maggiore consolidamento dei fornitori e dei partner strategici, con il 63% degli intervistati che dichiarano di vedere benefici in un modello di fornitore unico che offre una gamma di diverse opzioni di servizio IT e infrastrutture.

“La nostra ricerca mostra che le imprese preferiscono trattare con i fornitori che offrono una gamma variegata di servizi IT e alternative infrastrutturali. Questa è una grande opportunità per i consulenti IT e VAR per vendere un portafoglio completo di soluzioni, invece di singoli servizi per massimizzare i ricavi per cliente. Il canale dovrebbe spingere le imprese ad affrontare il deficit tecnologico con soluzioni che offrano una flessibilità integrata, senza spese CAPEX. Rafforzare le basi infrastrutturali sarà la priorità delle imprese nel corso dei prossimi due anni e siamo fiduciosi che i nostri partner di canale in tutta Europa avranno un ruolo fondamentale nell’aiutare le aziende ad affrontare il deficit tecnologico”, Davide Suppia, Sales & Marketing Director per la divisione Colt Communication Services di Colt Italia.

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