Del Pin (Veeam): la scuola forma piccoli automi, nell’economia digitale serve altro

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Ritratti 4.0 – Lara Del Pin, channel manager di Veeam Italia, si racconta e dice la sua su due temi caldi: le società di credito e la scuola in rapporto al ruolo dei robot

“Di andare oltre le garanzie materiali e guardare molto di più all’intellectual property: a livello internazionale i grandi guadagni è evidente siano fatti da start-up innovative, non da chi vuole aprire l’ennesimo impianto industriale. Credo che i guadagni di poche possano ampiamente compensare le possibili perdite su idee meno vincenti”. E’ questo il consiglio di Lara Del Pin, channel manager di Veeam Italia, alle società di credito, che per certi aspetti non le considera amiche.

E sui robot? Sul fatto che potrebbero ‘rubare’ il lavoro? Del Pin è molto chiara e risponde così “(…)Tutta la scuola, fino all’università, è pensata per formare dei piccoli automi ligi alle regole: finchè vai a lavorare in fabbrica o in un ufficio è corretto. Nell’economia digitale serve tutt’altro: la disciplina dovrebbe servire solo per supportare e perseguire il proprio disegno e non più per ripetere regole pensate dalla generazione precedente (…)”. Un ritratto, a tratti scoppiettante, a tratti intimo e a tratti, una LaraDel Pin che per molti potrebbe risultare inedita.

Chi è Lara Del Pin?

Sono una persona curiosa ed estroversa, abbastanza soddisfatta di se stessa soprattutto dopo aver lavorato e smussato parecchi angoli. Più determinista che fatalista, sarei forse dovuta nascere in una Paese protestante, considerata l’etica del lavoro che mi è stata passata da piccola.

Qual è stato il suo percorso di studi?

Ho frequentato il Liceo Scientifico ‘G.Galilei’ a Ciriè in provincia di Torino, incerta su come proseguire sono andata ad ascoltare svariati incontri di orientamento per come proseguire e alla fine ho scelto una Laurea Breve in Business Administration presso l’Università di Torino, con specializzazione in International Marketing. È stata la porta verso il mondo del lavoro: dopo uno Stage di 6 mesi ho iniziato a lavorare presso la Olivetti di Ivrea.

Lara Del Pin

Cosa ne pensa del rapporto IoT e sicurezza?

Penso che sia un problema ancora poco conosciuto e sottovalutato. Poco tempo fa ero da un cliente importante nel mondo del fashion che mi disse di aver dovuto, a titolo precauzionale, isolare la subnet della macchinetta del caffe: aveva un chip e usciva su internet…La tecnologia come sempre ci offre una soluzione che arriva allegata a una serie di problemi.

Se le dico cloud, cosa le viene in mente?

Impossibile non farsi venire in mente il Cloud informatico ormai. Lo viviamo tutti i giorni, dagli acquisti alle mappe, agli applicativi di business…Non si potrebbe probabilmente più immaginare la nostra vita lavorativa e personale senza. E pensare che una volta evocava tutt’altro…

Quali sono le possibili applicazioni dell’Intelligenza artificiale nell’industria italiana?

Virtualmente illimitate! Ci può aiutare in molti ambiti, soprattutto se si pensa all’AIM (artificial intelligence marketing) potremmo colmare il gap che ci divide da sempre dal mondo anglosassone. Peccato solo che le aziende Italiane siano ancora mediamente conservatrici.

Società di credito: più amiche o nemiche del mondo It?

In base alla mia esperienza, non proprio amiche.

Cosa chiederebbe a una società di credito?

Di andare oltre le garanzie materiali e guardare molto di più all’intellectual property: a livello internazionale i grandi guadagni è evidente siano fatti da start-up innovative, non da chi vuole aprire l’ennesimo impianto industriale. Credo che i guadagni di poche possano ampiamente compensare le possibili perdite su idee meno vincenti.

Crede che il rapporto con queste società limiti lo sviluppo del suo business?

In un certo qual modo si, anche se solo indirettamente.

Lara Del Pin

Cosa frena le aziende nell’adozione di strategie e strumenti digitali?

Una eccessiva focalizzazione sul day-by-day e oggettivamente la mancanza di tempo non solo per pensare il futuro ma anche per condividerlo. Il vero problema è che ci sono davvero tante persone che amano poco il lavoro che fanno. Per fare innovazione ci vuole innanzitutto passione.

Industria 4.0: nuova linfa al piano Calenda. Cosa ne pensa?

Un passo avanti, sicuramente. Ma per colmare il gap non basta. Speriamo si continui su questa linea nel tempo.

I robot ci ruberanno il lavoro? 

Dipende da quale lavoro! Più che rubare lavori mi piace pensare che ‘rileveranno’ i lavori pesanti, ripetitivi, usuranti, con bassa componente di innovazione e tocco umano. La realtà, grave, è che stiamo continuando a formare i giovani come avveniva negli anni ’80…peccato che gli anni ’80 siano ormai da archivio del Vintage. Tutta la scuola, fino all’università, è pensata per formare dei piccoli automi ligi alle regole: finchè vai a lavorare in fabbrica o in un ufficio è corretto. Nell’economia digitale serve tutt’altro: la disciplina dovrebbe servire solo per supportare e perseguire il proprio disegno e non più per ripetere regole pensate dalla generazione precedente.

Che idea ha dello smart working?

Dal momento che l’ho scelto e vissuto quasi fin dall’inizio della mia vita lavorativa ne penso tutto il bene del mondo. Dopo il mio primo lavoro mi sono ripromessa di poter lavorare più in libertà: per me è così ancora oggi e credo sia il miglior investimento che un azienda possa fare nei suoi dipendenti. Si è molto più produttivi, creativi e coinvolti.

Se le dico Bitcoin cosa mi risponde?

Un ottima possibilità di investimento…..mancata. A parte gli scherzi: nate un po’ in sordina e snobbate della Banche dovrebbero far riflettere il mondo del credito istituzionale.

Come deve comunicare oggi un’azienda nell’era dei social network?

Oggi un’azienda comunica in continuazione, grazie ai Social. E occorre entrare nell’ottica che difficilmente si riuscirà a controllare tutto. Ha presente quando da bambino ti dicevano che le bugie hanno le gambe corte? Bene, oggi è più difficile sostenere un’immagine aziendale non realmente rispondente alla verità. Potrebbe obiettarmi che il social è anche pieno di fake news che vengono rimbalzate in po ovunque….vero, ma le fake news si possono smontare, se si è dalla parte della ragione!

Quali sono i suoi hobby?

Considerato il poco tempo libero che ho, ne ho troppi! Mi piace leggere, adoro il cinema, i viaggi, la cucina, gli animali e ogni tipo di lavoro di bricolage o manuale (quando lavori su tematiche ‘impalpabili’ la creatività devi pur poterla incanalare!). Pratico anche qualche sport….purtroppo in modo molto discontinuo e mi piace uscire in moto.

Lara Del Pin

Qual è il pregio che ammira di più nelle persone e quale è il difetto che proprio non le va giù?

Ammiro la costanza, non sopporto l’incoerenza.

Direbbe grazie a…e perché?

Mia madre, per tutto quello che ha fatto per me, per tutto quello che era.

A chi chiederebbe scusa e perché?

A mia figlia, per aver passato poco tempo con lei quando era molto piccola.

Che tipo di adolescente era?

Io le direi noiosa….studiavo, non ho mai fatto stupidaggini, odiavo le discoteche, amavo leggere ed ero sostanzialmente pigra. Potessi recuperare tutto quel tempo ‘perso’.

Come si è avvicinato al mondo dell’Ict?

Diciamo che ci ha pensato il caso: il mio primo lavoro, fra tante aziende a cui avevo mandato il CV, è stato in Olivetti Computer. Ovviamente ringrazio il caso!

A cosa deve il successo nel suo lavoro?

Credo principalmente alle capacità di comunicazione e di empatia che ho mi aiutano a entrare in sintonia con le persone, che si tratti di colleghi, clienti, Partner. Secondariamente direi la mia curiosità: nell’Ict è importante essere curiosi e voler imparare sempre. Infine, l’affidabilità: l’azienda per cui lavoro può sempre contare su di me.

Qual è l’oggetto più tecnologicamente avanzato che ha in casa sua?

Un device Apple a scelta.

Quanto tempo passa davanti alle mail sul cellulare, la mattina appena sveglio o la sera prima di coricarsi?

In quelle fasce orarie direi zero. Ormai la mail è uno degli strumenti per comunicare ma non il solo. Personalmente mi dedico alle mail un paio di volte al giorno, a inizio giornata e verso mezzogiorno. Leggerle senza soluzione di continuità è in assoluto la principale abitudine ammazza-produttività che si possa avere.

Lara Del Pin

Se fosse un piatto che piatto sarebbe?

Uno strudël di mele….molto semplice all’apparenza, rustico, confortante e speziato, ma non sfigura nelle migliori pasticcerie di Vienna di fianco alle più blasonate Sacher.

Se fosse un quadro?

Starry night di Vincent Van Gogh…o almeno lo vorrei essere: è il mio quadro preferito.

Se fosse un film?

La mia Africa, di Pollack. Uno dei primi film che abbia visto al cinema con mia madre. Colonna sonora imperdibile, fotografia indimenticabile. E’ uno di quei film che non invecchiano mai, sono fuori dal tempo e ogni volta che li guardi scorgi un nuovo dettaglio che prima non avevi notato. Anche dopo tante volte, non annoiano mai.

Se fosse una stagione?

L’Autunno. Ho sempre adorato la riapertura delle scuole, le caldarroste, i funghi e il foliage autunnale…Insomma, è la stagione che ha i miei colori!

Se fosse una tecnologia?

Vorrei esser l’iPhone, cambiare la vita di così tante persone, possibilmente in meglio.

Se non facesse il lavoro che fa, che lavoro farebbe?

Qualunque cosa che abbia a che fare con il mondo del food: potessi tornerei a studiare!

Se avesse una bacchetta magica…

Vorrei imparare a comunicare in tutte le lingue del mondo. Deve essere meraviglioso sentirsi a casa in qualunque posto si vada!

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