Dell’Artino (CDC): Valorizziamo le attività che sappiamo fare

Strategie

Parla Enrico Dell’Artino, amministratore delegato di CDC. Focus sulla distribuzione che rimane al centro, cercando però attività a valore. Interesse sui mercati esteri: Spagna, Portogallo e Gran Bretagna

Dopo 18 mesi in azienda, Enrico Dell’Artinoamministratore delegato di CDC – ribadisce quanto fatto in questo anno e mezzo in cui ha messo mano all’azienda e alla sua organizzazione: “Abbiamo seminato una serie di iniziative nuove, rimanendo però all’interno del nostro core business e valorizzando le attività su cui dovremmo puntare, senza fare voli pindarici”. Una strategia d’attacco, ma ben ponderata, in un contesto di pesante riorganizzazione che ha visto anche  il ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria per i dipendenti dell’azienda (fino a giugno 2010).

La relazione finanziaria consolidata al 30 giugno 2009 aveva sì sottolineato ancora il momento difficile con una riduzione del fatturato del 19% rispetto al primo semestre del 2008, ma nello stesso tempo aveva messo in luce un miglioramento della posizione finanziaria del gruppo, negativa per 32,7 milioni di euro ma in miglioramento rispetto ai 36,8 dell’anno precedente. In ripresa insomma e, secondo Dell’Artino, positiva dal momento che il paramento con cui giudicare la nostra attività non è più solo il fatturato, ma l’attivazione dei processi interni che puntano al mantenimento dei margini e sulla snellezza dell’azienda. Per questa ragione l’attenzione ai costi e ai ricavi guida la mia azione manageriale”. Il presidio continuerà ad essere alto sulle quattro aree ben diversificate in cui opera l’azienda: vendite indirette (canale retail e distribuzione btob), vendite dirette (PA e grandi imprese), produzione IT e logistica (Nuovo Cedis) e, infine, il ramo Internet.

Dell’Artino non nasconde le difficoltà del settore distributivo, come dimostrano le stime Sirmi e Gfk. “Gli analisti sottolineano come siano in calo i mercati in cui noi operiamo, quello degli shop e quello dei cash & carry, di cui deteniamo il 70%. Per questo dobbiamo rimanere ancora più concentrati sul nostro mestiere: vendere nei negozi agli utenti finali e nei cash & carry ai dealer. Non è un caso che, in concomitanza con la ristrutturazione dell’azienda, abbiamo aumentato i nostri negozi (da 180 a 205) e i cash & carry, ora 33, che diventeranno  40 entro ottobre”.
Sono state  messe in atto strategie allargate per limitare la perdita di fatturato, con strumenti finanziari messi a disposizione dei clienti (tramite Findomestic, Fiditalia o Agos) o dei dealer (come il noleggio operativo realizzato con B2F) a garanzia di un buon rapporto con i partner. “Il futuro dipenderà molto dalla capacità di spendere dei consumatori, ma è un andamento davvero non prevedibile. Lo scontrino medio scende in modo preoccupante, non garantendo più margini adeguati.  Paradossalmente, nei primi sei mesi dell’anno, i nostri clienti sono aumentati ma il giro d’affari è stato decisamente inferiore. Una valida strategia a questo declino è un maggior focus sui mercati a valore, che garantiscono margini più interessanti: stiamo guardando con interesse ai server e ai servizi”. Le giornate di formazione rivolte al canale e agli operatori del settore rispecchiano questa logica.

Margini interessanti continuano ad avere i brand di proprietà di CDC, in particolare gli accessori  Kraun,  i consumabili  Inkdrops e i pc CDC realizzati secondo il modello Built-to-order. “I nostri brand ci permettono di recuperare margini sui canali sofferenti e per questo abbiamo iniziato a venderli anche all’estero in Spagna, Portogallo e Inghilterra. In Gran Bretagna ci appoggiamo a un importatore, in Spagna e Portogallo operiamo tramite partner, gestendo il tutto dalla sede toscana. Anche il nostro stabilimento per l’assemblaggio dei pc (ndr, non notebook)  in modalità Built to order rispecchia il cambiamento in atto: costruiamo pc nei nostri laboratori, come se fosse una sorta di boutique”.

Per quanto riguarda la divisione Internet, a giugno CDC ha lanciato la proposta di hosting da remoto che dovrebbe compensare la sofferenza che riguarda in modo diffuso i prodotti Dial-up, storici di questa divisione. Mentre la divisione PA continua a partecipare a bandi in ambito pubblico (recente una gara vinta per una fornitura di monitor).

Senza dubbio l’anno è stato faticoso, come per la maggior parte dei distributori – conclude Dell’Artino -, ma il nostro piano industriale triennale è chiaro in proposito: il 2009 e il 2010 saranno anni in cui ci consolideremo per poi pensare a crescere in futuro. Seminiamo nuove iniziative (built to order, approccio ai mercati esteri, nuovi punti vendita…) valorizzando le attività che sappiamo fare senza smanie di grandezza o voli pindarici. Il 65% del nostro fatturato deriva dai cash & carry, il 25% dai negozi e il rimanente 5% dalle attività collaterali. Qui rimane il nostro focus”.

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