Distree XXL 2011: L’anno del cambiamento necessario

Mercato

Distree XXL 2011: Distributori tradizionali alla sbarra, serve cambiare

 

Distree XXL 2011

Il canale tradizionale deve cambiare, e in fretta, così come i distributori tradizionali rischiano ‘l’annientamento’ se non cambiano rotta a breve. E’ questo il filo conduttore che accomuna quasi tutti gli analisti di mercato, da Gfk, a Context, fino ad arrivare a Forrester, intervenuti alla nona edizione di Distree XXL 2011.

Stesso scenario, stesso luogo, Montecarlo, aumentate le presenze rispetto agli ultimi anni, soprattutto dall’Est del mondo: dalla Russia, agli Emirati Arabi, solo per citarne alcuni. I distributori tradizionali sono stati al centro dell’intervento di Peter O’Neil, Vp & Principal analyst di Forrester, che non ha risparmiato parole pesanti sul loro conto, strigliando la platea con un sonoro: “Distributori! O cambiate o morirete!”. Una frase, questa, che, sebbene non negli stessi termini, ha visto un plauso anche dagli altri intervenuti che hanno sottolineato come la sterzata debba avvenire nel breve periodo.

Complice la nuova era del cloud computing e della virtualizzazione che, sebbene in Italia fatichi a comprendersi anche da parte di chi dovrebbe spiegarlo (si veda la ricerca della School of management del Politecnico di Milano presentata a Smau 2010), negli altri stati sembra aver preso piede destando attenzione tra i vendor, ma non ancora poco nei distributori. Ma non c’è solo il cloud, ci sono le novità di casa Apple, ci sono i nuovi formati dei notebook (che hanno fatto bene a questo segmento di mercato) e i webbooks, la novità 2010 che, a detta di Gfk, ha eroso la quota del mercato, in parte anche dei notebook.

Ma nel 2010 non è andato tutto così male. “Nel 2010 la distribuzione è ricominciata a crescere passando da -8% dei primi mesi dell’anno, per chiudere lo stesso 2010 a +3%”, spiega Rudolf Aunkofer, global director It, Gfk Retail & Technology, che fa un distinguo, sia per segmento territoriale, sia per tipologia di canale. “In Europa Occidentale, per esempio, tra il 2006 e il 2010 abbiamo visto un calo della percentuale di vendite appartenenti al cosiddetto canale dei reseller b2b, passari dal 46 al 40%, stabile invece per i retailer channel al 49% mentre crescita per i retailer online passati dal 5 all’11%”, spiega Aunkofer. “In Europa il retailer online è cresciuto molto mentre il canale tradizionale è in fase di cambiamento, ma lo deve fare in fretta – spiega – perché se non lo fa, nei prossimi due mesi potrebbe rischiare molto”.

Gfk paragona questo lasso temporale così breve, con la velocità con cui i vendor, nel 2010, hanno lanciato sul mercato novità di prodotto, in particolare portando l’attenzione sulle novità in fatto di ‘pollici’ degli schermi. “Rispetto a due anni fa la grande differenza in fatto di novità tecnologiche lo hanno fatto le dimensioni degli schermi – spiega – tra i sette e gli otti pollici, come Ipad di Apple e gli e-reader hanno fatto la differenza nel corso del 2010”.

Uno scorcio di Monaco, luogo in cui si svolge Distree XXL

E se non c’è dubbio che Apple, non stia sbagliando un colpo, negli ultimi anni, c’è poi il fenomeno dei Webbooks. Gfk ne analizza l’andamento dell’ultimo anno, scoprendo, come ovvio che sia con le festività natalizie, che tra novembre e dicembre 2010 c’è stata una vera e propria esplosione, sia perché i prezzi sono calati, sia perché l’oggetto ha iniziato a far parlare di sé.

“I prezzi sono calati ma le revenue sono aumentate molto a dicembre per via del Natale – spiega Aunkofer – con un incremento delle vendite costanti nel 2010 ma esplose tra novembre e dicembre (raddoppio tra i due mesi in esame, ndr). A dicembre abbiamo anche assistito, in generale, al superamento, in termini di unità vendute, dei netbooks da parte di notebook e Webbooks. E, se è vero che il prezzo dei notebook è più alto è altrettanto vero che sono evoluti molto, anche in termini estetici, e raccolgono sicuramente più funzioni dei netbooks”, conclude.

Chi ‘consiglia’ di cavalcare a breve il nuovo corso dei Pc è Jeremy Davies, co-founder e ceo di Context, che incalza “Se i distributori It resteranno poco resilienti come prima, la crescita nel 2011 sarà pari a quella del 2010, a una sola cifra”. E, come aveva annunciato lo scorso anno, sullo stesso palcoscenico, le previsioni di Davies sono state confermate da Gfk: il mercato dei notebook non è stato a guardare, si è evoluto e ha ripreso quote di mercato anche, ma non solo, nel segmento della sostituzione.

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore