Distribuzione: il 2011 è l’anno della convergenza It-Ict e degli smartphone

Strategie

Viaggio nel mondo della distribuzione. Channel Insider ha coinvolto Esprinet, Tech Data, Ingram Micro, Datamatic, Magirus, Computerlinks, Zycko chiedendo loro un’opinione sull’anno appena terminato e le aspettative future

L’economia ha archiviato un 2010 complicato che ha, per alcuni aspetti, ricalcato le sorti del 2009: l’anno della grave crisi economica mondiale con la disoccupazione, la chiusura degli istituti finanziari alla concessione di credito e il conseguente rimando, da parte delle imprese, degli investimenti produttivi.

Mancanza di soldi? Paura o voglia di conservazione ‘sotto il materasso’ in vista di tempi più duri? Non è chiara la situazione, certo è che, sia a livello macroeconomico sia a livello micro, le difficoltà si sono fatte sentire.

E’ iniziato il 2011 con tanti punti interrogativi ma anche con la volontà di cercare la luce fuori dal tunnel. Channel Insider ha ‘testato’ alcuni distributori per capire dalla loro voce come sia stato l’anno appena trascorso e quali aspettative si attendono.

Se da un lato la situazione economica generale, pur presentando alcuni importanti elementi di ripresa e segnali positivi, richiederà ancora uno sforzo da parte di tutti per sanare le zone d’ombra che resistono ancora, dall’altro – spiega Sergio Ceresa, acting deputy managing director di Ingram micro Italia nella nostra area di mercato, quella della distribuzione It, ci sono aspetti peculiari che ci inducono a credere che nel prossimo periodo avremo ancora margini di crescita. Questo, per come lo vediamo noi, è dovuto principalmente a due fattori. Assistiamo – spiega – a una convergenza sempre più spiccata tra It e Ict, per cui alcuni prodotti, pensiamo ad esempio agli smartphone, che prima trovavano canali di distribuzione diversi, adesso cominciano a rientrare nelle nostre linee di prodotto. Quindi il nostro business sta beneficiando di questo ampliamento dell’area di competenza. Inoltre molti vendor in area consumer, compiuta un’analisi dei loro costi, hanno deciso di rivolgersi a noi, quindi, anche in questo caso, nonostante il mercato sia tuttora abbastanza stagnante, abbiamo buoni margini di crescita dati dall’ampliamento del nostro raggio di azione e dall’acquisizione di nuovi vendor che prima vendevano direttamente”, conclude.

Sergio Ceresa – Ingram Micro Italia

Ingram Micro vede ancora margini di crescita nel mondo della distribuzione It, grazie anche alla convergenza spiccata tra It e Ict. Lo stesso vale per Tech Data Italia, che, attraverso le parole dell’amministratore delegato Ernest Quingles si parla di convergenza tecnologica (tv via Internet). Quanto all’anno appena concluso Quingles afferma che ci sono starte nicchie di mercato che hanno comunque ben lavorato ma quello che si auspica per il 2011 è un allentamento della “politica restrittiva dei governi europei di controllo della spesa pubblica. Se così non fosse, si creerebbe un ulteriore freno all’economia. Si dovranno cercare  – continua – nuovi stimoli per dare uno scossone e un riavvio che potrebbero essere forti nella seconda metà dell’anno in corso”, afferma.

Tuttavia restano segnali contrastanti. Michele Bertacco,  Head of Investor Relations and Communications di Esprinet, afferma che “alle stime di crescita del prodotto interno lordo si accompagnano dati sul mercato del lavoro ancora decisamente poco incoraggianti. In ambito It – spiega – si ravvisa un rallentamento dei consumi retail mentre restano le attese di una progressiva ripresa dei rivenditori che vendono alle imprese”.

Nel 2010 hanno prevalso termini quali disoccupazione, crisi economica, pessimismo, ma anche la mancanza di investimenti causati dalla difficile situazioni economiche, italiana e internazionale, che hanno causato blocchi ai finanziamenti. Questa è, in sintesi, l’opinione di Federico Marini, amministratore delegato Italia e Austria di Computerlinks. “Il panorama è molto delicato e instabile e le aziende hanno avuto spesso il timore di investire in nuove iniziative e attività. Siamo fiduciosi in una ripresa per il 2011 – spiega Marini – nonostante le notizie legate all’andamento dell’Italia. Uno dei nostri compiti principali sarà di continuare ad analizzare la situazione del mercato It per comprendere la continua evoluzione delle richieste dei clienti, in modo tale da garantire le soluzioni più adeguate ai nostri partner”.

Federico Marini – Computerlinks

La stessa opinione arriva da Magirus. “Il 2010 era un anno che si presentava con delle incertezze e che quindi in molti hanno affrontato, giustamente, con aspettative conservative. In realtà, nei fatti, fino a oggi – spiega Andrea Massari, country manager di Magirus Italiail trend è migliore del previsto. Ovviamente molto dipende quale parte del mercato It si guardava. In un momento di crisi economica come quello che abbiamo vissuto, le soluzioni It che permettono soprattutto una razionalizzazione delle risorse rimangono per esempio prioritarie permettendo a queste specifiche aree di crescere in modo importante a discapito di soluzioni It più classiche. Guardiamo al futuro con un certo ottimismo ma certo il tempo in cui la palla di cristallo mostrava chiare indicazioni è finito”, chiude Massari.

Andrea Massari – Magirus

Insomma si respira una certa ventata di ottimismo, per la conclusione del 2010 e per il nuovo anno appena iniziato anche per Zycko. Piera Loche, managing director di Zycko Italia, “Forse è precoce parlare di una vera e propria svolta ma, sicuramente, ci sono segnali positivi e vi sono la volontà e la determinazione a uscire da questa situazione. Per emergere e per superare le difficoltà di mercato è necessario studiare nuove strategie per cogliere le diverse opportunità di business ed è importante analizzare e comprendere le esigenze degli utenti finali per poter adeguare l’offerta alle reali esigenze e alle condizioni attuali”, spiega Loche.

Piera Loche – Zycko Italy

Più negativa la visione di Stefano Martini, amministratore delegato di Datamatic, sulle aspettative future. “Le aspettative per il futuro sono di vivere i prossimi 10 anni come quello attuale, quindi con tutte le difficoltà che caratterizzano la nostra economia in questo momento.  Alcuni paesi europei mag
giormente industrializzati potrebbero andare meglio di noi, ma in generale non vedo grandi prospettive di crescita. L’aumento della disoccupazione genera un calo della domanda e questo fenomeno è più forte quest’anno rispetto all’anno passato”.

Un quadro questo che molti operatori del mercato sperano possa essere disatteso.

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