Strategie

De Lio (Acer): Bisogna indirizzare la domanda dei 2-in-1 con partner tradizionali ed e-tailer

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Il momento è propizio per raccogliere interesse sui 2-in-1. Lo sostiene Alessandro De Lio, marketing manager di Acer Italy, anche grazie alla forza dell’alleanza tecnologica con Intel e Microsoft. Il reportage dell’evento di New York con prodotti e strategie

A ridosso degli annunci di Acer di New York, che arriveranno sul mercato europeo a partire dall’estate in tempo per il back to school, Alessandro De Lio, marketing manager di Acer Italy, puntualizza la strategia di vendita di Acer che per prima cosa deve “creare la domanda per i nuovi dispositivi, ora che la gamma rinnovata dell’offerta offre prodotti validi per prezzo, prestazioni, design e funzionalità”. Perché se il 2015 è stato un anno difficile – come lo stesso Massimo D’Angelo, vice president Emea Operations & Regional Head South Europe, ha dichiarato in una intervista a Techweekeurope –, il 2016 ha secondo De Lio alcuni spunti interessanti per recuperare terreno e per far scattare la domanda sulla nuova tecnologia.

La domanda per i convertibili

Alessandro De Lio, marketing manager di Acer Italy
Alessandro De Lio, marketing manager di Acer Italy

“C’è il potenziale di sviluppo per nuovi  segmenti di mercato e oggi spetta ai vendor generare il desiderio dei nuovi strumenti convertibili. Grazie all’alleanza tra noi, Intel e Microsoft,  il comparto dei 2-in-1, cioè di quei sistemi che integrano le caratteristiche di un notebook e le funzionalità di un tablet, può finalmente avere uno slancio interessante, soprattutto ora che Intel ha dimostrato di crederci in modo deciso con la nuova generazione di processori”. Nel 2015 questi dispositivi sono cresciuti nel mercato, ma bisogna ancora indirizzarne correttamente l’utilizzo: il 70% infatti li usa come notebook, il 20% come tablet e solo il 10% nella modalità a tenda. La domanda  deve essere poi gestita sia dal canale tradizionale  retail, sia dal più innovativo canale degli e-tailer, con competenze da accresce per catturare nuovi mercati.

“Lato industria – continua De Lio – possiamo dire che oggi i nuovi modelli con cerniera a 360 gradi, design più equilibrato nelle forme, livello di prezzo per la tecnologia touch accettabile, hanno la potenzialità per fare il salto. La domanda è da cogliere: i clienti oggi preferiscono modelli con display da 15,6 pollici e non più da 13 o 14  pollici, ma il 14 pollici rimane un buon compromesso. Eravamo partiti a mille nella fase della prima realizzazione del prodotto convertibile, quando non avevamo ancora la gamma giusta per interessare il mercato in modo significativo. Oggi invece abbiamo tutti i tasselli del puzzle”.

Spinta sul mercato dal 1 luglio

Acer Switch Alpha 12
Acer Switch Alpha 12

L’obiettivo è mirare a capitalizzare un percepito del brand Acer che è cambiato negli anni. Prima le valutazioni avvenivano sulle velocità dei sistemi, sulla loro resa, oggi è importante anche la soddisfazione del cliente e altri parametri, quali la sicurezza.Abbiamo sofferto negli ultimi anni e sarebbe stupido negarlo – continua -: siamo passati da fasi un cui avevamo il 40% del market share grazie soprattutto a politiche di prezzo, a una fase in cui ci attestiamo sul 18% circa con un buon mix di prodotti. Dal 1 luglio mi aspetto anche da parte dei nostri partner tecnologici una spinta maggiore sui convertibili:  l’alleanza Microsoft-Intel sarà ancora più  decisiva”.

Guardando al 2016 e all’insegnamento di Amazon

Nel 2015 il fatturato di Acer è stato negativo ma il dato del sell out è un valore allineato con l’andamento del mercato, meno negativo di quanto stabilito delle società di ricerca che misurano il sell in. Il tasso del cambio del dollaro e la minor attività di refresh dell’installato da parte dei clienti hanno penalizzato i vendor. “E’ un mercato difficile e lo sarà anche nel 2016 per questo si devono valutare anche nuove partnership – continua De Lio -. Amazon è la cartina tornasole di cosa si deve fare,  perché non mette nessun filtro tra sé e l’utente. Noi siamo su Amazon attraverso i nostri distributori,  ma in alcuni casi altri competitor hanno fatto meglio di noi arrivando prima su questa piazza virtuale. E di questo ne dobbiamo prendere atto. Ora ci siamo anche noi”. Il canale e-tailer in Italia raccoglie circa il 10% del fatturato, in linea con il peso dell’ecommerce nel nostro paese.

Per quanto riguarda la strategia dell’azienda di operare attraverso due divisioni dedicate a business diversi – Core Business e New Business – poco impatta in Acer Italia in questa fase. La parte di servizi legata al Byoc è in una fase pilota, soprattutto in Asia, ma è ancora poco sviluppata in Europa. “Dobbiamo creare una galassia che possa interessare altre industrie lavorando sull’infrastruttura ma richiede tempo” precisa De Lio.  C’è un parco di progetti interessanti invece sulla parte di coding e sui servizi che stanno dietro ai display di grande formato. “Ci sono applicazioni locali che potrebbe essere molto interessati:  noi possiamo essere forti sulla parte di hardware ma ci servono partner che facciano contenuti, ad esempio nel mondo dell’education, della geo localizzazione, delle mappe, e questo permette a noi di spingere su questo mercato e ai partner di cogliere nuove opportunità”.

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Su Techweekeurope.it: D’Angelo (Acer): Focus sul core business dei pc, da gestire con molta oculatezza