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MWC 2017: ritorno al futuro, guardando all’era IoT, AR e 5G

MWC 2017: ritorno al futuro, guardando all'era IoT, AR e 5G
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Operazioni vintage, i sequel e gli scampoli di futuro a MWC 2017, la fiera degli smartphpone che si prepara all’era IoT, AR e 5G

Il Mobile World Congress (MWC 2017), che ha da poco chiuso i battenti, è stato un’edizione all’insegna del vintage (il ritorno del feature-phone Nokia 3310 e della tastiera fisica sul nuovo Blackberry), dei sequel (LG G6, Huawei P10 e P10 Plus, Sony Xperia Xperia XZ Premium eccetera), ma è stato anche una fiera che guarda al futuro e si prepara all’era IoT, AR e 5G (quest’ultimo standard al via dal 2020). Ecco MWC 2017 in pillole.

Operazione nostalgia a MWC 2017: Nokia e Blackberry

Il vintage torna di moda anche nella telefonia mobile: Nokia 3310 è il modello classico che ritorna a distanza di 17 anni dal debutto, sempre piccolo, oggi coloratissimo, al prezzo di 49 euro, con il re-styling del gioco Snake e con lunga autonomia (22 ore di tempo trascorso in conversazione ed un mese in standby). Lo realizza HMD.

Nokia 3310 a MWC 2017
Nokia 3310 a MWC 2017

Altra operazione nostalgia è da attribuire a BlackBerry KEYOne, lo smartphone touch, costruito da TCL, che re-introduce la tastiera fisica per gli amanti del vintage. La tastiera fisica permette di associare fino a 52 scorciatoie personalizzabili (/ per accedere alla posta o M per lanciare le mappe) e nella barra spaziatrice nasconde il sensore di impronte digitali. 

I sequel a MWC 2017: Lg, Huawei e Sony

Non solo effetto nostalgia, ma anche tanti sequel hanno rubato la scena a MWC 2017. Partiamo da Sony Xperia XZ Premium, che al Mobile World Congress 2017 si è aggiudicato il titolo di “miglior nuovo smartphone”, apprezzato in maniera unanime sia dal pubblico che dalla critica, grazie allo schermo 4K HDR, alla nuova fotocamera con slow motion a 960fps ed il processore Qualcomm Snapdragon 835, lo stesso che monterà anche la versione statunitense di Samsung Galaxy S8.

LG G6 a MWC 2017
LG G6 a MWC 2017

Racchiuso in un design in allumio e vetro, LG G6 ha stupito per il display da 18:9, la dimensione perfetta per guardare film e giocare a videogame, secondo il premio Oscar Vittorio Storaro. Lo schermo da 5,7 pollici, molto maneggevole ed ergonomico nonostante l’ampiezza, proprio grazie al rapporto di aspetto 18:9 (per la prima volta su uno smartphone), vanta una risoluzione QHD, con 2880×1440 pixel. ltro punto di forza è il comparto fotogfrafico: la fotocamera posteriore da 13 megapixel, con lenti grandangolari a 125 gradi, permette di catturare scatti panoramici; la fotocamera frontale è da 5 megapixel, con il campo espanso a 100 gradi, consente di scattare i selfie senza lo stick. Il G6 è il primo Android, dopo i Google Pixel, ad integrare Google Assistant, per ricevere risposte veloci, gestire gli impegni quotidiani, ascoltare musica e guardare video.

Huawei P10 e P10 Plus a MWC 2017
Huawei P10 e P10 Plus a MWC 2017

Huawei P10 e P10 Plus, accompagnati da Watch 2, rinnovano la collaborazione con Leica per la doppia fotocamera posteriore, ma anche quella frontale diventa più luminosa e potente. Il trattamento hyper diamond-cut minimizza l’effetto dei graffi nel corso dell’uso (nella scatola è inclusa una cover protettiva, sottile e trasparente). Huawei ha stretto una partnership anche con il Pantone Color Institute, sfociata nei colori Greenery e Dazzling Blue che vanno ad affiancare le varianti Dazzling Gold, Graphite Black, Mystic Silver del Plus e Dazzling Blue, Prestige Gold, Graphite Black, Mystic Silver del P10.
Disponibile nelle diagonali da 5,1 e 5,5 pollici, con i bordi arrotondati e spesso appena 6,98 millimetri, lo smartphone di Huawei nasconde il lettore di impronte digitali sotto lo schermo che lo incorpora. La punta di diamante è la fotocamera: la coppia posteriore è mutuata dal Mate 9, con un sensore RGB da 12 megapixel abbinato a uno monocromatico da 20, a cui affianca nel P10 Plus una più luminosa lente Leica Summilux f/1,8. Altre specifiche: chip octa-core Kirin 960 con 4 o 6GB di RAM, storage fino a 128GB (espandibile), connettività LTE con ben quattro antenne a bordo in configurazione MIMO 4×4 (600Mbps in download), doppia antenna WiFi 2×2 MIMO, Bluetooth 4.2 e geo-localizzazione (con GPS, Glonass, Galileo e la cinese BDS), batteria (da 3.200mAh nel P10 e 3.750 nel Plus), entrambi dotati di SuperCharge. La novità del Watch 2, con Android Wear 2.0, è la versione LTE.

Lenovo ha svelato i mid-range Moto G5 e G5 Plus. Racchiuso in un design in metallo, Moto G5 ha schermo da 5 pollici, mentre il modello Plus è dotato di display da 5.2 pollici.

La sfida degli assistenti digitali di Google e Amazon

Google e Amazon si sfidano sul terreno degli assistenti digitali: Google ha rilasciat Assistant per gli Android 6.0 e 7.0. Finora confinato sui dispositivi della gamma Pixel, ora va alla conquista di Android, il sistema operativo che detiene oltre l’85% del mercato smartphone, anche se solo nelle versioni recenti 6.0 e 7.0. LG è stato il primo vendor a montare l’assistente digitale di Google su Lg G6. Per ora parla inglese nei Paesi anglofoni e tedesco in Germania, presto verranno introdotte altre lingue. La sfida è rivolta a Microsoft Cortana su Windows 10, Apple Siri su iPhone, ma soprattutto ad Amazon Alexa che sta aprendosi ad altri vendor (vedi Lenovo). L’assistente digitale ad attivazione vocale (basta pronunciare “OK, Google” per attivarlo) è un servizio che risponde alle domande, suona la musica e completa alcune attività, in maniera smart.

Le auto connesse scaldano i motori

Al Mobile World Congress era possibile guidare una macchina che era posizionata in una pista a 50 chilometri di distanza sfruttando le potenzialità del 5G. Le auto connesse sono molto attuali, grazie all’IoT e al 5G: avranno il controllo vocale dei comandi, la possibilità di impostare una destinazione per esservi trasportati (mentre si guarda un video in HD), l’opportunità di dialogare con altri veicoli per evitare collisioni e di parcheggiare in modo autonomo. Il cloud permetterà inoltre di ricevere utili e costanti indicazioni sullo stato dei mezzi. La tecnologia Intel Go per la connected car è stata implementata su una berlina BMW di serie.

La sperimentazione 5G sugli scudi

Secondo Ericsson, si attestano a 7,5 miliardi i collegamenti a reti mobili nel mondo e il traffico dati ha archiviato l’anno registrando un incremento del 55 per cento. Il 5G arriverà non prima del 2020, ma promette di correre a 20 Gigabit, con tempi di attesa infinitesimali (4 millisecondi di latenza) e di supportare un milione di dispositivi per un miglio quadrato: l’ideale per le self-driving car, IoT e smart city.

MWC 2017: ritorno al futuro, guardando all'era IoT, AR e 5G
MWC 2017: ritorno al futuro, guardando all’era IoT, AR e 5G

In occasione del Mobile World Congress (Mwc 2017), la GSMA ha pubblicato un documento che delinea previsioni e aspettative del settore mobile sull’era del 5G. La ricerca, intitolata ‘The 5G Era: Age of Boundless Connectivity and Intelligent Automation’ (L’era del 5G: un periodo di connettività illimitata e automazione intelligente), si basa su un’indagine condotta su 750 dirigenti di aziende ed altri stakeholder che operano nel settore delle comunicazioni mobili. La GSMA stima che che l’implementazione delle reti 5G commerciali avverrà all’inizio del prossimo decennio: fornirà la copertura a un terzo della popolazione mondiale entro il 2025. Si prevede che le connessioni 5G raggiungeranno gli 1,1 miliardi di persone entro il 2025, pari a circa una su 8 connessioni mobili in tutto il mondo in quel momento.

I tablet e i 2-in-1 a MWC 2017

Samsung, che toglierà i veli al Galaxy S8 a New York a fine marzo, a Barcrellona ha aggiornato Galaxy Tab S3 e Galaxy Book: il primo vanta speaker targati Harman AKG, il secondo equipaggiato con Windows 10. Galaxy Tab S3 e Galaxy Book arrivano con schermo da 9,7 pollici e Android, il primo; declinato in due versioni (da 10.6 e da 12 pollici) e con Windows 10, il secondo.

Hp ha presentato Hp Pro x2 612 G2, un convertibile 2-in-1 per settori verticali che strizza l’occhio anche ai Millennials in ufficio. Si può adottare in applicazioni per i mercati verticali come il supporto sul campo, la sanità e il retail. Ma HP ricorda anche che in generale gli utenti professionali più giovani sono abituati a lavorare in mobilità e che entro il 2020 saranno la maggioranza della forza lavoro, quindi il nuovo 2-in-1 è anche adatto all’uso genericamente in mobilità.

I visori rischiano il flop del 3D?

Cisco prevede che fra tre o quattro anni verranno venduti appena 100 milioni di visori VR dei quali metà sono quelli via smartphone: pochi rispetto a quanto aziende come Facebook stanno investendo (vedi Oculus Rift). Quello dei visori rischia di trasformarsi da nicchia al flop in stile 3D. “Ma bisogna pensare al mercato professionale”, ha commentato Venkata Renduchintala, che è il numero due di Intel: “Si può utilizzare la realtà virtuale e quella aumentata nella medicina, la formazione, l’educazione…”. Insomma, per VR e AR, prudenza. Vedremo in futuro.

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