Dove lo spreco informatico

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Licenze software, problemi legati ai server e costi del personale
tecnico, sono le voci che gravano maggiormente sui budget aziendali.

Lo afferma uno studio indipendente paneuropeo commissionato da Unisys
alla società Taylor Nelson, la quale ha interrogato 200 tra cio e cfo in
aziende con 500 o più dipendenti dislocate in Gran Bretagna, Francia,
Germania, Italia, Spagna, Portogallo e Paesi Bassi. Il 31% degli
intervistati afferma che gli investimenti non vengono fatti in modo
efficace e in particolare sottolineano la presenza di un eccessivo
numero di licenze software da gestire. Il 32% di essi ritiene inoltre
che ci sia una enorme perdita di tempo per la pianificazione dei server
e per la risoluzione dei problemi. Quasi un quarto, il 24%, sostiene che
il personale di supporto costi troppo. Nonostante i cio siano
consapevoli dello spreco informativo, solo la metà di loro presenta al
cfo un rapporto dettagliato delle spese, e soltanto uno su quattro lo
presenta qualche volta, eccezionalmente. Secondo Unisys, che come
fornitore intende migliorare l’efficienza del patrimonio informatico
aziendale, garantendo una riduzione dei costi, la maggioranza dei server
utilizza tra il 5% e il 15% delle proprie capacità, perché impegnata ad
eseguire un’unica applicazione. La sfida principale delle imprese,
sostengono gli esperti, è oggi il consolidamento, che permette di
eseguire la mappatura delle architetture in base alle piattaforme
hardware più efficaci. A causa del mancato consolidamento dei loro
sistemi sostiene Steve Rawsthorn, vice presidente marketing di Unisys,
Sistems Technology Emea – attualmente le aziende stanno perdendo una
significativa opportunità di risparmio sulle risorse e sui costi reali.
Le aziende devono concentrarsi maggiormente sui propri obiettivi
commerciali e non sulle questioni informatiche, e per far ciò basterebbe
eseguire controlli informatici più rigorosi.