Draghi (Bce): nuove tecnologie ok per il lavoro, ma sostegno agli inoccupati

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Le nuove tecnologie sono positiva per il sistema economico e creano più posti di lavoro ma chi perde l’impiego deve contare sul governo per aggiornarsi e trovare posto in un altro settore dell’economia. Lo dice il presidente della Bce Mario Draghi

L’introduzione delle nuove tecnologie è positiva nel suo complesso per il sistema economico e tende a creare più posti di lavoro di quanti ne distrugga ma chi si trova a perdere l’impiego deve poter contare su un supporto da parte del governo per aggiornarsi e trovare posto in un altro settore dell’economia.

Secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore Radiocor Plus, il presidente della Bce Mario Draghi ha risposto, nell’ambito dello Ecb Youth Dialogue, alla domanda di uno studente sulla possibilità che l’intelligenza artificiale possa provocare significative perdite di occupazione. “I timori che il progresso tecnologico distrugga posti di lavoro sono vecchi come la rivoluzione industriale – ha detto Draghi – Fino ad ora l’esperienza dimostra che i posti creati di lavoro dall’introduzione di nuove tecnologie sono stati superiori a quelli che sono stati eliminati. Possiamo essere ragionevolmente ottimisti che questo sia vero”.

Mario Draghi

“Due condizioni devono tuttavia essere soddisfatte – ha aggiunto Draghi – La prima è che i benefici che vanno ad arricchire quei settori in cui queste tecnologie vengono introdotte vengano trasferiti al resto dell’economia cosi che si possono creare posti anche in altri settori. In secondo luogo che quelli che perdono il proprio posto nel settore interessato dalle nuove tecnologie possano trovare impiego nel resto dell’economia e questi aggiustamento non è né semplice né indolore. Per questo qualche forma di supporto da parte del governo è necessario sotto forma di aggiornamento e training in modo che questi lavoratori possano acquisire nuove skill”.

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