Ecco il programma switch&profit che ricompensa la migrazione al brand G Data

Strategie

Smau 2017 – Giulio Vada, country manager Italy di G Data, spiega la strategia aziendale e il rapporto con i partner di canale e annuncia il nuovo programma dedicato ai partner che spingeranno la migrazione verso il brand

Mancanza di consapevolezza del rischio: la risposta va cercata nell’assenza (o quasi) di formazione fatta all’operatore o al tecnico It. Allo stesso tempo, anche i vertici aziendali non sono consapevoli di quali danni al business possa provocare una scarsa formazione sulla sicurezza. E’ Giulio Vada, country manager Italy di G Data, incontrato a Smau Milano 2017, a porre l’accento sia sul tema azienda-formazione-sicurezza e sia su come il mercato It stia dando segnali di ripresa, anche se, sempre secondo Vada, la sicurezza di reti e infrastrutture non ha mai smesso di crescere,  grazie anche a interventi legislativi che hanno stimolato il mercato.

“Il contesto in cui ci muoviamo, tolte le large enterprise, deve prendere consapevolezza: l’autoreferenzialità del mercato è il problema serio perchè non ci possono essere chiusure nella comunicazione tra l’area business e l’area sicurezza”, spiega Vada.

Giulio Vada, G Data
Giulio Vada, G Data

Il 95% del tessuto delle aziende italiane è fatto da piccole imprese o piccolissime imprese e, uno dei passaggi chiave che si innesta nel rapporto tra questo tipo di realtà e le aziende che si occupano di sicurezza è spesso banale, legato, per esempio,  al cambio di password o al controllo della lunghezza della stessa. “Come industria abbiamo peccato e fallito nel comunicare alla nostra controparte aziendale il perché servisse proteggersi e investire sulla sicurezza, ma c’è anche un problema di linguaggio e di scarsa formazione che mal posiziona la sicurezza nelle aziende. Noi abbiamo proposto alcuni workshop per  la security  che coprissero la formazione sui nostri prodotti da un cattivo uso degli stessi. Spesso assistiamo a un utente medio, magari a capo di decisioni importanti in azienda, impreparato su questi temi e le conseguenze che si hanno in termini di business possono essere catastrofiche, così come deve essere portato in azienda il concetto di cattive abitudini personali da neutralizzare. Noi vogliamo aumentare il livello di consapevolezza con attenzioni ai particolari e per questo motivo la formazione diventa un elemento cruciale. Si pensi solo alla poca formazione presente nelle Pmi: se solo fossero più attente e preparate potrebbero innestare circoli virtuosi che esaltino il valore del loro prodotto”.

Ma qual è la combinazione migliore sulla protezione? Tecnologia, processi aziendali, fattore umano… Sul fronte della distribuzione, G Data lavora con Attiva Evolution, Econnet e Avk Italia. “Abbiamo investito nel rapporto con i distributori e gli operatori del canale che credono nel nostro progetto . La nostra politica di canale ha portato a un’offerta che va a completare la nostra proposta commerciale con una serie di servizi a supporto dei nostri partner. Una delle novità che abbiamo lanciato di recente è il programma switch&profit . Si tratta di un programma che ci spinge a cercare partner con cui fare business duraturi nel tempo, quindi partner a valore. Partner che  vogliano investire investire sul nostro brand , che riescano a convertire l’installato per questo riconoscendo loro le spese di migrazione. Per il settore dell’endpoint protection, la mancata conversione dell’installato rappresenta un freno all’investimento, conseguentemente, alla scelta di nuovi brand nel proprio installato. Un rivenditore che oggi ha centinaia di linee installate spesso si trova in difficoltà ad affrontare la migrazione. Per questa difficoltà, compensiamo il rivenditore riconoscendogli gli investimenti che siano andati a buon fine e abbiano portato al risultato di  spostare il nuovo installato sul nostro brand. Come? Attraverso più margini e rebate”, chiude Vada.

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