Ecco la macchina che rigenera la carta usata. E’ PaperLab di Epson

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Epson ha presentato al Cebit 2017 di Hannover il sistema PaperLab, attualmente in test sul mercato giapponese ma che presto potrà vedere la luce anche in Europa

Fogli di carta da riciclare e trasformarli in nuovi fogli bianchi pronti all’uso. Epson ha presentato al Cebit 2017 di Hannover il sistema PaperLab, attualmente in test sul mercato giapponese ma che presto potrà vedere la luce anche in Europa. Il sistema, di fatto, converte i fogli già utilizzati in carta pronta all’uso grazie a un sistema a secco, tranne una minima quantità di acqua utilizzata per mantenere un livello equo di umidità. Il sistema scompone, di fatto, i fogli, li separa in fibre e li separa ancora più minuziosamente dalle tracce di inchiostro e, attraverso uno speciale trattamento, ritornano a essere fogli pronti all’uso grazie al tocco finale di una pressa.

Rob Clark
Rob Clark

Un progetto di lunga durata, hanno sottolineato i vertici dell’azienda, che è partito proprio da un’idea sviluppata da un gruppo di tecnici giapponesi che ha visto la luce solo in questi ultimi anni. Il sistema PaperLab è in grado di produrre dodici fogli circa al minuto e 720 in un’ora, ha spiegato Rob Clark, Senior vice president Epson Emea, il quale ha anche sottolineato l’approccio sempre più ecologico della società: “96% less energy, 92% less CO2 e 94% less waste”, ha esordito, continuando e sottolineando la campagna Make the switch sulla quale si fonda la strategia sulla riduzione dell’inquinamento e dalla quale discende anche il progetto PaperLab.

Al Cebit 2017, Massimo Pizzocri, managing director Italy, ha spiegato come “PaperLab sia la prima macchina di un percorso che abbraccerà diversi prodotti che si svilupperanno attorno a questa tecnologia” e ricorda come alla base ci siano due tecnologie di base innovative: “il riciclo della carta senza carta e poi il fatto che abbiamo introdotto un processo che di fatto toglie il toner dai fogli già usati senza il supporto dell’acqua. Attraverso una micro centrifuga contenuta nel sistema PaperLab – spiega – le particelle di carta e il toner della cellulosa si separano e, senza l’acqua che intervenga in questo processo, la cellulosa si deposita sul fondo, viene stesa attraverso microvibrazioni e viene pressata a tal punto da diventare fogli di carta”.Epson braccio meccanico

La prima versione che Epson ha mostrato al Cebit è studiata per il mercato giapponese e Pizzocri ci spiega i motivi di una dimensione abbastanza consistente. “Le dimensioni di PaperLab sono elevate perché rispecchiano alcune necessità del mercato giapponese, come per esempio la necessità di rigenerare carta colorata oppure profumata. Tutto questo ha richiesto spazi superiori per questo tipo di prodotto. Ma questi aspetti – continua – non sono una priorità per il mercato europeo, quanto piuttosto all’aspetto della security, ossia al rigenerare fogli che sia certo non producano danno se finissero in mano a persone sbagliate”.

Ecco perché pensa che in Europa, PaperLab possa essere utile per i centri di ricerca di un qualsiasi ambito e, in particolare, per quelli dove la security è elevata come per esempio le banche o l’ambito militare della pubblica amministrazione. “Per l’Europa – spiega – la macchina sarà completamente reingegnerizzata anche nella dimensione e, dato che l’Europa è molto attenta all’aspetto ecologico, è mia aspettativa che il prodotto si possa collocare in mercati non esclusivamente attenti al punto di vista della security ma a quello ecologico. Infine, mi aspetto entro un paio d’anni un centinaio di installazioni”, spiega Pizzocri.

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