Esprinet: ecco perché ha lasciato Monclick e Comprel

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Alessandro Cattani, amministratore delegato di Esprinet, si sofferma sul piano triennale di sviluppo e svela i motivi per cui Esprinet ha venduto Monclick e Comprel: evitare di fare concorrenza ai partner e inseguire il concetto di innovazione commerciale

La dismissione di Monclick e di Comprel, da parte di Esprinet, ha fondamenta in due ragioni: in primo luogo l’idea di essere un distributore di It e di consumer electronics, dall’altro, l’intento di non fare concorrenza ai propri clienti. E su quest’ultimo punto che Alessandro Cattani, amministratore delegato di Esprinet, si è soffermato parlando con ChannelBiz.it. Probabilmente, le voci di una eccessiva esposizione sul mercato da parte di Esprinet con la vendita diretta, attraverso realtà come Monclick e Comprel, aveva fatto storcere il naso ai partner della società che, di fatto, si trovavano a competere direttamente con il distributore e, giocoforza, a perdere la battaglia. Detto fatto, Esprinet ha deciso la vendita delle due realtà, in due tempi differenti. “Esprinet non vuole competere con i propri clienti ma essere partner puro al supporto dei clienti e quindi abbiamo deciso di sfilarci e di uscire, in un certo senso, dalla vendita diretta, ricordando sempre che il nostro business viene realizzato attraverso il canale”, spiega Cattani, ricordando ‘l’ossessione’ per la qualità al cliente. “Vogliamo poterci identificare con il cliente e cercare di costruire segmenti verticali per presidiarlo attraverso legal entity per arrivare a un processo distributivo basato sull’innovazione commerciale”, spiega.

Alessandro Cattani
Alessandro Cattani

Già, innovazione commerciale, sono due termini che sono stati richiamati spesso da Cattani, anche quando spiega il primo driver principale su cui si basa il piano triennale del gruppo: Canali It tradizionali. “Il mercato evolve verso una progressiva commodity dei servizi offerti ai consumatori e ai nuovi bisogni delle imprese. In prospettiva lavoriamo sul concetto di innovazione commerciale che si declina con alleanze verticali, come il caso di Assoteam, ragioniamo con corporate reseller, demand generation e progetti di condivisione di best practice. Lavoriamo per un rinnovo del Crm, così come nel fulfillment in ambito consumer lavoriamo in un mercato specializzato che fa leva sulla logistica, sul finance. Abbiamo fatto investimenti in Italia e Spagna – spiega – per far fronte all’aspetto logistico e ci stiamo organizzando in silos verticali. Pensiamo, infatti, sia finita l’epoca di un’unica entità che possa soddisfare interamente il mercato, crediamo di più in una veicolazione verticale che offra servizi ai clienti attraverso formazione ad hoc e brand pensati per ogni settore di mercato”.

E’ il caso di Nilox, un brand che, secondo Cattani, sta dando grande soddisfazione o le legal entity (EDSlan, V-Valley e a breve Itway Vad che diventerà la divisione cybersecurity di V-Valley).

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