Esprinet: ricavi in crescita nel 2017. Nel 2018 tendenza confermata

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Esprinet ha chiuso il 2017 con ricavi netti consolidati in salita del 6% a 3.217,2 milioni di euro contro i 3.042,3 milioni registrati nel 2016. L’utile netto pari a 25,1 milioni mostra un calo del 7% dai 26,9 milioni precedenti

Esprinet archivia il quarto trimestre con utile netto in salita del 7% a 16,2 milioni di euro contro i 15,1 milioni dello stesso periodo del 2016. I ricavi netti consolidati pari a 1.089,6 milioni scivolano del 2% dai 1.116,5 milioni del quarto trimestre 2016. Secondo Teleborsa, per quanto riguarda il 2017 si è chiuso con ricavi netti consolidati in salita del 6% a 3.217,2 milioni di euro contro i 3.042,3 milioni registrati nel 2016. L’utile netto pari a 25,1 milioni mostra un calo del 7% dai 26,9 milioni precedenti. E la Borsa premia la società.

Per l’esercizio 2018 il management riconferma una attesa di crescita dei ricavi in area “low-single digit” per effetto del positivo contributo delle attività italiane e dell’attesa riduzione dei ricavi in Spagna a seguito della erosione di fatturato nel “fulfillment consumer” in parte compensato dalla crescita nelle altre aree di business. A livello di redditività si prevede un Ebit compreso tra 39 e 41 milioni di euro al netto di componenti di reddito non ricorrenti. Di recente, Esprinet ha aperto la stagione dello Smart Working. A fine ottobre il distributore, presente in Italia e in Spagna, aveva già dato il via alle danze con 345 su 440 persone che avevano lavorato fuori sede.

Ettore Sorace, Esprinet

Oggi, la società ha deciso di sostenere il progetto pilota iniziato lo scorso 31 ottobre 2017. Erano 345 le persone (328 per Esprinet, 17 per Celly) che hanno lavorato fuori sede, pari al 78% della popolazione ammissibile. La media è stata di 37 dipendenti in Smart Working al giorno, equamente distribuiti nel corso della settimana. Il 64% degli Smart Worker in Esprinet sono donne, di cui il 41% con un’età compresa tra i 41 e 50 anni, gli uomini sono il restante 36%, di cui il 38% tra i 31 e i 40 anni.

Per spiegare ai dipendenti ammissibili la modalità e la filosofia di Smart Working aziendale, sono state organizzate 22 sessioni formative per un totale di 1468,5 ore in aula.

A chiusura del progetto pilota l’azienda ha condotto una serie di interviste per raccogliere il feedback dei soggetti coinvolti. I benefici evidenziati dai dipendenti sono una maggior concentrazione rispetto alle ore lavorate in ufficio, maggior produttività e il miglioramento del proprio Work Life Balance. Per l’azienda, lo Smart Working ha portato a una diminuzione delle emissioni di CO2 e un’ottimizzazione dello spazio adibito ai parcheggi con un’assegnazione ad un numero più elevato di dipendenti.

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