Esselunga punta su Verona, ma è scontro tra gli enti locali

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Grande distribuzione, GD, retail@shutterstock

Esselunga sarebbe pronta a sborsare una cifra considerevole per il suo terzo punto vendita a Verona. Ma la Regione dice no e il braccio di ferro continua

Dal un lato la volontà (e anche i quattrini) di Esselunga di aprire il terzo negozio a Verona, dall’altro una bagarre che è partita e ha coinvolto la Regione, il Comune, il Polo Fieristico spa, VeronaFiere e che sta tenendo banco in questi giorni.

Motivo la conquista del terzo punto vendita in Verona spendendo, secondo quanto riporta Emanuele Scarci de Il Sole 24 Ore, “27,5 milioni di euro per l’acquisto dell’area”. Sempre secondo Il Sole 24 Ore, scade il 31 luglio il termine per la sottoscrizione dell’atto di compravendita dell’area, ma a giudicare di ciò che è trapelato in questi ultimi giorni la situazione può subire colpi di scena da un momento all’altro. Il 26 giugno scorso, dalle pagine della stampa veronese trapelò la notizia di uno stop, anche piuttosto brusco, del progetto per la realizzazione del punto vendita Esselunga. Grande distribuzione, GD, retail@shutterstock

Nell’area davanti alla fiera, dove ora si trova un parcheggio, dovrebbe – secondo VeronaSera –  sorgere un punto commerciale da 8500 mq, stando a quanto deliberato dall’ultimo Consiglio comunale (…) ma dagli uffici della Regione Veneto arriva una frenata: è giunta infatti, in accordo con la Provincia, la richiesta di una variante urbanistica integrativa, praticamente una Valutazione d’impatto ambientale. L’amministrazione comunale fa sapere che la documentazione richiesta è già pronta e che verrà inviata in Giunta quanto prima, mentre si valuta anche l’ipotesi di fare ricorso al Tar”, così afferma VeronaSera.

Intanto, gli ultimi dati rilasciati dall’Istat e relativi al mese di giugno registrano un aumento dell’indice composito in crescita per i consumatori (salito da 106 a 109,5) e per le imprese (da 101,8 a 104,3) rispetto al mese di maggio. I giudizi dei consumatori sono positivi per quanto riguarda le aspettative sulla situazione economica dell’Italia, con un indice che, da maggio a giugno, è passato da 130,3 a 139,4. Ma anche le aspettative sulla situazione personale e familiare è in miglioramento, tanto che aumenta il numero di consumatori che prevede nel prossimo futuro opportunità di risparmio. Scende inoltre la quota di persone che si attendono un aumento della disoccupazione. Ma sono in calo le intenzioni future di acquisto di beni durevoli.

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