F. Carolla (Avidsen): “Mi piace guardare dentro la tecnologia…come con le Vespe”

Strategie

Ritratti 4.0 – Francesco Carolla, country manager Avidsen, si racconta in questa intervista. Da leader di una società che si occupa di sicurezza con la passione per il contenuto di una tecnologia, per i viaggi e la scrittura

Avidsen e la videosorveglianza, da un lato. Francesco Carolla, country manager della società, dall’altro. Carolla è un appassionato di tecnologia come lo è delle Vespe, e dei motori in genere. ama ‘guardarci dentro’ per capire come sono fatti. Una laurea in Economia e Commercio, ma con il pallino fin da subito di arrivare a fare quello che ora sta facendo e con la passione anche per la cucina. Il cloud? L’ennesima sfida tecnologica. Dice. Tutto il resto? Nell’intervista 4.0…

Chi è…Francesco Carolla?
Sono un ragazzo di 43 anni, con tanta voglia di fare, non riesco proprio a stare fermo. Mi reputo una persona onesta e affidabile, capace di accettare le sfide che la vita ci offre. Pronto ad affrontare la tempesta e godersi l’attesa quiete attribuendole il giusto significato.

Qual è stato il suo percorso di studi?
Diploma scientifico, laurea in Economia e Commercio, ho sempre avuto voglia di approdare nel mondo del lavoro e infatti mentre studiavo, viaggiavo con la mente e fin dai tempi del liceo ho sempre pensato che avrei fatto quello che faccio oggi.

Che tipo di adolescente era?
Un adolescente che ha maturato diverse esperienze che lo hanno arricchito, dalle amicizie allo sport, dai viaggi ai lavoretti estemporanei fatti più che per bisogno per il gusto di cimentarmi in qualcosa di diverso e di sfidante. Sicuramente un adolescente fortunato, cresciuto in un contesto familiare positivo.

Francesco Carolla, country manager Avidsen
Francesco Carolla, country manager Avidsen

Come si è avvicinato al mondo dell’Ict?
Il mio primo approccio fu negli anni ‘80 quando mio padre comprò il primo computer Olivetti Prodest 128, dall’aspetto più o meno di una macchina da scrivere, che utilizzava come supporto di memoria esterno ancora le vecchie cassette. Poi in ambito universitario l’esame di informatica mi ha fatto toccare con mano vari strumenti che è possibile creare con l’utilizzo della tecnologia informatica. Da lì ho compreso il potenziale e il tempo che si poteva risparmiare avvicinandosi a questo mondo. Anno dopo anno, l’evoluzione veloce e inarrestabile del mondo Ict mi ha sbalordito, l‘avvento di Internet ha cambiato il modo di comunicare e velocizzato ogni processo di comunicazione.

A cosa deve il successo nel suo lavoro?
Lo devo a vari fattori. In primis all’impegno profuso e ai i sacrifici fatti in tanti anni. Aggiungo che mi riconosco una qualità che raramente trovo in altri e che secondo me fa la differenza e cioè la capacità di auto ricaricarmi e sentirmi sempre coinvolto come se si trattasse di una nuova avventura ogni giorno. Poi sicuramente il successo nel mio lavoro lo devo alle persone che ho incrociato nel mio cammino, a chi mi ha insegnato e a chi ha saputo vedere in me il potenziale, ai miei collaboratori preziosi che insieme a me hanno costituito e costituiscono una squadra eccezionale.

Qual è il suo rapporto con la tecnologia?
È sempre stato molto buono, ricordo quando ero adolescente avevo la passione per le motociclette, in particolare per le Vespe, ero solito smontarle e rimontarle, più o meno è quello che faccio ancora oggi quando mi ritrovo tra le mani un prodotto di tecnologia che mi affascina. Mi piace guardarci dentro nelle cose non soffermarmi sugli effetti che esse producono.

Qual è l’oggetto più tecnologicamente avanzato che ha in casa sua?
Penso che oggi lo abbiamo sempre a portata di mano, un condensato di tecnologia che mette insieme più oggetti, lo smartphone ma se devo pensare prettamente alla casa, penso che il mio sistema di domotica Thombox non abbia eguali, con un click posso fare quello che voglio (ahimè sempre dal mio smartphone).

Francesco Carolla, country manager Avidsen
Francesco Carolla, country manager Avidsen

Quanto tempo passa davanti alle mail sul cellulare, la mattina appena sveglio o la sera prima di coricarsi?
Più o meno tutta la giornata, oggi è lo strumento di lavoro per eccellenza, impossibile restare senza. Mi sento parte della generazione dei Nativi Digitali, anche se non vi appartengo nel senso vero della parola. La giornata inizia guardando lo smartphone, chiamate, sms, mail, chat e finisce ricontrollandolo. Con una metafora: come se aprissi e chiudessi la mia finestra verso il mondo.

Cosa ne pensa del rapporto IoT e sicurezza?
Oggi più attuale che mai, semplicemente penso che questo rapporto sia la naturale evoluzione del mondo sicurezza nell’era dello smartphone. Se assumiamo che questo strumento è come un portale dal quale tutto è possibile basta solo creare i collegamenti con altre porte, la sicurezza ad esempio è una di esse. Potremmo parlare di quali potrebbero essere i benefici e i danni per l’uno e per l’altro ma senza andare nel dettaglio penso che alla fine la bilancia sia positiva.
Se le dico cloud, cosa le viene in mente?
Siamo difronte all’ennesima sfida tecnologica, con il Cloud è possibile trattare i dati a livello centrale, tanti centri di archiviazione di massa che sostituiscono costosi e insicuri centri locali, penso che oggi possa rappresentare un’opportunità per tutti, per chi offre il servizio e per chi ne usufruisce.

Quali sono i suoi hobby?
Adoro viaggiare, adoro il mare e la montagna, il running ed il tennis, la lettura, la scrittura e la cucina, purtroppo il tempo a disposizione è sempre limitato ma non appena posso mi dedico ad uno di questi.

Qual è il pregio che ammira di più nelle persone e quale è il difetto che proprio non le va giù?
Mi piacciono le persone oneste, caparbie, pragmatiche e creative.
Non sopporto i furbi e i prevaricatori ma più di tutto gli approfittatori.

Direbbe grazie a…e perché?
Ai miei genitori che mi hanno dato la possibilità di crescere serenamente e di insegnarmi i valori in cui credo, a mia moglie che mi ha supportato e mi ha permesso di dedicarmi serenamente al mio lavoro permettendomi di crescere professionalmente, a mio figlio che ogni giorno mi dà la carica per affrontare la giornata e perché non smette ai di sorprendermi.

A chi chiederebbe scusa e perché?
A tutti quelli che ho ferito, viviamo ogni giorno oberati dalla frenesia quotidiana e questo a volte non ci consente di soffermarci a sufficienza sulle persone dando magari per scontate cose che non lo sono.

Francesco Carolla, country manager Avidsen
Francesco Carolla, country manager Avidsen

Se fosse un piatto che piatto sarebbe?
Linguine ai frutti di mare

Se fosse un quadro?
Notte stellata di Vincent van Gogh.

Se fosse un film?
C’era una volta in America di Sergio Leone.

Se fosse una stagione?
Estate.

Se fosse una tecnologia?
Intelligenza artificiale.

Se non facesse il lavoro che fa, che lavoro farebbe?
Il cuoco, una vera passione.

Se avesse una bacchetta magica…
Bella domanda … vorrei un mondo migliore per i nostri figli se potessi la utilizzerei in questo senso.

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