F5 Networks: si vira verso la sicurezza. Canale acceleri sul cloud

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Riconosciuto dal mercato e dagli analisti come società forte nell’application delivery control, F5 Networks si sta spostando sulla sicurezza e, Maurizio Desiderio, country manager, quest’operazione richiede tempo ed è una sfida

F5 Networks: da player di infrastruttura si sta spostando verso la sicurezza. Riconosciuto dal mercato e dagli analisti come società forte nell’application delivery control, F5 Networks si sta spostando su un altro fronte e, per voce del neo nominato country manager Italia, Maurizio Desiderio, quest’operazione richiede tempo ed è una sfida. Una sfida, appunto, che è partita dall’Italian Partner Summit 2015 che ha appena toccato Milano, coinvolgendo una cinquantina di partner che già conoscevano il brand e “hanno condiviso le nostre visioni e come vogliamo raggiungere il risultato apprezzando l’approccio strutturato e più puntuale”, spiega Desiderio.cloud computing

Un quinto delle aziende in Europa ritiene di avere già implementato un data center totalmente Software-Defined, secondo quanto evidenziato dalla ricerca condotta da F5 Networks durante l’ultimo VMworld 2015 tenutosi a Barcellona.
A questa percentuale di intervistati, responsabili It di tutta Europa, deve essere aggiunto un ulteriore 46%, che sostiene che la propria azienda oggi ha realizzato parzialmente un SDDC portando così a una percentuale complessiva del 66% le aziende che si sono già dotate di un ambiente data center totalmente o parzialmente Software-Defined. L’indagine di F5 ha rilevato, inoltre, che il 33% delle aziende offre i propri servizi applicativi ai clienti tramite un SDDC e che un ulteriore 22% ha in programma di promuovere un POC (Proof of concept) specifico per essere in produzione entro i prossimi dodici mesi.

Nonostante molte aziende si trovino in una fase avanzata rispetto alla strategia Software-Defined, l’indagine ha mostrato che un 30% dice di non essere ancora pronto a realizzare un data center parzialmente o totalmente Software-Defined. Inoltre, il 18% degli intervistati afferma che la propria azienda è ancora lontana dal completare una valutazione complessiva in termini di POC o non ha in programma di sviluppare alcuna strategia rispetto all’architettura Software-Defined.10f5d1a4-0076-4073-b13d-8ea80d7224c6__O

La sicurezza rimane in cima alla lista delle priorità indicate dai professionisti It mentre affrontano l’evoluzione della propria infrastruttura It. Il 56% degli intervistati pone la sicurezza come priorità principale per il proprio business nei prossimi 12 mesi, seguita dalla riduzione dei costi (34%), da una maggiore agilità (30%) e dalla mobilità (25%).
Alla domanda su quali siano le sfide più impegnative nella delivery del SDDC nei prossimi 12 mesi, la risposta principale è stata, ancora una volta, la sicurezza, indicata come ostacolo principale dal 34% degli intervistati. Seguono la fiducia degli utenti finali (30%), la focalizzazione su tecnologie diverse (28%) e i costi (25%).

“Da una forte spinta dagli anni 90 dove l’infrastruttura client server si passa al web applicativo, il passo è fondamentale e l’elemento trainante è ed è stata la rete che ha portato forti investimenti negli applicativi client server. Negli ultimi anni – spiega Desiderio – si parla di data center consolidation, con la centralizzazione dei data center per ottimizzare i costi e quindi il fulcro degli investimenti passa sull’applicativo e quindi su quello che fa business. Quindi, per rendere disponibili gli applicativi, abbiamo pensato alla sicurezza degli applicativi che entra a pieno titolo sia a livello aziendale sia a livello personale e negli anni abbiamo arricchito la nostra missione: una piattaforma che dia applicazioni sicure, profittevoli e disponibili”.

Il cloud

Il problema è l’hybrid cloud. Per Desiderio, la Data center consolidation è un passaggio molto simile al private cloud. Ma il problema è il canale. “L’esigenza è di avere competenze specifiche all’interno delle aziende. Il canale non ha consapevolezza sul concetto di cloud e non si capisce quali siano le competenze anche in ambito di canale. Cosa può fare la distribuzione? Potrebbe reinventarsi“, conclude Desiderio.

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