Facebook e Twitter bussano all’advertising

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Twitter ha annunciato una partnership strategica con WPP, GroupM e Kantar. Intanto Facebook semplifica gli strumenti di marketing, orientandoli di più al Mobile

Se la pubblicità è l’anima del commercio, sembra proprio che Facebook e Twitter non vogliano farsela sfuggire. Le ultime mosse mostrano che sia Facebook che Twitter accelerano nel mercato advertising: infatti, Twitter ha annunciato una partnership strategica con WPP, GroupM e Kantar; invece Facebook semplifica gli strumenti di marketing. Vediamo i dettagli.

Il microblogging cerca nuovi modi per monetizzere la propria popolarità, per raggiungere un miliardo di dollari di fatturato dal 2014. In base all’accordo stipulato, Twitter fornirà dati a WPP, che il colosso pubblicitario sfrutterà per realizzare campagne advertising più efficaci. I dati di Twitter  saranno integrati nei media  e nei prodotti analistici. I termini finanziari dell’intesa non sono stati resi noti. L’IPO del sito guidato dal Ceo Dick Costolo, non è ancora stata annunciata: ma a maggio Twitter, forte di 200 milioni di utenti, era stato valutato 10 miliardi di dollari, in aumento del 10% rispetto al mese precedente.

E Facebook? Il numero uno dei social network, che dalla pubblicità ottiene l’85% dei ricavi, vuole semplificare le opzioni di marketing e advertising per gli inserzionisti.

I social network accelerano nella pubblicità @ shutterstock
I social network accelerano nella pubblicità

Il social media di Menlo Park non vuole confondere gli inserzionisti, ma offrire opzioni ridotte ma chiare, e soprattutto orientate al Mobile, visto che aumentano gli accessi da smartphone e tablet. Il flop di Htc First e la tiepida accoglienza dell’app Facebook Home sono sotto gli occhi di tutti. E il titolo del sito di Mark Zuckerberg ha perso in Borsa il 15% dall’inizio dell’anno: il titolo vale il 40% meno dell’IPO.

In poche parole Facebook sta mostrando tutti i suoi limiti: le ambizioni di espandersi nel Mobile in maniera forte e di sfidare Google nel Search, sembrano al momento velleitarie, secondo Reuters.

Facebook ha tuttavia altri assi nella manica: innanzitutto può semplificare gli strumenti di marketing, fidelizzando gli inserzionisti, consentendo loro di scegliere sr effettuare pubblicità solo su Mobile o su desktop.

Inoltre uno studio condotto dall’Università Johannes Gutenberg di Magonza (JGU) e dalla Technische Universität (TU) di Darmstadt, in collaborazione con Happyshops, ha stabilito che i Like su Facebook (o i +1 su Google+) valgono milioni di euro, visto che le vendite dei prodotto “che piacciono sui social network” sono aumentate del 13%.

Forte di 1.11 miliardi di utenti, Facebook ha ancora carte da giocare: 9 miliardi di dollari da spendere in M&A. Inoltre, secondo Nielsen, gli utenti spendono più tempo su Facebook che sui siti della concorrenza. Gli utenti che hanno visitato il sito ogni giorno sono aumentati al 59.9%, rispetto al 58.3% del quarto trimestre. Secondo Pew, Facebook vanta un’utenza giovane, quella dei teenager, molto appetibile per gli inserzionisti; ma i ragazzi preferisco passare più tempo su Instagram.

E, sempre secondo Reuters, Facebook non deve sottovalutare le minacce che arrivano dal Mobile: la giapponese Line (con 140 milioni di utenti) mentre SnapChat, che consente di inviare foto che spariscono dopo pochi secondi, vanta 50 milioni scambiate ogni giorno.

Facebook non è Internet. LinkedIn, Twitter, il motore di ricerca Google, i siti di e-commerce non sono stati “fagocitati” nell’era dei social. E, secondo Forbes, Facebook ha “quattro anni di vita”.

Autore: Channelbiz
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