Facebook pensa al mobile advertising

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Facebook sta pensando a una piattaforma per il ”mobile advertising”, ovvero la pubblicità sui dispositivi mobili. La piattaforma partirà inizialmente insieme a un limitato numero di partner per poi ampliarsi nei mesi successivi a gruppi più ampi

Facebook sta pensando a una piattaforma per il ”mobile advertising”, ovvero la pubblicità sui dispositivi mobili. Come spiega l’Ansa, sarebbe questa la prossima novità del social network, secondo le indiscrezioni riportate dal blog Recode.

La rete ad hoc per la pubblicità ‘mobile’ dovrebbe essere svelata alla ‘F8′, la conferenza per gli sviluppatori in programma a San Francisco alla fine del mese. Facebook, che per ora non ha commentato i ‘rumors’, con una platea di almeno un miliardo e 200mila utenti ha da offrire a editori e sviluppatori un ampio database di informazioni in base al quale lanciare inserzioni sempre più mirate, anche al di fuori della sua rete, nel tentativo di differenziare sempre più il suo ‘business’ al di là dei confini del social. facebook, social@shutterstock

La piattaforma, secondo quanto trapelato, partirà inizialmente insieme a un limitato numero di partner per poi ampliarsi nei mesi successivi a gruppi più ampi. Servirà per piazzare pubblicità su diversi siti web o applicazioni per dispositivi mobili. Facebook starebbe sviluppando una ‘sua’ piattaforma, anziché acquisire altre società. A differenza di Twitter che lo scorso autunno ha acquistato MoPub, compagnia specializzata per vendite pubblicitarie sul ‘mobile’.

Facebook e Google guadagnato insieme 60 miliardi all’anno dalle pubblicità sui loro siti. Ma nel tentativo di aumentare gli introiti, secondo TMNews,  i due colossi starebbero ampliando i loro uffici pubblicitari interni per produrre campagne per marchi come Budweiser e Ford. I gruppi della Silicon Valley vogliono infatti mettere le mani su un giro d’affari di 400 miliardi di dollari a livello globale che in questo momento vengono catturati dai media tradizionali, soprattutto dalla televisione.

Come riporta il Financial Times, l’agenzia di Google (conosciuta come The Zoo) e quella di Facebook (The Creative Shop) sono relativamente piccole e danno lavoro a 70-100 persone rispettivamente. Ma si sono espanse in modo molto rapido da quando sono nate. “Non vogliamo distruggere le tradizionali agenzie pubblicitarie”, ha detto a Ft, John Militello, responsabile dell’area creativa di Mountain View. L’idea di The Zoo è infatti quella di “ispirare, educare e collaborare” con i grandi marchi e con le stesse agenzie.

“Vogliamo fare vedere cosa siamo in grado di fare”, ha continuato Militello. Anche se molte agenzie hanno iniziato a collaborare con Google, molte altre non sono contente dell’approccio del colosso e temono una erosione del loro mercato tradizionale. La sfida per i due gruppi è quella di aumentare il quantitativo dei loro ricavi da pubblicità dirette, dove i consumatori possono andare sulle pagine degli inserzionisti e comprare un oggetto o scaricare un’app.

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