Fares (Devo): Il mercato mobile è prossimo a fare boom

Strategie

Alessandro Fares, presidente Devo, spiega la strategia della società e la differenziazione nella distribuzione con un occhio al mercato mobile

Il mercato mobile è solo agli inizi e il tablet affiancherà la normale dotazione compresi il netbook o il classico portatile rappresentando un modo differente di concepire il lavoro. Inoltre anche il mobile subirà una metamorfosi. Questo è, in sintesi, il pensiero di Alessandro Fares, presidente Devo, società nata nel 2005 che si è specializzata in soluzioni tablet Pc.

Devo è presente sul mercato attraverso tre canali: la grande distribuzione, la distribuzione classica, e il terzo canale legato al mondo dell’industria. “La Gdo e la Gds coprono un segmento difficile da coprire con la distribuzione tradizionale“, spiega Alessandro Fares, presidente Devo. “Alcune realtà della grande distribuzione sono seguite direttamente, come per esempio Euronics, Coop o Unieuro. Per il mondo It facciamo classica distribuzione attraverso teleselling cercando di privilegiare la vendita attraverso il distributore Brevi con il quale abbiamo un rapporto storico, riconoscendo loro il pregio di avere fiuto sulle novità di mercato. Stiamo cercando di lavorare anche con altri distributori in quanto preferiremmo non fare vendita diretta al rivenditore. Ma è altrettanto difficile trovare nuovi distributori, specie per un nuovo brand”.

Fares anticipa che a novembre lancerà il tablet entry level e, a questo proposito, spezza una lancia a favore di questi modelli. “Abbiamo anticipato i tempi con i prodotti con il promo ebook su scaffale in Italia distribuito da Brevi. Oggi, non vogliamo rinunciare alla vendita dell’uno o dell’altro prodotto (ebook e/o tablet, ndr) perché riteniamo che possano andare in parallelo”, spiega. “Il terzo canale è quello riferito al mondo dell’industria e per alcuni progetti speciali siamo partner ideali vista la nostra esperienza tecnica”.

Fares entra nel dettaglio dei canali distributivi e spiega che se da un lato la grande distribuzione ha bisogno di un prezzo particolare e di un volume di vendita sostenibile al prezzo, si deve affrontare anche un discorso legato alla tipologia di prodotto. “La Gd non capisce subito un prodotto nuovo ma ha bisogno di tempo e di una spiegazione per conoscere il prodotto e posizionarlo correttamente a scaffale demandando a noi la spiegazione alla clientela. Quindi, è logico pensare che la Gd cerchi prodotti già conosciuti sul mercato e in linea con le aspettative del cliente”, conferma Fares.

Il presidente di Devo fa un distinguo per quanto riguarda i distributori It tradizionali, considerati “simili nella mentalità ai vendor. Capiscono le diverse tipologie di macchine e le differenze, così come sono anche in grado di supportare anche le macchine di fascia alta e più complesse”, conclude Fares.

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