Findomestic Banca analizza i consumi del 2009: la crisi ha generato più volume, ma meno fatturato

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L’Osservatorio annuale di Findomestic Banca evidenzia un aumento delle vendite grazie a politiche di prezzo vantaggiose per i consumatori, ma i fatturati sono in calo. A Natale si regalano più vestiti e meno tecnologia

Findomestic Banca ha reso noto il Rapporto dell’Osservatorio annuale sui consumi degli italiani. Due i punti nodali che emergono dai dati: il primo riguarda l’impatto della crisi sui comportamenti d’acquisto, il secondo una dinamica dei prezzi che ha portato, in modo abbastanza omogeneo sui diversi mercati, situazioni di crescita dei volumi di vendita, ma riduzione dei fatturati. Come spesso accade nel nostro Paese, il mercato con i risultati più positivi rimane quello automobilistico, soprattutto grazie agli incentivi statali. Ma all’interno di questo mercato non tutti i segmenti sono stati caratterizzati dal segno più: se per le auto ad alimentazione alternativa la crescita rispetto al 2008 è da record (+186%), il calo decisamente significativo (- 20%) dei veicoli alimentati a diesel è imputabile alla drastica riduzione dei parchi auto aziendali. Le auto a benzina perdono il 15% rispetto allo stesso periodo del 2008.

Lo stesso fenomeno di aumento dei volumi a fronte di un calo del fatturato riguarda i beni per la casa: 3% l’incremento del venduto, ma meno 6% il valore del mercato, a causa di una riduzione generale dei prezzi del 9%. Questo mercato comprende beni di varia natura, dai mobili agli elettrodomestici bianchi, fino a prodotti di elevato contenuto tecnologico quali computer, notebook e netbook, smartphone e apparati per la ricezione del segnale digitale terrestre. Proprio questi ultimi hanno registrato un incremento a tre cifre (+230%), spinti dalla necessità, entro il 2012, di doversi dotare di un decoder esterno o di un televisore con decoder incorporato, per poter ricevere il segnale televisivo. Brusca frenata per le macchine fotografiche digitali compatte, che accusano un calo del 5% delle vendite (il valore scende del 12%), che seppur poco elevato come dato in sé, rappresenta la prima flessione dopo dieci anni di continua crescita. Il medesimo trend riguarda la telefonia: aumentano i volumi (9%), ma cala il valore complessivo (-6%): gli smartphone (16% dell’intero mercato della telefonia mobile) crescono a tre cifre a discapito dei cellulari tradizionali.

Dal mercato dell’informatica non arrivano buone notizie, ma già si era intuito da più parti, tanto che il 2009 è stato definito l’annus horribilis per l’It: calano sia le vendite (-7%) sia il valore (-13%), e in questo mare in burrasca non si può dire che navighino in acque sicure, ma quantomeno più tranquille i produttori di netbook, veri padroni questi ultimi, del mercato dei computer nel 2009.

E veniamo all’impatto che la crisi ha avuto sui comportamenti di acquisto degli italiani. Al campione di 1500 intervistati è stata proposta la metafora del tunnel con la richiesta di dire, secondo la loro percezione, a quale punto del tunnel, ovvero della crisi, si sia oggi. Il 43% ritiene che si sia a metà, o per meglio dire, nel pieno della crisi; un meno ottimista 27% pensa che al momento ci si trovi a un quarto del tunnel; il 14% si vede a tre quarti, così come la stessa percentuale pensa che la crisi sia solo agli inizi. Non mancano i più ottimisti (2%) per i quali il peggio è ormai alle spalle.

 

Le paure più pressanti riguardano la perdita del posto di lavoro, maggiore nel 2009 rispetto all’anno precedente, criminalità e delinquenza e il caro prezzi nei negozi. In una scala da 1 a 10 il rischio di essere licenziati ha ottenuto un punteggio di 8,3, segnale che conferma come gli italiani considerino ancora in essere gli effetti della crisi. Queste invece le previsioni, o meglio le attese, per il periodo che seguirà la crisi: per il 71% degli italiani la ripresa sarà lenta e faticosa e per il 67% sarà molto difficile ricollocarsi sul mercato del lavoro. Se la crisi ha cambiato il modo di fare acquisti, come abbiamo visto, si può anche dire che tali cambiamenti sono destinati a consolidarsi, se è vero che il 58% degli intervistati afferma di voler adottare forme e comportamenti di consumo più responsabili e pensare di ridimensionare il proprio tenore di vita (53%).

Capitolo indebitamenti: più di un italiano su due (56%) ha richiesto un finanziamento nel corso del 2009, in lieve aumento rispetto allo scorso anno (53%). Gran parte di questi finanziamenti è servita per acquistare un’auto (43%), ma un interessante 10% ha utilizzato il denaro come sostegno al bilancio familiare.

A poco più di venti giorni dal Natale non si poteva non interrogare il campione di intervistati sulle previsioni per i regali. Sarà l’atmosfera più conciliante, ma per il prossimo Natale gli italiani sembrano voler accantonare le preoccupazioni e le difficoltà, se è vero che la spesa prevista per fare regali cresce rispetto al 2008, in media 210 euro contro i 190 euro dello scorso anno (comunque in netto calo rispetto al dato del 2007 che era di ben 490 euro). Non cambiano le tipologie di regali: abbigliamento ancora in prima posizione, seguito da libri e abbonamenti a riviste, intrattenimento (biglietti per concerti e spettacoli), musica e oggetti di lusso. Agli ultimi posti cellulari e smartphone, apparecchi digitali portatili (lettori mp3, ipod e navigatori), giochi e console.

 

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