Findomestic: in Lombardia cala la spesa, regge solo il mercato TV

Strategie

L’Osservatorio di Findomestic Banca sul consumo di beni durevoli evidenzia una flessione generale della spesa dei cittadini lombardi nel 2009 rispetto al 2008: positivo solo il comparto TV e dei sistemi video e hi-fi

Se, come molti pensano, la Lombardia fosse il motore dell’economia del Paese, ci sarebbe da preoccuparsi. La sedicesima edizione dell’Osservatorio di Findomestic Banca sul consumo di beni durevoli, infatti, mostra dati tutt’altro che confortanti sulla spesa dei cittadini lombardi: nel 2009 la spesa complessiva per i beni durevoli è calata, rispetto all’anno precedente, del 7,2%, in linea con il dato Italia (-7,0%).  A parziale conferma si registra una diminuzione del reddito pro capite dello 0,5%.

Il mercato dell’auto (e moto) è in flessione (-4,6%), segno che l’esaurimento dei fondi destinati agli incentivi statali si è fatto sentire alla fine del 2009; peggiore il dato relativo alle moto, che registrano un calo del 9,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I dati sono relativi alla Lombardia. Non stanno meglio i produttori di mobili lombardi, che hanno visto calare il fatturato dell’intero settore dell’8,3%, dato peggiore di quello nazionale (-7,3%).

L’unico comparto che sorride, per così dire, è quello degli elettrodomestici multimediali: TV, impianti Hi-Fi, sistemi video e home cinema hanno avuto una crescita di fatturato del 6,5%, mentre gli elettrodomestici “bianchi” sono calati del 5,1%, in linea con il dato nazionale (-5%). Situazione non positiva, ma nemmeno drammatica, per il mercato dell’informatica: il fatturato 2009 si è attestato a 283 milioni di euro, pari al 3,7% in meno rispetto al 2008.

Tutto questo si è tradotto in comportamenti d’acquisto che hanno privilegiato spese per l’istruzione e la salute e per cibi e bevande, a discapito di spese per la casa e il tempo libero. La sicurezza del posto di lavoro è diventata la principale preoccupazione, anche in Lombardia, nonostante da sempre sia una delle regioni a più alto tasso di occupazione.

Gli effetti della crisi hanno portato insicurezza dove c’era certezza, precarietà dove c’era stabilità e paura dove c’era sicurezza. Al secondo posto tra le ragioni di maggiore preoccupazione si colloca la criminalità, seguita dal timore di un dilagante ed esasperato individualismo, che significa minore collaborazione e impossibilità di contare sull’aiuto e la solidarietà degli altri. Si mantiene viva la paura di indebitamento eccessivo più che l’impossibilità di ricevere credito dalle banche.