Forcepoint ridisegna la sicurezza a misura d’uomo e di dati critici

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Forcepoint ha introdotto oggi nuove funzionalità di sicurezza human-centric per le soluzioni di sicurezza cloud, di rete e risk-adaptive che consentono a imprese e agenzie governative di accelerare la trasformazione digitale e ridurre i rischi

Forcepoint trasforma la sicurezza informatica attraverso un approccio che enfatizzi la comprensione del comportamento umano e dell’interazione dell’utente con i dati critici, basandosi su diversi livelli di trusting per contrastare l’utilizzo di credenziali compromesse.

Forcepoint ha introdotto oggi nuove funzionalità di sicurezza human-centric per le soluzioni di sicurezza cloud, di rete e risk-adaptive che consentono a imprese e agenzie governative di accelerare la trasformazione digitale e ridurre i rischi.

Secondo il Verizon Data Breach Investigations Report 2017, l’81% delle violazioni dei dati è stato causato dal furto delle credenziali dell’utente da parte degli hacker per ottenere l’accesso a sistemi e dati interni. L’approccio tradizionale di bloccare le minacce che i vendor di security continuano a offrire è insufficiente per combattere questo tipo di battaglia.

Nuova organizzazione in Forcepoint
Nuova organizzazione in Forcepoint

Oggi Forcepoint sta rafforzando il proprio Human Point System con capacità integrate che offrono controllo e visibilità più precisi sull’identità, attività e intenti dell’utente attraverso installazioni cloud, applicazioni e reti distribuite complesse per aiutare le organizzazioni a proteggere in modo efficace utenti e IP in un mondo digitale del quale non hanno un controllo completo.

Lo Human Point System di Forcepoint riunisce funzionalità del settore, tra Data Loss Prevention (DLP), User and Entity Behavior Analytics (UEBA), Cloud Access Security Broker (CASB), Web/Email Security e Network Security che possono essere utilizzate da sole o integrate all’interno di un ambiente esistente. Le organizzazioni aziendali e governative possono ora implementare DLP e UEBA insieme in una soluzione di protezione adattiva al rischio che comprende il contesto e l’intento del comportamento degli utenti e applica in modo dinamico ulteriori policy in grado di proteggere maggiormente quelle attività che presentano rischi più elevati.

“I cambiamenti radicali nell’IT aziendale e nelle infrastrutture critiche negli ultimi cinque anni richiedono un approccio diverso alla sicurezza informatica, perché concentrarsi esclusivamente sulle minacce è uno scenario non vincente“, ha dichiarato Heath Thompson, vicepresidente senior e direttore generale della divisione Commercial Security di Forcepoint. “Riteniamo che le aziende debbano spostare l’attenzione sulla comprensione del comportamento e adattarsi dinamicamente alla gestione del rischio in tempo reale. Possiamo definirla “risk adaptive protection”. Grazie alla risk adaptive protection, le policy possono essere applicate in modo continuo e univoco all’individuo, non solo ad ampi gruppi di utenti all’interno dell’organizzazione, riducendo così il rischio, pur consentendo alle persone di portare a termine il proprio lavoro”.

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