Fowa Nital è l’unico distributore in Italia dei prodotti Kodak Consumer

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Gli attuali rivenditori Kodak diverranno sub-venditori Fowa Nital che guadagna il mercato dei prodotti Kodak Consumer come distributore unico. Obiettivo far crescere il mercato della stampa fotografica a secco

Dal 2 luglio Fowa Nital è l’unico distributore in Italia dei prodotti Kodak Consumer: si parla di Kodak Picture Kiosk, Drilab, Kodak Apex e dei relativi prodotti consumabili compreso quello che è rimasto del business delle pellicole, della carta e dei prodotti chimici per la fotografia tradizionale così come della gamma di batterie, anche per utilizzo specialistico. Restano invece escluse dall’accordo le stampanti all-in-one.

Illustra l’andamento del mercato e il tema dell’accordo Giuliano Bianchet, Kodak Cluster Business Director Consumer & Commercial Mediterranean, che per inquadrare la realtà Kodak odierna parte proprio dal business di stampa: Kodak oggi offre il prezzo più basso degli inchiostri di ricarica delle inkjet, che in Italia distribuiamo con Unieuro. Vendiamo la stampante a un prezzo premium e riduciamo fortemente il costo dell’inchiostro. Però siamo un’azienda sempre più di arti grafiche. Il nostro fatturato non è fatto certo dalle pellicole. E i nostri prodotti sono  presenti in oltre il 40 percento delle pagine stampate nel mondo”.

Si può integrare la presentazione di Bianchet con qualche altro numero: i cinque milioni e mezzo di libri prodotti dalle stampanti Kodak inkjet, oltre 700 miliardi di pagine scansite con prodotti Kodak, il caso Postel che da sola ha scansito tramite le attrezzature del colosso americano 350 milioni di pagine per l’ultimo censimento. Kodak quindi gigante consumer, ma sempre più business.

Bianchet prosegue: “Il portfolio dell’area commercial vale circa 3,5 miliardi (dati 2011), 3,7 miliardi è il peso del comparto consumer. Il fatturato complessivo è di 7 miliardi di dollari”. Potenzialmente  però il mercato varrebbe 110 miliardi di dollari.

Giuliano Bianchet, Kodak

Per questo Kodak pensa che una delle aree importanti da presidiare anche nel nostro Paese è il Consumer Printing e Self Publishing. L’area dei minilab a secco e dei chioschi, quindi, che diventa fondamentale per Kodak. E’ un’area che rientra sotto il cappello consumer, per quanto il prodotto venduto (chiosco) non finisca nelle mani dell’utente finale, di colui che scatta la foto, quanto piuttosto del negoziante, che è il cliente finale di Kodak. Per questo si può parlare della ricerca di un modello che alla fine è un modello di business.

Nell’area dei chioschi Kodak ha una quota di mercato di circa il 60%, con i concorrenti che arrancano (fonte FutureSource). Nei minilab digitali nel 2010 Kodak aveva il 70% di quota di mercato, è scesa nella prima parte del 2011 ed è stata persa la leadership. Kodak rimane però leader nell‘Istant Printing drylab, cioè la stampa a secco, che è comunque in forte in crescita. In Italia oggi ci sono 577 dry labs, il 60% sono di Kodak. Per quanto riguarda i chioschi invece ne sono installati 5.800 e stampano 72 milioni di stampe.

A febbraio 2012 Kodak ha abbandonato l’area delle fotocamere digitali consumer e ora si concentra nell’area appena descritta delle soluzioni dry con Fowa Nital, che nel nostro mercato ha rilevanza nel settore fotografico classico. “In Germania – racconta Bianchetl’instant printing è ben diffuso nel mass, anche in Spagna, da noi invece non si è stati capaci di attirare i consumatori, ed è stato il classico settore fotografico a prendersi questa opportunità”.

Situazioni distributive con pesanti ristrutturazioni hanno portato Kodak ad avere zone scoperte (la distribuzione della stampa a secco avveniva prima con partner regionali), Kodak però prevede solo un modello indiretto ed è quindi indispensabile per il colosso americano in Italia massimizzare il  progetto “back to cash e one stop shopping”. 

L’accordo Fowa-Nital-Kodak nasce per soddisfare tutte queste esigenze e genera la più importante realtà distributiva per i prodotti legati alla fotografia, coprendo praticamente tutti i segmenti di mercato. Il portfolio Kodak infatti oggi non è più in competizione con quello Nital, ed è più facile quindi massimare i benefici dell’accordo, soprattutto nell’ambito della stampa a secco.

Le sfide sono facilmente individuabili. In Italia si tratta di recuperare, se possibile, il treno perso di una mancata educazione dell’utente alla stampa, consci però dell’esperienza negativa nell’ambito della grande distribuzione (con chioschi posizionati, ma non assistiti), così come anche nei punti tipo tabacchi e altre possibili location direttamente accessibili al Mass.

Kodak ha avuto più soddisfazione in piccoli negozi, con la soluzione gestita, che non disperdendo i chioschi in assenza di assistenza. Il consumatore italiano cerca ancora il negozio fotografico specifico, ma anche per questo continua a stampare meno di quello di altri Paesi. Lo sforzo ideale potrebbe essere l’ampia diffusione dei chioschi e il recupero di un’educazione del mass al chiosco, ma assistito dall’operatore. Uno sforzo difficilmente sostenibile. Impossibile infine non soddisfare la curiosità sulla presenza delle pellicole Kodak sul mercato.

Bianchet spiega: “Noi produciamo ancora pellicole, ma non tutta la gamma di prima, e così fa anche Fuji, la presenza o meno delle pellicole sul mercato non è determinata certo dalle richieste dei fotografi che non sono passati al digitale. Ci saranno pellicole solo fino a quando si faranno film su pizza. Quando il 3D e il mercato staccheranno la spina ai film in pellicola, non sarà più sostenibile nemmeno mettere in bobina il film per le fotocamere”

 

 

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