Fujifilm fiuta l’affare con Xerox? Dopo la joint venture…

Strategie

Voci di stampa danno la giapponese Fujifilm interessata a Xerox. Le due società, che solo legate da una joint venture, stanno valutando varie opzioni, alcune delle quali includono un cambio di controllo della società americana

Xerox, che sta cercando modi per rilanciare le attività, è in trattativa per un possibile accordo con la giapponese Fujifilm Holdings. Come precisa il Wall Street Journal, le due società, che già hanno una joint venture, stanno valutando varie opzioni, alcune delle quali includono un cambio di controllo della società americana.

Tuttavia, secondo le fonti sentite dal quotidiano finanziario, un’acquisizione completa di Xerox non sarebbe tra le possibilità prese in considerazione. Secondo Radiocor, un cambio di controllo di Xerox, pioniere delle stampanti fondato nel 1906, segnerebbe la fine dell’indipendenza di una delle società più iconiche dell’industria americana. Vero è che le difficoltà del gruppo sono evidenti, complice un continuo calo della domanda di stampanti e, quindi, di profitti e vendite.

Anche il titolo, che alla fine degli anni Novanta superava i 150 dollari, attualmente vale poco più di 30 dollari. La capitalizzazione di mercato di Xerox è di circa 7,7 miliardi, mentre il debito netto supera i 4 miliardi. Il possibile accordo con Fujifilm arriva mentre la società deve fare i conti con l’investitore attivista Carl Icahn, maggiore azionista di Xerox con una quota del 9,7%, che contesta il Cda e l’amministratore delegato Jeff Jacobson.

Xerox è nel mirino di Fujifilm?
Xerox è nel mirino di Fujifilm?

Che Xerox fosse alla ricerca di una nuova primavera, già da tempo si sapeva. Basti tornare al 2016 e scorrere tra le pagine di Silicon.it, un articolo proprio su Xerox, affermava che il colosso stava portando avanti il suo progetto di separazione in due aziende. Di recente aveva annunciato la nomina di Ashok Vemuri come responsabile al momento della parte BPO.

Xerox aveva spiegato che il nome Conduent “è ispirato dall’esperienza della nuova azienda nel collegare i clienti e le loro controparti attraverso transazioni complete su grande scala“, facendo riferimento a termini come conduct (condurre, nel senso di trasmettere e veicolare).

Il 1 febbraio 2016, Xerox aveva colto l’occasione della presentazione dei risultati finanziari trimestrali per annunciare la sua separazione in due aziende distinte, una dedicata alla Document Technology e una al Business Process Outsourcing. È il risultato di un processo di revisione del proprio business che l’azienda ha portato avanti dall’ottobre 2015.

Nei piani di Xerox vi era la nuova “Document Technology company” (i nomi definitivi delle due aziende non sono stati definiti) che si sarebbe occupata di gestione documentale, anche in outsourcing, e il suo giro d’affari iniziale è previsto in circa 11 miliardi di dollari. La “BPO company” si sarebbe dedicata alla gestione di processi con un alto volume di transazioni. Il suo giro d’affari è stimato in circa 7 miliardi di dollari ed è in larga parte (90 percento) basato su contratti rinnovati a scadenze regolari. 

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