Galbiati (Asus): “Sono contenuti, applicazioni e interfacce di servizio a catturare i clienti”

Strategie
Galbiati Asus busto

A colloquio con Andrea Galbiati, country manager Asus Italia, che analizza il mercato dei dispositivi mobile nel nostro Paese. Vincono contenuti, servizi per facilitare l’esperienza social, applicazioni e… Le proposte originali

Il mercato globale di tablet, smartphone e pc, computati nell’insieme, è in forte crescita – secondo Gartner. Segno che i device IT per l’intrattenimento e il lavoro – quando non si parla solo di computer, ma di device per lavorare e per l’intrattenimento – non soffrono crisi. Questo andamento si riflette sul mercato di uno dei vendor protagonisti: Asus. Ma quando la prospettiva da globale diventa locale, cosa accade? Ne parliamo con Andrea Galbiati, country manager di Asus Italia.

Esordisce Galbiati: “Asus in Italia vuole rafforzare con decisione la propria presenza nel mercato della telefonia proprio per assecondare questa tendenza”. In Italia si venderanno quest’anno 2,6 milioni di notebook, c’è stato un crollo del 30-40 percento nell’arco di due anni, crollo che ora inevitabilmente rallenta a favore dei formati ultraslim. Allo stesso tempo i tablet, in crescita in questi due anni a tripla cifra, rallentano e si assestano per un mercato che quest’anno cuberà circa 4,4 milioni di pezzi.

Se a questi numeri però aggiungiamo gli smartphone, si rimane impressionati dalle cifre, perché tra il 2013 e il 2014 saranno venduti in più nel complesso 14 milioni di pezzi, per 60 milioni di abitanti. Ancora un Eldorado quindi per circa 21 milioni di pezzi complessivi.
Galbiati sottolinea: “Asus nel mercato della mobilità con notebook e tablet ha un market share rispettivamente di circa il 26  e 8 percento. Non abbiamo espresso numeri interessanti nel mercato degli smarpthone, ma ora abbiamo prodotti nuovi e ancora più convincenti. In più abbiamo i tre-in-uno”.

Andrea Galbiati Asus
Andrea Galbiati, country manager Asus Italia

Proprio sui combinati è l’occasione per fare chiarezza e Galbiati spiega: “Abbiamo voluto mettere sul mercato, più di tutti gli altri vendor, tante tipologie di prodotto, forse troppe, a volte abbiamo voluto sondare le preferenze addirittura con dei concept. E’ naturale che alcuni non siano stati graditi; sono serviti comunque per arrivare a proposte più solide come il Trio. Non c’è stata pregiudiziale alcuna riguardo alla convivenza tra ambiente Android e Microsoft. Anzi, la tecnologia hardware si sta avvicinando alle diverse piattaforme in modo uguale, basta pensare alla nostra proposta di smartphone con Intel e Android (Zenfone 4-5-6).

Sul totale della proposta Asus, il segmento dei convertibili comunque non è per nulla maggioritario. Si parla al massimo del 15-20 percento, ma in crescita. Il mercato chiede sempre più convertibili e trasformabili. Anche negli smartphone, la proposta Padfone Mini va in questa direzione. Ed ecco che qui si innesta la strategia di Asus. Prosegue Galbiati: “Un cellulare che nella sua dock diventa tablet da sette pollici, ma a un prezzo comunque contenuto, è secondo noi una giusta ‘interpretazione’. Quando i giganti sono già protagonisti per farsi largo nel mercato è necessariamente importante proporre anche qualcosa di diverso, altrimenti si appiattisce l’offerta”.

La proposta Asus e il canale

La proposta Asus oggi è prevalentemente una proposta Android, il vendor però nella nuova gamma smartphone ha già compiuto una scelta coraggiosa affidandosi a Intel; la strada per Windows è una strada già percorsa su alcuni form factor e percorribile nel prossimo futuro su altri. Il canale ha dato del proprio meglio proprio nel segmento dei notebook, quello dove Windows è protagonista, sia consumer che professionale e anche nell’area desktop dove Asus è salita dal 9 al 18 percento di marketshare, in terza posizione (i modelli di punta sono ora ASUS ET2321 e ASUS ET1620).

Galbiati ha però un altro motivo di grande soddisfazione: “Nel segmento dei trasformabili il modello che ci ha stupito in senso assoluto è stato il T100. Abbiamo sfalsato qualsiasi previsione, e siamo in shortage. Sia nell’ambiente commercial che consumer. E’ un prodotto, il T100, che ha colpito il pubblico e per noi un best-seller”. I social network, con gli utenti, hanno contribuito alla crescita della percezione del brand, e alla valorizzazione dei contenuti: “Una volta il prodotto comprato esauriva il ciclo del rapporto con il vendor, oggi è esattamente l’opposto. Quando si vende il prodotto inizia la percezione del gradimento e si innesca un ‘engagement’ virtuoso”. E’ quanto è accaduto al Transformer Book T100. In Italia, per quanto riguarda gli smartphone, invece, il fenomeno più evidente è la tendenza del consumatore a svincolarsi dall’operatore nella scelta dello smartphone (in oltre il 50 percento dei casi), per non rimanere imbrigliato in forme contrattuale in qualche modo vincolanti. Padfone e Padfone mini assecondano questa tendenza, e consentono tra l’altro di utilizzare entrambi gli apparati con un’unica Sim.

Asus soffre nei prodotti classici, e il prezzo dei tablet nel giro di un anno è letteralmente crollato di oltre il 60 percento. Con una longevità di splendore molto inferiore a quella degli smartphone che vivono invece una seconda giovinezza, per il ricambio in atto, e perché idealmente gli italiani preferiscono proprio sostituirli più spesso, seguire la moda, con la tendenza evidente anche ad affrancarsi dagli operatori.

Asus ZenFone 4
Asus ZenFone 4

Nel giro di due anni il segmento tablet fino a 199 euro è passato dal 20 percento al 50 percento. E per il tablet si è meno disposti a spendere cifre elevate, mentre per gli smartphone il prezzo medio è rimasto intorno ai 249 euro, con una tendenza a spostarsi nella scelta sui 5-6-7 pollici. La ricetta di Galbiati per fare bene arriva in chiusura: “Sono i contenuti a fare la differenza e il tipo di proposta tecnologica intesa come la disponibilità di servizi e applicazioni come la firma elettronica in ambito business, la possibilità di fare le foto al buio, interfacce utenti dedicate e semplificate con reminder che utilizzino il desktop iniziale per offrire informazioni in un unico formato, senza dover ogni volta accedere alle applicazioni, in casa Asus il fiore all’occhiello della proposta è Zen User Interface”.

 

 

 

 

 

 

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