Galbiati (Asus): Continuità con il passato

Strategie

Andrea Galbiati, nuovo country manager della filiale italiana e greca di Asus, spiega, in questa intervista, gli obiettivi e le ambizioni del suo nuovo mandato: registrare una crescita in volume dei notebook del 20% e mantenere quello dei netbook al livello 2008

E’ in Asus dall’inizio dell’anno come direttore commerciale, ma ora che Andrea Galbiati è country manager della filiale italiana (e greca) la strategia di approccio al mercato non cambia. “Il mio mandato è in assoluta continuità con quello di Luca Rossi (ndr, country manager uscente), con il quale avevo definito le strategia a gennaio. Ora l’obiettivo è di consolidare un risultato non facile in un anno difficile”. L’ambizione è quella di registrare una crescita dei notebook in volumi del 20%, mantenere il volume dei netbook sui livelli del 2008, e far crescere la riconoscibilità nel mercato dei desktop: “Per quanto riguarda i netbook, le vendite da parte dei carrier, che hanno contribuito per il 30% del giro d’affari nel 2008, si sono arrestate nel 2009 e la concorrenza di altri vendor è aumentata significativamente. Per cui mantenere lo stesso livello di volumi del 2008 è molto ambizioso. Il mercato pc è per noi molto giovane: ci siamo entrati lo scorso luglio e ci aspettiamo di vendere qualche migliaio di pezzi e di ottenere buoni risultati in ambito pubblico”.

Andrea Galbiati, nuovo country manager di Asus Italia

Complessivamente Galbiati ha l’obiettivo di chiudere il 2009 con una crescita delle vendite in volume del 10-12% e con il mantenimento di un market share del 15% del mercato dei sistemi, nel quale confluiscono notebook, netbook e pc. “Nel 2008 la crescita è stata sostenuta dalla vendita dei netbook, e dal fatto che per 8 mesi eravamo gli unici sul mercato ad avere i netbook. Oggi il valore medio dei prodotti è sceso del 25% anno su anno, e questo significa che per fare lo stesso livello di fatturato è necessario vendere il 25% in più di prodotti. Cosa difficilissima”.

Il problema è duplice: non solo è una questione di margini sempre più bassi, ma anche di mantenimento del prezzo medio di vendita. “Oggi i prezzi non sono più sensati. Nel retail il 50% delle vendite è fatto da prodotti tra 299 e 499 euro, ed è difficile vendere a prezzi maggiori: questo significa che le configurazioni medie hanno ridimensionato i prezzi del 30-40 %. L’area dei netbook aiuta a mantenere alti i volumi nella fascia da 249-399 euro, ma da 399 euro in su gli utenti valutano già l’acquisto di un notebook. La crisi ha creato l’erosione dei prezzi, anche se ha permesso di innalzare la diffusione di innovazione tecnologica nei prodotti di fascia bassa. Inoltre il ritorno a scuola non ha dato i segnali sperati per gli acquisiti di IT”.

L’attesa ora è per il 22 ottobre, giorno del rilascio di Windows 7. Asus sarà pronta a commercializzare netbook e notebook con il nuovo sistema operativo. “Microsoft ha preso buone contromisure per garantire la compatibilità con i software e il sopporto, per cui ci aspettiamo che Windows 7 non abbia i problemi del lancio di Vista. L’esperienza passata ha scottato un po’ tutti”.

Infine, per quanto riguarda l’introduzione in Europa dei nuovi smartphone in co-branding tra Asus e Garmin, attesi entro settembre, ancora non si conoscono i dettagli del rilascio.

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