Gestire per risparmiare

Strategie

Quello dei software di gestione è un settore dinamico, specie quando si parla di asset e configuration management, segmenti che crescono a due cifre e che hanno da poco scoperto il mercato delle medie aziende. Il parere di vendor e analisti

Data center sempre più complessi e difficili da gestire, anche quando si parla di medie aziende ci si trova di trova di fronte a sistemi informativi eterogenei con macchine e sistemi acquistati nel tempo. La difficoltà in questa situazione è di sapere esattamente cosa esista in azienda e come sfruttarlo al meglio. Fior di analisti infatti sostengono che il costo maggiore degli asset tecnologici non è tanto legato al loro acquisto iniziale, quanto piuttosto all’installazione e alla manutenzione. A questo proposito Gartner sostiene che “il costo dell’hardware e del software incide in genere per il 30% del costo di gestione annuale di un pc e per i server la percentuale scende al 20%” (Gartner Inc, Michael Silver, 17 giugno 2003). Ecco perché i software di management rappresentano un settore che si rivela strategico permettendo alle aziende di tenere sotto controllo il patrimonio aziendale e di aggiornarlo velocemente. Si tratta quindi di soluzioni che permettono un ritorno degli investimenti piuttosto concreto e il cui mercato si ferma sempre meno alle grandi aziende. Un numero crescente di medie imprese è interessato e i vendor si organizzano offrendo versioni semplificate e pacchettizzate che possano soddisfare i palati di molte realtà. Il mercato cresce nel suo complesso a due cifre ed è sempre più un’opportunità per Var e system integrator. Se i vendor hardware puntano sul consolidamento cioè sulla riduzione del numero di macchine presenti in azienda per ottenere un risparmio concreto, il system management rappresenta la soluzione allo stesso problema affrontato dal punto di vista del software. Uno studio di Idc “Worldwide System Management Software 2004-2008 forecast” prevede che questo mercato a livello mondiale sia destinato a crescere da 8,25 miliardi di dollari nel 2003 a 11,38 miliardi nel 2008, un incremento del 37,9% per il periodo, cioè un aumento medio annuo del 6,6%. L’Europa sarà, dopo il Nord America, il continente con la crescita maggiore, con un fatturato destinato a passare dai 2,2 miliardi di dollari del 2003, agli oltre 3 miliardi del 2008 (vedi figura 1). QUALE MANAGEMENT Quando si parla di software di gestione o system management si entra nel mare magnum di prodotti destinati ad aree diverse del sistema informativo. Il comparto più maturo è quello del network management, perché è di lì che tutto ha preso l’avvio ormai una decina di anni fa. I segmenti più nuovi, che poi sono quelli che crescono di più sono invece il configuration management e l’asset management. Il primo permette di automatizzare la configurazione e l’installazione del software delle nuove macchine che entrano in azienda siano esse server o pc, distribuendo automaticamente anche tutti gli aggiornamenti: patch dei sistemi operativi e dei programmi di sicurezza. Un lavoro che fatto manualmente ruba moltissimo tempo agli amministratori it, con il rischio sempre in agguato di sbagliare qualcosa o di dimenticare qualcuno. Un panorama simile si riscontra anche nel segmento dell’asset management il cui prezioso contributo consiste nel fare l’inventario di tutte le risorse esistenti in azienda, che nel caso di alcuni software si spinge oltre il confine dell’informatica, fino ai proiettori e ai dispositivi elettronici. E non si tratta solo di fare un censimento, ma di verificare quanto effettivamente venga usato un software per decidere se rinnovarne o meno la licenza. In un periodo di massima attenzione ai budget si capisce quanto questi risparmi possano essere strategici. Ed ecco perché un numero sempre crescente di vendor software propone soluzioni in quest’area. Così accanto ai tradizionali colossi come Ibm, si trovano aziende famose per altri prodotti come Symantec, o start up specializzate come Altiris. Nella scelta del vendor da parte del canale rientrano le solite considerazioni: quanto il prodotto sia di qualità, quanto margine consente al partner, ma an- che quanta libertà lascia di lavorare con macchine eterogenee e di funzionare con i software di altri produttori, perché ormai la maggior parte delle aziende ha almeno un altro software di management che si occupa di aree più o meno piccole e come sempre è fondamentale l’interoperabilità. Se scegliere un grande isv per sentirsi più tutelati o un player più piccolo e flessibile spetta poi alla singola azienda. Altra regola da non dimenticare è verificare non solo quanto costa adottare una tecnologia, ma quanto eventualmente nel futuro costi uscirne. Un’indicazione può arrivare dallo studio di Idc, citato prima, che indica i sistemi operativi destinati a generare un giro d’affari maggiore: primo fra tutti Windows 32 e 64, seguito da Unix e dai sistemi mainframe (vedi figura 2). Un’altra indicazione sono i programmi di canale dei principali player del mercato a cui abbiamo chiesto di rispondere alle domande di CRN.

Abbiamo chiesto ai vendor quali sono le opportunità di business per i partner e per Lina Novetti, Altiris Representative Italy, la leva per le aziende sta nella crescente necessità di sicurezza e nel proliferare dell’It nelle aziende. “Le aziende si ritrovano a far fronte a perdite di denaro e di asset informatici non protetti – ha detto – se non dispongono di funzionalità per la gestione delle configurazioni e degli asset. Per fronteggiare le problematiche legate ai costi e alla sicurezza le aziende devono avere piena visibilità di tutto il proprio patrimonio It e di quello di cui hanno bisogno per essere in grado di gestirlo in modo efficace. Le funzionalità per la gestione degli asset e delle configurazioni di Altiris sono il più possibile semplici da implementare e utilizzare e offrono una gestione completa dell’intero ciclo di vita degli asset It. I partner possono quindi utilizzare il nostro software per risolvere le singole problematiche dei clienti o per offrire la gestione completa di sistemi e servizi”. Antonio Sposito, Channel Manager Ca Italia, mette l’accento sui recenti provvedimenti normativi che hanno trasformato le problematiche di gestione degli asset e dei dati in uno dei pensieri fissi di ciascun Edp manager. “È opportuno sottolineare – ha continuato – l’investimento e l’attenzione che Ca sta dedicando anche a problematiche più delicate quali l’Intelligence Asset Management che permette una gestione degli asset aziendali molto più orientata al business, in grado cioè di prendere in considerazione tutto il ciclo di vita (scelta, acquisizione, delivery e dismissione) mettendo in grado l’azienda di gestire completamente tutti i contratti associati ai beni comprati”. “Per i partner è un’opportunità importante, specialmente nell’ambito delle Pmi e nei settori industriali e della distribuzione”. È questo il giudizio di Rosalia Di Maggio, Manager of Tivoli Software Ibm Italia. “Soprattutto in quelle realtà in cui gli utenti risultano disseminati in postazioni remote: cantieri, sedi periferiche, partner e clienti nel caso di personale commerciale. Molti di questi utenti accedono alla rete aziendale attraverso dispositivi mobili, così il controllo e la gestione centralizzata del software installato su tali dispositivi, la corretta gestione delle patch, la necessità di tenere sotto controllo tutti gli asset aziendali e le applicazioni presenti su di essi, diventano sempre più onerosi e richiedono delle soluzioni specifiche”. Secondo Luisa Cazzaniga, Product Manager Management Server di Microsoft Italia: “le opportunità per il canale in questo ambito nascono principalmente dalla forte necessità per le aziende di avere soluzioni in grado di gestire in maniera sicura l’infrastruttura It, grazie a strumenti e procedure di management rapide ed efficaci, e di garantire continuità del servizio, riducendo al minimo i periodi di inattività e, allo stesso tempo, i costi operativi. Da qui scaturisce la necessità di adottare strumenti e procedure per il monitoraggio e la risoluzione rapida delle problematiche, quali le soluzioni Microsoft Operations Manager per le attività di monitoraggio, diagnosi e risposta, e Systems Management Server, dedicato alla gestione degli asset, integrate con formazion
e e servizi per permettere ai partner di proporsi sul mercato con un’offerta mirata, completa ed efficiente”. “Le aziende medio-piccole, tipiche del mercato italiano, sono il target del canale di Novell”, ha spiegato Giuseppe Gigante, Marketing Manager Novell Italia. “Gli strumenti che consentono il monitoraggio e la gestione delle risorse aziendali sono delle soluzioni chiave per chi, come i partner Novell, ha l’obiettivo e il compito di portare tali strumenti alla piccola e media impresa, in questo modo le organizzazioni possono trarre vantaggio dalla tecnologia che diventa così un elemento davvero utile e necessario per ottimizzare costi e gestire in modo oculato ed efficace gli asset aziendali soprattutto in questo momento di stasi”. Per indirizzare al meglio il proprio canale Hp ha messo a punto OpenView Configuration Management Solutions, una suite software specializzata nella gestione dei digital assets (quali PC, client, palmari, server, workstation) in modalità centralizzata e automatizzata. “Tra le numerose funzionalità – ha specificato Marco Pedrotti, Channel Sales Manager, Software Global Business Unit di HP Italia – si distinguono quelle di gestione inventario hardware e software, software distribution, rilascio di immagini di sistema operativo, patch management, migrazione di sistema operativo e remote control”. “In un contesto caratterizzato da un aumento del numero delle vulnerabilità e da sfruttamenti delle stesse sempre più rapidi, per le aziende diventa di vitale importanza riuscire a gestire in maniera corretta i propri asset e le configurazioni”, spiega Massimo Capobianco, Mid- Market and Channel Manager Italia. “Per ottenere questo obiettivo, Symantec ha sviluppato un approccio nuovo ed equilibrato che fornisce contemporaneamente la sicurezza e la disponibilità delle risorse di rete. Questo approccio, definito Information Integrity, permette ai clienti di avere le informazioni aziendali sicure e accessibili nei momenti e nei luoghi dettati dalle singole esigenze aziendali. Inoltre l’Information Integrity contribuisce a creare un’infrastruttura affidabile, nella quale si riconosce che sicurezza e disponibilità delle informazioni sono molto più efficaci quando vengono affrontate congiuntamente anziché separatamente”. IL RUOLO DEI PARTNER Quale spazio hanno ritagliato i vendor per i partner è stata la seconda domanda. “Certamente possono garantire una migliore conoscenza e copertura del territorio – è stato il pensiero di Di Maggio di Ibm – e per quanto riguarda l’Italia questo è ancora più vero proprio per via dell’elevato numero di Pmi presenti. Inoltre, la capacità di identificare correttamente le reali esigenze e di intervenire con le componenti software più indicate permette loro di offrire una soluzione integrata in grado di crescere con le necessità dei propri clienti. In questo senso, la soluzione Ibm Tivoli Configuration Manager mira a semplificare questo lavoro di integrazione grazie a una architettura condivisa con il resto della suite di prodotti Tivoli per la gestione e la sicurezza delle reti e dei sistemi”. Anche per Pedrotti di Hp “Il contributo degli OpenView Business Partner è fondamentale, sia sul fronte commerciale sia su quello progettuale: oltre a essere l’elemento moltiplicatore della business proposition sul mercato italiano, con particolare attenzione alle medie imprese, costituiscono una delle principali componenti di delivery e implementazione dei progetti di Asset e Configuration Management”. Aggiungere valore, è questo il ruolo che Novetti di Altiris, ha pensato per i propri partner. “Grazie a una profonda conoscenza e competenza delle best practices – ha specificato – acquisita attraverso rigorose certificazioni, e all’offerta di servizi it. La conoscenza della struttura dei processi come l’ITIL è particolarmente funzionale in quanto i prodotti Altiris supportano direttamente la realizzazione dell’ITIL”. “I servizi e le competenze offerte dai partner – per Cazzaniga di Microsoft – costituiscono sempre di più il fattore differenziale rispetto a una mera offerta tecnologica (il rapporto tra rivenditore di tecnologia e clienti va infatti oltre il semplice acquisto di prodotti e soluzioni). Inoltre, Microsoft ha stimato che il 70% dei ricavi da un progetto di management provengono dai servizi offerti dal partner”. Competenze, un termine che ricorrere anche nella risposta di Gigante di Novell. ” Il valore aggiunto che richiediamo ai nostri partner è la perfetta e profonda conoscenza delle esigenze dei clienti, che di conseguenza permette loro di essere il trait d’union tra le potenzialità che la tecnologia offre e quella che è la domanda del mercato, offrendo cioè la tecnologia come risposta ai bisogni espressi. Capacità di formazione, conoscenza delle tecnologie e del mercato sono il valore aggiunto che i partner Novell possono ampiamente offrire”. “Il mondo della sicurezza è in costante evoluzione e, per rispondere in modo adeguato alle diverse necessità dei singoli clienti, i Var devono continuamente essere aggiornati e qualificarsi sulle tecnologie più innovative e le esigenze dei singoli mercat”, ha continuato Capobianco di Symantec. In particolare, nell’ultimo anno i nostri partner hanno manifestato l’esigenza di essere supportati con un’offerta di prodotti, soluzioni e assistenza marketing e commerciale maggiormente mirata sui mercati verticali. Symantec ha creato un programma specifico per i partner di canale, il Partner Program, che si rivolge a realtà quali Var, system integrator e rivenditori e prevede la suddivisione dei partner in specifiche categorie classificate sulle dimensioni della clientela cui si rivolgono, oltre che sulle competenze tecniche o di conoscenza delle problematiche legate alla sicurezza. La nuova struttura del programma, unitamente ai vantaggi previsti, consentirà ai partner di avviare iniziative sempre più efficaci nei confronti della loro base clienti e di intraprendere nuove opportunità di business. Per Sposito di Ca l’ambito ideale dei partner è nel mercato Smb, particolarmente scoperto. “In questo mercato – ha spiegato Sposito – i partner locali possono rappresentare un veicolo fortemente efficace perché possono coniugare la capillarità con cui raggiungono i clienti più piccoli con uno skill tecnologico in grado di poter “gestire” soluzioni di questo tipo che spesso in una azienda medio piccola non troverebbero sempre un interlocutore adeguatamente preparato da un punto di vista tecnologico.