Gfi e HoundDog Technology: un accordo in salsa cloud

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Simon Azzopardi, Vice President Sales Emea di Gfi, spiega le motivazioni che hanno portato la società ad acquisire HoundDog Technology

Una nuova modalità di erogazione del servizio dettata dall’esigenza è del mercato. Così Simon Azzopardi, Vice President Sales Emea di Gfi, parla dell’acquisizione di HoundDog Technology da parte della stessa Gfi.

Per qualsiasi It manager o It service provider, il problema piú ricorrente, indipendentemente dall’infrastruttura esistente, è la gestione del proprio network e degli asset. Generalmente le aziende o i loro provider, quando si trovano a dover verificare all’interno della rete devono avere a disposizione innumerevoli risorse, sia dal punto di vista economico sia da quello delle ‘persone’.  Gfi Max HoundDog è la risposta ideale. L’utilizzatore del servizio – spiega Azzoppardidopo un periodo di prova gratuito di 30 giorni, puó iniziare a tenere sotto controllo il proprio network senza la necessità di investire in risorse e pagando l’utilizzo soltanto per il periodo e per il numero di utenti richiesti. Non vi sono costi anticipati o contratti impegnativi. L’utilizzatore non necessita di training e un’installazione puó essere portata a termine in 10 minuti”.

Come si integreranno le diverse tecnologie? Secondo Azzoppardi Le soluzioni a portafoglio Gfi saranno fruibili in modalità di licensing classico o in modalità Saas, o in the cloud. L’integrazione pertanto è un completamento del nostro offering”

In questo contesto, “il canale ha un’opportunità di crescita e di generare revenue ricorrenti. Proporsi alla propria customer base come fornitori di servizi gestiti diventa semplice e indolore per qualsiasi tipologia di Var, dal medio piccolo al grande System Integrator”. E il mercato di riferimento? “Le Pmi, che possiedono limitate risorse It interne”.

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