Gfk: L’ambiente malato preoccupa come la crisi economica

Strategie

Secondo una ricerca condotta da GfK Eurisko e voluta da UPA e AssoComunicazione, il 90% degli italiani assimila i rischi ambientali alla disoccupazione e alla crisi economica

Gli italiani sono attenti ai nuovi nuovi prodotti eco-friendly e in linea con un modo di comunicare in linea con essi.

La ricerca, voluta da UPA e AssoComunicazione, presentata da Giuseppe Minoia, Presidente dell’Istituto, evidenzia un quadro di attenzioni e attese crescenti.

La ricerca condotta da GfK Eurisko ha previsto una fase esplorativo-qualitativa seguita da un’indagine estensiva-rappresentativa.

La prima fase ha coinvolto 15 gruppi, a Milano – Roma – Salerno – Catania, testando giovani, singles, donne e uomini in età centrale, maturi non oltre i 64 anni. La seconda fase, indagine estensiva, rappresentativa della popolazione italiana tra i 18 e i 64 anni: 1.000 casi attraverso l’innovativo Pc Interattivo denominato Dialogatore (GfK Eurisko).

Il tema ambientale preoccupa gli italiani in maniera significativa, quasi allo stesso livello delle paure per la disoccupazione e per la crisi economica (90%).

Le più preoccupate sono le persone tra i 30 e i 50 anni, in particolare le donne (le mamme) e quelle più attrezzate per informazione e cultura. I più tiepidi sono i giovani. Preoccupano di più le evidenze che si possono verificare sulla propria pelle nella vita quotidiana: i cambiamenti climatici, l’inquinamento dell’aria, delle acque e della terra, il tormentone della raccolta e smaltimento rifiuti.

Gli italiani ritengono che il nostro sia un Paese poco sensibile ai temi ambientali, in cui si fa troppo poco per aiutare i cittadini nei comportamenti virtuosi di sostenibilità (74%). Tuttavia, si stanno comunque convincendo che gli stili di vita sostenibili sono fondamentali per evitare danni alla salute delle persone (81%); rispetto al passato stanno diventando più attenti (77%) e più sensibili alle notizie ambientalistiche (76%), tanto da essere disposti a spendere qualcosa in più per i prodotti a basso impatto ambientale (65%).

La consapevolezza che si dovrebbe fare di più è diffusa, ma mancano le informazioni e anche le risorse (47%); per questo ci si sente un po’ in colpa (45%), ma si ritiene che a livello mondiale si stiano prendendo decisioni importanti che aiuteranno la sostenibilità (44%).

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore