Ghislandi (Di.Gi. International): il giudizio universale di LaChapelle è capolavoro di tecnica, studio e precisione

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Ritratti 4.0 – Andrea Ghislandi, ceo Di.Gi. International, si racconta: dagli studi in Economia e Commercio all’approdo nell’Ict frequentando l’azienda di famiglia. Oggi, a capo dell’azienda, ha potuto mettere a frutto le esperienze

Per Andrea Ghislandi, ceo Di.Gi. International, il giudizio universale di David LaChapelle è un capolavoro di tecnica, studio e precisione.  Crede, inoltre, che l’intelligenza artificiale possa portare grandissimi benefici nel mondo industriale ma, soprattutto, al mondo Finance e HealthCare che vive più da vicino. Ecco qui di seguito un Ritratto 4.0.

Chi è…Andrea Ghislandi?

Sono un appassionato della vita alla ricerca, continua e paziente, della perfezione tramite il tentativo di mantenere tutto sotto controllo, sia nella vita professionale che privata. L’approccio è ovviamente utopistico ma nonostante l’irraggiungibilità del concetto trovo sempre un lato positivo in tutto ciò che succede. L’approccio è sempre “non esistono problemi ma solo opportunità”.

Andrea Ghislandi
Andrea Ghislandi

Qual è stato il suo percorso di studi?

Ho avuto un percorso di studi orientato alla gestione delle imprese avendo prima frequentato Ragioneria e poi proseguito con una laurea Economia e Commercio. Ho però sempre avuto un contatto ravvicinato con la tecnologia sia per passione personale sia per “situazione familiare”.

Cosa ne pensa del rapporto IoT e sicurezza?

Penso che sia una rapporto viscerale e imprescindibile, che impatta ormai su tutte le componenti IT. Oggi non si può più pensare a strumenti IT o IoT che non prevedano componenti di Sicurezza, non solo come tecnologiche applicate ma concepite a livello di design e processi.

Quali sono le possibili applicazioni dell’Intelligenza artificiale nell’industria italiana?

Credo che l’intelligenza artificiale possa portare grandissimi benefici alla nostra società, nel mondo industriale ma, soprattutto al mondo Finance e HealthCare che vivo più da vicino. Ci sono decine di progetti in fase di sviluppo per riuscire a offrire servizi di qualità, tempi più brevi e riducendo il margine di errore. Inoltre vedo l’AI come un’opportunità e non come una minaccia perché rimarrà sempre la necessità di una capacità discrezionale, capacità ancora in carico al genere umano.

Società di credito: più amiche o nemiche del mondo It?

Per noi grandissime amiche in quanto ci relazioniamo con loro solamente in veste di fornitore o partner. Abbiamo la possibilità di lavorare con capitale proprio e quindi senza dover accedere al credito. Questo ci permette di affrontare investimenti con maggiore velocità, gestendo con più flessibilità le richieste dei clienti, traducendolo in un vantaggio competitivo.

Come si è avvicinato al mondo dell’Ict?

All’Ict mi sono avvicinato perché fin da giovane frequentavo DIGI, azienda di famiglia dal 1980, per utilizzare i primi sistemi di scrittura, editing, stampare a colori inviti per feste, navigare su internet. Attività tipiche di un adolescente, con il privilegio di poterle svolgere in un ambiente professionale, quindi con strumenti che a casa generalmente i coetanei non avevano. Questa frequentazione è poi diventata una passione per la tecnologia, come abilitatore al business del cliente, essendomi avvicinato al mondo IT in un contesto professionale.

Andrea Ghislandi
Andrea Ghislandi

A cosa deve il successo nel suo lavoro?

Successo è un concetto molto relativo e personale. Se pensassi di essere arrivato al successo probabilmente perderei lo stimolo. Tutti i giorni l’impegno costante, spinto dalla passione per il mio lavoro, è di riuscire a migliorare la nostra organizzazione in termini di qualità erogata, che si traduce in soddisfazione del cliente e dei collaboratori, in termini di capacità di innovazione, che richiede la comprensione dei modelli di business e operativi dei clienti per “indovinare” come competenze e tecnologie risolveranno necessità future. Questo modello di analisi è stato alla base della creazione della Business Unit Security nel 2003 e Digital Innovation nel 2015.

Se fosse una stagione?

Sicuramente la primavera, evoluzione cambiamento e crescita, che caratterizzano il mio impegno quotidiano per riuscire a guidare la crescita del Gruppo.

Quali sono i suoi hobby?

I miei hobby sono la cucina e la fotografia. Quello che mi affascina di entrambe è come si riesca a coniugare creatività e tecnica, idee nuove e competenze. Mi permettono di allontanarmi dai problemi quotidiani stimolando la mente anche a trovare soluzioni o spunti di innovazione per le attività professionali.

Se fosse una fotografia?

Il giudizio universale di David LaChapelle: un capolavoro di tecnica, studio e precisione. Mi sono avvicinato alla fotografia in modo più strutturato dopo un corso alla NABA e mi sono reso conto di quanto sia possibile trasmettere emozioni con capacità, ovviamente, ma anche con l’utilizzo di competenze tecniche.

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