Gli italiani sono sempre più social e online

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Secondo l’ultima edizione del Rapporto Censis gli italiani sempre ‘connessi’, consultano il web per trovare una strada, controllare il conto in banca, fare acquisti, prenotare visite mediche e comunicare sui social network

Gli italiani sono sempre più social e online. Secondo l’ultima edizione del Rapporto Censis gli italiani sempre ‘connessi’, consultano il web per trovare una strada, controllare il conto in banca, fare acquisti, prenotare visite mediche e comunicare sui social network.

E’ boom di smartphone e tablet: nel primo trimestre del 2012 i terminali smartphone e tablet in circolazione erano 39,4 milioni, a metà anno le schede sim utilizzate per il traffico dati hanno sfiorato la cifra record di 21 milioni, con un volume di traffico dati sulla banda larga mobile che ha compiuto un balzo del 36,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’utenza del web in Italia è aumentata di 9 punti percentuali nell’ultimo anno, portando il tasso di penetrazione al 62,1% della popolazione nel 2012 (era il 27,8% solo dieci anni fa, nel 2002). Gli smartphone di ultima generazione sempre connessi in rete arrivano al 27,7% di utenza (e la percentuale sale al 54,8% tra i giovani), con un incremento del 10% in un anno. Quasi la metà della popolazione (il 47,4%, percentuale che sale al 62,9% tra i diplomati e i laureati) utilizza almeno un social network.

E le applicazioni del web permeano ormai ogni aspetto della nostra vita quotidiana: si usano per trovare una strada (lo fa con il pc o lo smartphone il 37,6% delle persone con accesso alla rete, una quota che sale al 55,2% tra i più istruiti), l’home banking (rispettivamente, il 25,6% e il 41,2%), fare acquisti (rispettivamente, il 19,3% e il 28,1%), prenotare viaggi (15,9% e 26,2%), cercare lavoro (11,8% e 18,4%), sbrigare pratiche con uffici (9,6% e 14,1%), prenotare una visita medica (6,6% e 8,5%). La spesa per il traffico dati con telefoni cellulari continua a crescere, fino a poco meno di 5 miliardi di euro nel 2011 (+8,9% rispetto all’anno precedente), superando così la soglia del 50% rispetto agli introiti da servizi di fonia vocale (l’incidenza era del 25% solo nel 2005).

Gli eBook letti sono passati dall’1% al 2.7%. È cresciuto il numero di e-book pubblicati sui bookstore digitale dalle case editrici: 37.662 titoli a settembre del 2012. In grande spolvero è il self publishing: nel 2011 sono stati rilasciati 1.924 codici Isbn direttamente ad autori per auto-pubblicazioni. 40.000 titoli attualmente in catalogo, pari al 5%, appartengono alla categoria degli auto-pubblicati.
La pubblicità è calata del 9,7%, ma l’advertising online continua a registrare una crescita a doppia cifra dell’11,2%.
I redditi degli italiani sono fermi al palo: negli anni ’90 il reddito medio pro-capite delle famiglie è aumentato, passando da circa 17.500 a 18.500 euro, si è mantenuto stabile nella prima metà degli anni 2000, ma poi a partire dal 2007 è calato ai livelli del 1993. Infine secondo il Censis, il manifatturiero ha perso 30.023 imprese in meno tra il 2009 e oggi (-4,7%). E sul fronte del commercio la situazione non è migliore: nella prima metà del 2012 il saldo resta negativo: -24.390 imprese. A crescere sono invece le coop.

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