Gli SMS che accelerano le imprese

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Un nuovo acronimo, SMS, che sta per Social Mobile Smart sintetizza la strategia che le imprese devono adottare per sopravvivere. Lo conia Paolo Angelucci, presidente di Assinform che afferma che l’agenda digitae è una condizione necessaria ma non sufficiente

Presentato il rapporto Assinform e fotografato il mercato da parte di NetConsulting, i consigli per le imprese arrivano direttamente da Paolo Angelucci, che di Assinform è presidente“Le aziende oggi devono presidiare le aree innovative ma per  fare questo è necessario che investano in ricerca e sviluppo. Ma è difficile che questa capacità la abbiamo le piccole imprese per cui c’è la necessità che le aziende crescano dimensionalmente, anche unendo le loro forze. Questo permette di razionalizzare le attività nei settori tradizionali”. Proprio la compressione dei margini delle aziende nei settori tradizionali sempre più competitivi implica un processo di adeguamento continuo dell’impresa, altrimenti l’azienda stessa rischia di uscire dal mercato.

E Angelucci conia un acronimo che riassume le dinamiche da seguire: SMS, che sta per Social Mobile Smart “La crescita delle nostre aziende deve avvenire per SMS: la convergenza tra IT e ICT ruota attorno ai servizi online in Mobilità, alla capacità di utilizzare i Social Netwok  all’intero di Smart Community”.

Ma perché le aziende diventino Social, Smart e Mobile non possono prescindere dall’attuazione dei piani legati all’Agenda Digitale “La rapida attuazione dell’agenda digitale italian non è pià rinviabile – sostiene Angelucci – e va atturata una seria politica industriale dal momento che l’ICT impiega in Italia direttamente 400.000 persone. Servono poche decisoni ma buone, in parte già presenti nell’Agenda Digitale, ma è determinante che vengano attuate in maniera veloce. L’Agenda Digitale è una condizione necessaria ma non sufficiente: risolvere il credit crunch per le imprese IT è fondamentale, per questo serve una politica industriale ben chiara che preveda anche di riformare le in-house, per eliminarne le inutili e ridurre distorsioni di mercato. Servirebbe anche  introdurre il chapter 11 per ristrutturare le imprese IT  in difficoltà”. Una ricetta che risponde al laconico quadro che Ciancarlo Capitani, amministratore delegato di NetConsulting,  ha fatto del nostro mercato.

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