Hp abbandona il business dei pc

Strategie

A distanza di dieci giorni dall’annuncio, ci si interroga sulla nuova strategia di HP, che ha deciso di separare la divisione Pc e di concentrarsi sul mercato a valore, con servizi e offerta enterprise. Una Hp sempre più simile a Ibm

L’annuncio di una decina di giorni fa dell’abbandono di HP del business dei pc pone degli interrogativi molto forti su dove sta andando questo mercato. Uno spin off o un altro tipo di transizione “colpirà” la Psg, la divisione Personal Systems Group che negli anni aveva ereditato, con tanto di investimenti significativi, storia e prodotti di aziende come Digital prima e Compaq poi, nel 2002.
E’ lo stesso Leo Apotheker, ceo di HP, a sancire la transizione sempre più marcata verso il valore e l’offerta enterprise. Verso il cloud e i servizi, mercati a maggiore profittabilità, nei quali HP sta cercando di raccogliere fatturato anche grazie agli investimenti passati (già l’acquisizione di Eds del 2008 andava in questa direzione). Ci vorranno dai 12 ai 18 mesi per valutare le opzioni strategiche per la Psg ma la scissione è ormai in atto, così come definitivo è l’addio a WebOs per mancato raggiungimento degli obbiettivi in ambito tablet (nonostante Stephen DeWitt, Senior Vice Presidente di HP, abbia dichiarato che “WebOs continuerà ad evolvere”), mandando in fumo l’investimento di 1,2 miliardi di dollari fatto poco più di un anno fa per acquisire Palm. Sicuramente le vendite “infelici” del primo  tablet con WebOs, il TouchPad, introdotto sul mercato Usa a inizio estate hanno accelerato la decisione di abbandonare WebOs (già oggetto di recenti cambiamenti interni) e annullato il lancio del prodotto nel resto del mondo (in Italia il TouchPad avrebbe dovuto arrivare entro Natale, ma mai arriverà).

Il paragone tra quanto sta succedendo in HP con quanto successo negli anni ’90 in Ibm è spontaneo: Hp lascia i pc e pensa di separare la divisione Psg (che ha fatturato circa 40  miliardi di dollari lo scorso anno), così come fece Ibm nel 1995, che decise di vendere la divisione Pc a Lenovo, svuotando un mercato che sta segnando il passo e che registra perdite considerevoli: oggi in Europa il mercato pc segna un meno 18%  e conta 12,7 milioni di unità (fonte Gartner).

La contemporanea acquisizione da parte di HP dell’azienda Autonomy, specializzata in software enterprise per l’analisi dei dati (sconosciuta ai più fino al momento dell’annuncio) per una valore pari a 10,3 miliardi di dollari, si scosta di “poco” dai 13 miliardi di dollari che HP aveva versato per Eds nel 2008,  un’acquisizione che ancora ad oggi porta minori risultati delle aspettative. Autonomy permetterà una maggiore offerta in ambito business analytics e information management, spingendo la proposta di HP verso aziende enterprise e portando in dote circa 24.000 clienti.

Ma gli analisti hanno già iniziato a fare ipotesi sul futuro: Quanto varrebbe la divisone pc di HP? Chi potrebbe acquistarla? C’è chi la valuta 12 miliardi di dollari (fonte: Credit Suisse Group AG) e mette in prima fila tra i corteggiatori Lenovo.  Se così fosse sarebbe la più grande vendita nel mercato pc dai tempi di HP-Compaq. Ovum ipotizzava giorni fa anche Samsung, che avrebbe potuto essere interessata anche a WebOs soprattutto dopo l’inattesa acquisizione Google-Motorola, ma il vendor sudcoreano ha ufficialmente smentito.
Certo è che una Hp che non fa pc, assomiglia sempre più a una Ibm che in questi 16 anni si è rifocalizzata su grandi e medie aziende, pubblica amministrazione, servizi. Che Hp fosse in una fase transitoria lo si poteva intuire anche dall’ultima trimestrale che aveva registrato solo 1,5 punti di crescita rispetto allo scorso anno,  dopo mesi di trimestrali già criticate dagli analisti. Ma che la transizione passasse per l’uscita dal mercato pc era difficile da prevedere. Leo Apotheker avrà da lavorare molto anche al suo interno per far passare una transizione così forte.

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