HP Innovation Center: Anche in Italia arriva l’innovazione tangibile

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L’Innovation Center italiano è il secondo spazio espositivo di HP più grande d’Europa dopo quello aperto in Spagna. Momenti di confronto e di scoperta delle novità tecnologiche in casa HP raccontate dall’amministratore delegato di HP Italy, Tino Canegrati

HP Italy ha aperto le porte dell’Innovation Center situato a Cernusco sul Naviglio e inaugurato ufficialmente il 29 marzo 2016 da Dion Weisler, ceo di HP.

L’Innovation Center italiano è il secondo spazio espositivo di HP più grande d’Europa dopo quello aperto in Spagna.
La nuova Hp frutto della separazione da HPE avvenuta lo scorso novembre, ha uno spirito che sa di startup, come lo fu più di 75 anni fa quando, nel 1939, Bill Hewlett e Dave Packard, due ingegneri di Stanford, diedero vita a quello che HP ha testimoniato. Oggi, l’idea di immaginare Hp come lo fu all’epoca è molto difficile e richiede uno sforzo d’immaginazione notevole, ma quello che la società vuole portare avanti è un concetto di ‘garage company’.

Sprout by HP
Sprout by HP

Ed è con questo spirito che nasce in Italia l’Innovation Center, come spazio anche di laboratorio per condividere e sperimentare l’innovazione con i clienti, i rivenditori e i partner. “Abbiamo illustrato ai clienti come il design possa essere un aspetto funzionale, vogliamo dire che l’Innovation Center è quel tassello che serve per migliorare la tecnologia, è a portata di mano e poi rappresenta un punto di incontro”, afferma Tino Canegrati,  amministratore delegato di HP Italy.Nel mese di aprile abbiamo avuto complessivamente 600 visitatori su uno spazio di oltre 600 metri quadrati. Abbiamo ospitato insegnanti per approfondimenti nell’ambito dell’informatica e presto avremo anche dei giovani, in uno spazio che ogni volta può contenere fino a 99 persone”.

Con l’idea di rendere la tecnologia HP in un ambiente fruibile e contestualizzato, “la tecnologia rappresenta solo un abilitatore che va contestualizzato e adattato alle esigenze del quotidiano, siano esse lavorative o personali.
L’innovation center è anche un laboratorio, ossia un luogo d’incontro facilmente raggiungibile, uno spazio aperto ad aziende, Isv, partner, sviluppatori e startup, in cui condividere esperienze e opportunità”, ha spiegato Canegrati in una nota.

Sentito per una battuta gli abbiamo chiesto se l’Innovation Center potrebbe ospitare anche HPE, Canegrati risponde: “Se ce lo chiedessero certamente, solo ai concorrenti non apriamo la porta”.

E poi a domanda sull’idea più ‘bizzarra’ che sia stata rivolta dai visitatori così risponde: “spunti sulla parte grafica, e sul 3D per le Pmi”. L’idea dell’Innovation Center nasce dal fatto che “quando parliamo di una tecnologia nuova o di un prodotto innovativo non riusciamo a far percepire i benefici al cliente”, continua Canegrati. “L’unico modo è mostrarlo: la tecnologia deve essere gestibile in un luogo che rappresenti HP, immergendosi nelle soluzioni esistenti. Abbiamo riflettuto sul fatto che la tecnologia è un abilitatore per migliorare le abilità del giorno ma la realtà è che il confronto con altri soggetti che hanno competenze e aiutino a trovare soluzioni per la vita di ogni giorno”.HP Sprout Pro

E a questo punto cade a fagiolo una delle tre fasi dell’innovazione citata da Canegrati durante il suo intervento: il futuro. Oltre a citare la stampa 3D e gli investimenti che sono stati realizzati per novità che usciranno entro la fine dell’anno, Canegrati, già nell’intervista rilasciata a TechweekEurope lo scorso febbraio, citava proprio le stampanti 3D e il progetto sprout, un progetto che fonde appunto realtà fisica e virtuale, come novità. Il progetto sprout è già realtà a livello consumer mentre da maggio arriverà la versione commercial, spiega Canegrati il quale si è stupito che i principali fruitori di queste macchine sprout siano gli istituti bancari.

Una macchina che integra sprout può essere importante sia per gli istituti finanziari e assicurativi perché può fungere da sportello virtuale o promotore finanziario virtuale, ma anche può essere di supporto ai clienti che devono compilare un F24: la macchina guida nella compilazione e per la gestione poi del modulo il cliente può richiedere l’intervento in remoto per l’azione sul foglio”, chiude Canegrati.

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