HPE: una strategia più sartoriale per cavalcare la rivoluzione

Strategie
0 0 Non ci sono commenti

Durante la Partner Conference 2016 di HPE Italy a Rimini si è alzato il sipario sulle strategie e sulla volontà di portare avanti una realtà secondo principi più ‘sartoriali’, dove ogni partner deve cercare di accelerare la realizzazione delle idee su misura

A quasi un anno dagli annunci sulla separazione di HP, oggi HPE (Hewlett Packard Enterprise) si presenta ai partner presenti a Rimini durante la Partner Conference 2016 con una luce diversa, più sartoriale.

A cominciare dai colori, dal logo rettangolare che ricorda una cornice che va riempita di opere d’arte e di impegno da parte sia della società sia dagli stessi partner, ma anche dall’energia che si respira parlando sia con le aziende che hanno partecipato come espositori agli stand sia con gli stessi vertici di HPE in Italia.

La sensazione trapelata nella due giorni riminese è la velocità: velocità nel cogliere le idee e nel realizzarle, velocità a portare sul mercato le soluzioni. Sono esempi di un mondo interconnesso che fa i conti con lo sviluppo della tecnologia in ambito cloud, mobile, iot, big data e la robotica. Come ha detto Paolo Delgrosso, Indirect SMB and Service Provider Sales Director HPE Italy quest’anno è la prima partner conference della nuova era. E così sembra proprio essere.

Paolo Delgrosso e Roberto Vicenzi
Paolo Delgrosso (HPE) e Roberto Vicenzi (Centro Computer)

Delgrosso spiega che in Italia la società fa il 70% del business con il canale e dal 3 marzo scorso l’azione è cresciuta in Borsa di quasi il 28%: “La Borsa ci premia perché siamo strategici – dice – e perché facciamo le scelte giuste”.

Perchè siamo immersi nell’economia delle idee dove queste fanno molto di più dei grandi investimenti, spiega Stefano Venturi, Corporate VP e Amministratore Delegato Gruppo Hewlett Packard Enterprise in Italiaed è così che dovremmo essere”.

Stefano Venturi
Stefano Venturi

L’idea di una HPE più ‘locale’ più centrata sul business del territorio in cui si colloca arriva quasi come una conferma da Delgrosso, e dal fatto che ha affermato che “dobbiamo essere pronti a recepire al volo le idee sia che arrivino dai partner sia dai clienti e dobbiamo realizzarle prima che ci vengano realizzate dai concorrenti o dall’estero”, spiega.

Ed ecco che tra gli espositori ci sono realtà come per esempio TechnoGym e la sua wellness ball dotata di QR code che collega a un sito ad hoc che suggerisce esercizi, oppure il sistema di geolocalizzazione di Aruba, sensori che mandano in rete una mole di dati impressionanti…

Insomma, siamo di fronte “alla più grande disruption da quando esiste il web, che spazzerà via chi non si è adattato perché se di rivoluzione digitale stiamo parlando non possiamo temerla ma dobbiamo coglierla”, afferma Venturi.

Se da un lato siamo immersi in un mondo di big data, dall’altra arriveranno software per la gestione degli stessi che, secondo Venturi, “daranno i superpoteri a chi per primo li saprà usare”. Ma non solo. Venturi, rivolgendosi alla platea, spiega che “troveremo modelli di data center che avranno a disposizione una potenza di calcolo tale da generare una rivoluzione”.

Una rivoluzione che di fatto è già in atto con l’incremento sempre più spinto di IoT (Internet oh thing) e di Internet of everithing (IoE). Infine la robotica, l’automazione che esce dalla fabbrica e si avvicina all’umano. Venturi è convinto che tutto questo non si tradurrà in una caduta dei posti di lavoro, ma a un cambiamento degli stessi che dovranno essere strutturati e capiti attraverso studio, studio e ancora studio. E da qui un segnale ai partner. Venturi non si dimentica di citarli e di ricordare che insieme si dovrà riempire la cornice, con un’opera d’arte e su misura.

HPE, la strategia della trasformazione
HPE, la strategia della trasformazione

E allora eccola la trasformazione, che si compone di quattro parti. Una trasformazione in una infrastruttura ibrida; fabbriche sempre più digitali che necessitino di strumenti per la gestione e la sicurezza dei dati; Il data driven organization, ossia l’analisi dei big data e infine la workplace productivity, ossia tutto quanto fa capo alla mobilità, alla localizzazione degli oggetti e delle persone, insomma, tutte componenti per l’economia del futuro, riassume Venturi.

Venturi è arrivato in azienda poco più di quattro anni fa, come responsabile italiano dell’allora HP e a pochi mesi di distanza dall’arrivo di Meg Whitman, numero uno mondo di HP. Durante l’evento di quest’anno, Venturi ha raccontato un aneddoto.
“Meg Whitman mi chiamò e mi disse che avrebbe dovuto fare operazioni molto pesanti in HP e mi diede carta bianca d’azione in Italia. La prima cosa che feci fu di incontrare subito i partner che avevamo perso un po’ di vista”. Oggi, a distanza di tempo, HPE si prepara a una nuova sfida.

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore