Htc gioca con la sua app in Champions League, per dare visibilità al brand

Strategie

Un anno difficile il 2013 per Htc, eppure gli smartphone dell’azienda taiwanese non hanno nulla da invidiare a device più blasonati dal punto di vista hardware e il design è decisamente più elegante di quello proposto da altri vendor, una lettura sulle strategie distributive

HTC ha presentato  la sua applicazione FootballFeed per Android con statistiche e informazioni in tempo reale per permettere agli utilizzatori di vivere l’esperienza Uefa Champions League e Uefa Europa League in modo più completo. Gli smartphone Htc  sono i device ufficiali di UEFA Champions League e UEFA Europa League; con la nuova app sono disponibili anche sugli smartphone del “tridente” Htc One (One, One Mini e One Max) le ultime notizie delle squadre, le analisi post partita, tutte le informazioni nel momento in cui è proprio la Uefa a rilasciarle. E’ possibile  scaricare la app Htc FootballFeed da Google PlayStore per ritrovare news, classifiche, telecronache e commenti ma anche gallerie fotografiche, telecronache e i live feed delle partite con i momenti salienti.

La app, la sponsorizzazione in League e la riproposizione degli smartphone Htc One come modelli di punta rientrano nei piani aziendali per dare maggiore visibilità a un brand che abbiamo sempre riconosciuto qualitativamente di alto livello, ma che fa a tutt’oggi fatica a ‘svettare’ sia in distribuzione, sia con gli operatori. E’ stato un anno duro per Htc il 2013 (a maggio addirittura è uscita dalla top 10 secondo Gartner, mentre solo due anni fa negli Usa il brand era al top), al di là dell’ottima proposta di prodotto ben rappresentata dagli Htc One.

Htc Uefa App
Htc FootballFeed

Sono smartphone che dal punto di vista costruttivo non hanno nulla da invidiare a un brand leader di mercato come Samsung, che pur mietendo successi su successi, con campagne di marketing massicce, magari ha a listino smartphone più ‘muscolari’, ma nessuno di pari eleganza.

Il caso di Htc con smartphone, non solo eleganti, ma anche dal punto di vista hardware e software più che convincenti, presenta alcune rilevanze curiose. E’ evidente che nel nostro mercato qualità hardware e software, un giusto posizionamento di prezzo e un’ottima ricerca per proporre device con design elegante, per nulla ‘cheap’  non bastano per fare breccia e riguadagnare posizioni.

Nel caso di Htc sembra che l’ingrediente che manchi alla ricetta, perché tutto funzioni, sia semplicemente legato alla strategia distributiva, che sempre deve fare i conti con il budget. La proposta Htc di fascia medio alta è molto convincente, ma è difficile trovare poi un allineamento massiccio di modelli a scaffale, sia nelle catene, ancora di più nei negozi degli operatori. Insomma, ai clienti che arrivano a conoscere Htc, e inevitabilmente lo apprezzano, viene poi a mancare la convinzione che determina un acquisto convinto, possibile quando alla convinzione si accompagna anche la conferma di una massiccia presenza ‘a vista’. L’iniziativa di Htc con la Uefa, è servita a lavorare bene sul riconoscimento di brand, ora è necessario compiere uno sforzo in più e massiccio nella distribuzione su tre livelli: operatori, Gdo e  online.

HTCOneMax_Front3_Box
Htc One Max, punta di diamante del tridente con Htc One e Mini. E’ l’unico device con il riconoscimento delle impronte digitali

I successi nel primo canale sono la sfida più ardua, dove entrano in gioco componenti di ogni tipo, e dove le quote market share sono una componente ancora più di peso, ma anche dove si può lavorare su bundle, concorsi, dove il vendor che cerca il volume, può concedere qualcosa all’operatore per un ritorno ben misurabile. Su Gdo e canale online si può lavorare benissimo anche in tempi più brevi, poi è necessario che anche il sito del vendor permetta in qualche modo di acquistare ‘in diretta’, non solo gli accessori.

A patto che poi tutto a Taiwan funzioni liscio come l’olio nella linea di produzione. Htc, ora di fronte anche all’agguerrita concorrenza dei brand cinesi emergenti, può fare ancora bene, anche senza i tablet. L’azienda taiwanese è stata tra le prime a declinare perfettamente anche nel nostro mercato i modelli equipaggiati con Android, non ha sofferto della mancanza di ‘vision’ a lungo termine come Blackberry  e Nokia, ma non è mai riuscita a sfondare nelle classifiche di market share, qui ora si gioca la partita su chi sta dentro e chi sta fuori.

 

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