I device personali dei dipendenti minano la sicurezza in azienda

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Secondo l’ultimo report di Check Point, negli ultimi due anni i dispositivi personali mobili connessi alle reti aziendali sono più che raddoppiati e il 71% delle aziende ritiene che essi abbiano causato un aumento degli incidenti di sicurezza

Negli ultimi due anni i dispositivi personali mobili connessi alle reti aziendali sono più che raddoppiati e il 71% delle aziende ritiene che essi abbiano causato un aumento degli incidenti di sicurezza.Questo è quanto emerge da un recente report di Check Point.

Le preoccupazioni in merito a perdita e riservatezza delle informazioni sensibili presenti sui dispositivi dei dipendenti riguardano posta elettronica aziendale (79% ), dati dei clienti (47%) e credenziali di accesso della rete (38%)

Il rapporto ( “The Impact of Mobile Devices on Information Security” ) rivela che da un lato le aziende sono sempre più pronte ad accettare il fenomeno della consumerizzazione It , dall’altro gli amministratori It si trovano ad affrontare le sfide di sicurezza correlate con l’abbondanza di dispositivi e sistemi operativi.
“La consumerizzazione dell’It è tra le principali preoccupazioni dei Cio per il prossimo anno e desideravamo confrontarci con gli amministratori It per sapere quali sono le reali sfide da affrontare merito quando si tratta di sicurezza mobile”, ha dichiarato Juliette Sultan, head of global marketing di Check Point Software Technologies.

Apple (30%) e BlackBerry (29%) sono i più comuni tipi di dispositivi mobili connessi alle reti aziendali, seguite da Android (21%). Quasi la metà degli intervistati (43%) è convinta però che i dispositivi Android rappresentino un rischio maggiore. La maggior parte delle aziende ritiene che la mancanza di consapevolezza dei dipendenti sia il più fattore che più impatta sui dati mobili – seguito da navigazione web (61%), connessione Wi-Fi non sicura (59%), perdita o furto dei dispositivi (58%) e download maligni di applicazioni mobili (57%). La ricerca ha coinvolto oltre 750 professionisti della sicurezza IT in Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Germania e Giappone.

Autore: Redazione
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