Iannarelli (Micro Focus): entro marzo 2011 il nuovo processo di certificazione

Strategie

Piero Iannarelli, country manager Micro Focus Italia, annuncia, al termine dell’ultima tappa del roadshow, l’avvio entro marzo 2011 del nuovo programma di certificazione per i partner. Un percorso differenziato a seconda delle necessità del canale

Entro marzo 2011 sarà operativo il nuovo processo di certificazione per i partner Micro Focus. Ad annunciarlo è Piero Iannarelli, country manager di Micro Focus Italia, a conclusione della quarta e ultima tappa, a Milano, del roadshow che, dal 22 novembre ha toccato Padova, Ancona E Roma.

Iannarelli, ha più volte sottolineato l’importanza dei partner di canale, 140 in tutto, e soprattutto l’importanza di lavorare in sintonia soprattutto nei confronti della clientela finale. “Abbiamo implementato questo processo di certificazione per permettere ai partner certificati un livello qualitativo pari al nostro e garantire al partner stesso una visibilità sul mercato. Allo stesso tempo – prosegue – garantire al cliente la sicurezza e la conoscenza del prodotto. Il processo annunciato sarà operativo entro i primi mesi del prossimo anno, di fatto è già tutto sulla carta. Sarà un processo differenziato a seconda di alcune caratteristiche proprie di ciascuna azienda partner. Per fare un esempio – spiega Iannarellisi terrà conto del settore merceologico, delle aziende-clienti con cui si interfaccia il partner, del progetto che il partner stesso andrà a implementare. Per fare un esempio ancora più specifico, ci saranno partner che avranno un livello di certificazione più alta perché semplicemente lavorano con large account. Le aziende pretendono risultati sempre crescenti da noi, abbiamo abituato il mercato a vederci come un’azienda che non ha sbagliato un colpo. Per questo, avevamo necessità, dato che Micro Focus in Italia non è un’azienda da migliaia di persone, di poter estendere la stessa garanzia che le aziende clienti hanno da noi, anche dai nostri partner. Abbiamo quindi pensato – spiega – a questo processo di certificazione per arrivare a questo risultato”.

Micro Focus Italia ha chiuso questo primo roadshow portando complessivamente a raduno circa 80 aziende partner alle quali, Iannarelli ha voluto lanciare un messaggio i cui ingredienti sono informatica e rapporto personale. “L’affidabilità ci ha distinti e volgiamo continuare su questo trend ma per fare questo avevamo bisogno di dare anche un messaggio di modernizzazione che si basasse sia su un concetto di informatizzazione, sia fare un passo indietro e parlare di rapporto personale. Per fare questo avremmo dovuto incontrare uno a uno tutti i 140 partner ma sarebbe stato impensabile. Abbiamo dunque pensato alla formula del roadshow, che replicheremo, radunando circa 80 aziende partner. Abbiamo chiarito subito che la nostra politica commerciale non va in concorrenza con quella dei partner – ha spiegato Iannarelli – tanto che l’apporto dei partner ci garantisce il 70% del fatturato”.

Dopo un’idea (Open Cobol) che ha portato alla nascita di micro Focus nel 1976, col pasare degli anni, la società ha fatto un’autoanalisi e ha deciso un’espansione in ambito Open, acquisendo, per esempio, prodotti della concorrenza di fascia bassa.

Durante questo evento, Micro Focus ha lanciato nuovi linguaggi per integrare Cobol, come per esempio la tecnologia basata su Visual Cobol e più avanti lancerà Java e precisa un aspetto importante: “Non vogliamo diventare applicativi – spiega Iannarelli – ma siamo tecnologici e restiamo tali”.

Iannarelli, precisa poi di essere in grado, con i partner, di essere pronto a sbarcare su Ipad, Iphone e affiancare progetti di cloud computing. Su quest’ultimo fronte Iannarelli è fiducioso sullo sviluppo, l’unico attuale ostacolo può essere rappresentato dalla sicurezza e dall’incertezza delle imprese di non sapere dove siano riposti i propri dati personali.

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore