Ibm: la ricerca si fa più ecologica senza scomodare il petrolio

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Un gruppo di ricercatori Ibm ha individuato un catalizzatore chimico che può essere utilizzato per creare materie plastiche biodegradabili e più convenienti delle attuali partendo da piante come palme e barbabietole

Materie plastiche biodegradabili senza scomodare il petrolio. Un gruppo di ricercatori Ibm ha individuato un catalizzatore chimico che può essere utilizzato per creare materie plastiche biodegradabili e più convenienti delle attuali partendo da piante come palme e barbabietole.

Queste materie plastiche molto economiche possono essere utilizzate per la fabbricazione di comuni oggetti di consumo in plastica, come per esempio le posate, ma anche di dispositivi medicali. Il metodo attualmente utilizzato per convertire le piante in plastica biodegradabile implica la presenza nel processo di metalli pesanti che, sebbene utilizzati in piccole quantità, sono estremamente difficili da rimuovere, per cui permangono nel materiale e non si decompongono nel corso del tempo.context, ricerche, indagini@shutterstock

Il nuovo catalizzatore è una sostanza organica che riduce l’energia necessaria per effettuare la conversione delle piante in plastica. Esso non contiene metalli pesanti e può quindi decomporsi nell’ambiente nel corso del tempo proprio come la plastica stessa. L’apprendimento che deriva da queste attività di ricerca è utilizzabile anche per far progredire i sistemi cognitivi. L’estensione, la velocità e la complessità delle scienze dei materiali rappresentano una sfida per gli scienziati che lavorano per scoprire nuovi materiali.

Questi scienziati, appartenenti all’Ibm Research Frontiers Institute, riuniscono competenze di informatica e sui polimeri, nonché su altri materiali, per creare prototipi di sistemi che possano estrarre, organizzare, analizzare e prevedere informazioni provenienti da insiemi di dati sui materiali. Sfruttando le conoscenze esistenti contenute nelle banche dati scientifiche mondiali e rendendo più rapide le elaborazioni utilizzate in queste tipologie di esperimenti, questi strumenti cognitivi possono aiutare a identificare nuovi modelli e portare più rapidamente le nuove scoperte alla fase di realizzazione pratica.ricerche, indagini, context@shutterstock

“L’aspetto più entusiasmante di questa scoperta è che ora abbiamo a disposizione un modo più economico di convertire alcune piante in comuni materie plastiche di consumo, che si decompongono nel corso del tempo, offrendo quindi un’alternativa al riciclaggio della plastica,” ha dichiarato Gavin O. Jones, chimico computazionale presso IBM Research – Almaden a San Jose, California.Rendere di uso comune le materie plastiche biodegradabili significa ridurre l’impatto sui nostri sistemi di gestione dei rifiuti solidi”.

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