Ibm, sei mesi dopo

Strategie

Positivi i primi risultati della strategia Ibm dedicata alle Pmi per fornire
soluzioni infrastrutturali e applicative tramite i partner.
A crescere sono soprattutto gli apparati storage esterni e il software, grazie
anche alla consulenza pacchettizzata

Lo scorso aprile Ibm annunciava la sua strategia per il mercato delle piccole
e medie imprese. A sei mesi di distanza Paolo Degl’Innocenti, Vice
President Small e Medium Business Ibm Italia
, ci racconta cosa è
successo. ?Le piccole imprese, con milioni di micro imprese con meno di 9
dipendenti rientrano nell’area del volume, si rivolgono a piccoli partner
locali, sviluppano un business veloce e hanno bisogno di semplicità e di formule
finanziarie agili.
Diverso il discorso per le medie aziende, quelle che hanno più di 100
dipendenti, con problematiche simili a quelle della grande impresa. Soprattutto
in quest’area gli investimenti in soluzioni rappresenteranno oltre il 70% del
totale entro il 2008. E a predominare non saranno le applicazioni tradizionali
come il Crm o gli Erp (+9% l’anno secondo Ibm), ma quelle infrastrutturali (
+16%). Ottimizzazione delle risorse It, Business Continuity, infrastruttura Soa
(Service Oriented Architecture), Information Lifecycle Management, Business
Intelligence: ecco dove vanno gli acquisti della media azienda italiana. ?È il
segmento più ricettivo e pronto agli investimenti It sia nel 2004 sia nel 2005,
dove l’esigenza di innovazione assume i connotati più chiari?, ha spiegato Paolo
Degl’Innocenti.
?Hanno capito che l’informatica può aiutarle a diventare più competitive ma non
hanno ancora chiaro come?.
Per aiutarle, Ibm insieme alla Sda Bocconi propone il Check-up dell’innovazione,
un sito dove le aziende possono testare gratuitamente il loro livello di
innovatività
(http://ibmsda.easybit.it/be/mai
n.php?page=intro). Ma la chiave di volta è la consulenza, che per Ibm è
cresciuta del 30% in ambito Pmi nell’arco degli ultimi sei mesi. Grazie anche
all’approccio Component Business Model, una sorta di pacchettizzazione della
consulenza, e quindi accessibile anche alle Pmi, perché si conclude nell’arco di
4-6 settimane.

Da segnalare l’apertura dei Global Delivery Center Ibm a partner e clienti
selezionati che hanno bisogno di aiuto, a causa di picchi di lavoro o a
necessità particolari di sviluppo software.
Ibm ha risposto anche con una serie di annunci di prodotto, a partire
dall’inossidabile System i, l’ultima incarnazione degli As 400, le cui vendite
sono cresciute in volume del 15% in Italia negli ultimi sei mesi, e ormai si
parla di circa 20 mila sistemi installati nel nostro Paese. In quest’ambito si
lavora per rendere questi server sempre più adatti a ospitare qualsiasi genere
di applicazione: ricordiamo l’inserimento del voice over ip e una configurazione
ottimizzata Sap per imprese con meno di 100 utenti. La strada delle
verticalizzazioni è destinata a essere battuta appieno con Oracle per esempio,
oltre che con le Acg, il gestionale di Ibm.
Nell’ambito dei server Intel, che per Ibm si traduce nella famiglia di prodotti
System x, si è assistito a una crescita in volume del 40%, con nuovi annunci
quasi ogni mese fra cui i nuovi server Opteron Amd. Nel caso dei server blades,
sempre più richiesti dalla media azienda, Ibm ha raggiunto, secondo Idc, una
quota di mercato del 59% nel secondo trimestre.
Altra area assolutamente strategica è quella dello storage, dove Ibm può contare
su una serie di prodotti dedicati alle Pmi, cui negli ultimi sei mesi se ne sono
aggiunti di nuovi, dal virtualizzatore su tape al DS4200 e 4700, alla famiglia
Nas N7000.
Brillante l’andamento con il raddoppio del fatturato in ambito Smb e il
raddoppio di volumi. ?Sono cifre che dimostrano quanto la media azienda sia
interessata agli apparati storage esterni – ha detto Degl’Innocenti – dove il
canale può trovare ottime opportunità vendendo anche la soluzione completa fatta
da software Tivoli più l’apparato storage esterno?. Infine si sono contati 23
nuovi annunci nella famiglia di prodotti Express, specificamente dedicata alle
aziende medie e piccole.
Anche il software è cresciuto nelle Pmi: +60% il mercato Lotus, +50% Tivoli, con
l’annuncio di Viper, la versione 9 di DB2 a settembre 2006. Un discorso
particolare meritano le ACG, utilizzate da almeno 10 mila aziende in Italia, per
cui Ibm ha deciso un futuro all’insegna di Java e dell’architettura Soa. Il
prossimo futuro vedrà impegnati i partner in questa migrazione, sostenuti da Ibm
che intende fornire strumenti per aiutare le software house a passare a Java in
modo granulare. Con la prospettiva però di un’ internazionalizzazione delle ACG
che potranno così essere vendute anche ai clienti oltreconfine.