Ict Trade 2014: costruire il futuro sostenibile, facendolo accadere

Mercato
Maurizio Cuzari. amministratore delegato di Sirmi

Maurizio Cuzari, amministratore delegato di Sirmi, durante l’Ict Trade 2014 a Ferrara dà una scossa alla platea affermando che è finito il tempo dell’attesa, mentre è arrivato quello del fare. E’ un invito a ttuti, dai partener ai vendor, dai clienti alle istituzioni

Costruire il futuro sostenibile. Parte da qui la sfida al mercato lanciata da Maurizio Cuzari, amministratore delegato di Sirmi, durante l’Ict Trade 2014, ritornato a Ferrara dopo la tappa milanese dello scorso anno. Una sfida che ha il sapore del fare e non dell’aspettare. “Non si può sempre aspettare che le cose accadano, bisogna farle accadere”, spiega Cuzari che porta a considerare l’Ict Trade un momento di incontro e confronto e, al contempo, “in un clima di attesa di non si sa bene cosa , lanciamo nuove sfide: collaborazione, condivisione di obiettivi, riscrittura dell’agenda delle vere priorità”.

Dopo una serie di affermazioni sull’identità digitale della nostra pubblica amministrazione e sui passi avanti che si sono fatti nel panorama degli investimenti, Francesco Sacco, docente dell’università Bocconi di Milano e dell’Università dell’Insubria di Varese, ha fatto una panoramica abbastanza sconsolante sul mantenimento delle infrastrutture piuttosto che il rinnovo delle stesse, affermando che solo il 20% delle Pa rinnova il resto mantiene.

Sul fronte dell’anagrafe unica digitale, Sacco anticipa che è imminente il decreto attuativo sull’identità digitale da cui poi seguirà l’obbligo per la Pa stessa di rilasciarla e permetterà, attraverso username e password di accedere in modo sicuro, non solo ai servizi della Pa, ma anche a servizi bancari, assicurativi.

Ormai siamo dentro un vortice, una discontinuità epocale come lo fu la rivoluzione industriale, del vapore, dell’elettricità, spiega Sacco e ricorda i prezzi di cellulari, in caduta, e dell’informatica, pure loro in discesa, in meno di sei anni saranno dimezzati i prezzi.

In sostanza, Sacco spiega che “non si tratta di digitalizzare ma di ridisegnare” e ribadisce “è inutile pensare di cambiare la burocrazia facendo leggi basate sulla burocrazia. Siamo in un presente che ha alle porte un futuro diverso, e non perché importa essere veloci, ma perché così funziona nel presente”.

E a questo proposito, per spiegare ancora meglio, Sacco cita l’opera di Picasso, i tori e afferma: “nei tori di Picasso c’è la genialità e al contempo la capacità di semplificare le cose ma renderle semplici e riconoscibili”.

Ma è Nicola Ciniero, consigliere incaricato di Confindustria digitale e amministratore delegato di Ibm Italia, a rincarare la dose: “E’ l’ignoranza della classe politica che si ha fatto perdere opportunità”, afferma. “In Italia hanno vinto le aizende che non hanno aspettato gli aiuti dallo Stato e non possiamo pensare di stare in un contesto competitivo in cui le regole non sono uguali per tutti, in un paese dove le regole fiscali sono differenti! Se non cerchiamo di armonizzare la legge Fornero, per esempio, non riusciremo a invertire il trend, anche se il nostro Pil ha elementi di sanità molto forti perché il nostro Paese ha una solidità grazie all’industria manifatturiera”.

Maurizio Cuzari
Maurizio Cuzari 

Che l’Ict non sia visto come fattore strategico dai governi, ce lo ricorda anche Francesco Pirro rappresentate dell’agenzia per l’Italia Digitale.Per spiegare meglio il ruolo dell’Ict come costo e non come investimento, dobbiamo pensare che se mettiamo sul mercato due miliardi di investimento per l’Ict, il ritorno in un anno è zero e questo, ha fatto si che l’Italia perdesse molte opportunità e molti fondi che spettavano dalla Ue al nostro paese e, se dovessimo continuare a pensare all’Ict come costo e non come investimento, perderemo ancora molti fondi e opportunità”.

E sull’argomento ha incalzato Agostino Santoni, amministratore delegato di Cisco e presidente di Assinform. “E’ nostra responsabilità prendere i fondi che ci spettano dalla Ue. L’Italia ha scelto di puntare sul digitale ma è un paese che va a due velocità. Nonostante questo, siamo un paese da 7,5 milioni di tablet, 37 milioni di smartphone, al nono posto per il gaming online e questi dati non sono un piano politico o industriale ma una precisa scelta dei cittadini. Detto questo, cos’ come negli anni 60 ci fu il maestro Manzi che educava in tv, oggi noi dobbiamo puntare all’educazione al digitale”.

Agostino Santoni Cisco
Agostino Santoni 

Parla ai partner e alla platea di Ferrara con tono acceso Paolo Sangalli, director systems and technology group Ibm Italia, ribadendo che Ibm negli ultimi venti anni ha speso, ogni anno, sei miliardi in ricerca e sviluppo, in brevetti e in infrastrutture. “Vogliamo esserci quando parliamo di infrastrutture di alto livello, tenendo presente che l’infrastruttura è il motore solo se sta al passo con i tempi che viviamo. Abbiamo investito in Cognity, con la divisione Watson, e non dobbiamo trascurare il cloud in tutte le declinazioni: pubblico, privato, ibrido”.

“I partner sempre al centro – spiega Giorgio Campatelli, Partner Organization leader di Ciscovalorizzando le competenze. Dobbiamo fare tesoro delle esperienze e considerare che nell’ecosistema tutti siamo chiamati in gioco. Nel nostro programma abbiamo inserito specializzazioni per i partner anche su altre tecnologie proprio per dare l’idea di come un ecosistema debba evolversi”.

Il canale sta diventando sempre più ibrido – spiega Sauro Romani, Alliances &Channels country leader di Oraclegli isv, i system integrator, anche più grandi, dovranno specializzarsi e questo cambiamento sarà dettato dal nuovo paradigma del mercato enterprise, il cloud che semplifica le appliance”.

Ict Trade e Ict club, la novità 2014, vogliono contribuire a colmare due gap: quello fra chi propone e chi acquista Ict, troppo spesso basato su esigenze delle multinazionali più che su quelle del business dei partner e dei clienti e quello fra It manager e loro aziende basato troppo spesso più sulla gestione dell’esistente e della sua complessità che non sul sostegno del business.

Siamo di fronte a una profonda trasformazione – conclude Cuzari – fra cloud computing e Stealth It cambiano drasticamente gli scenari. Bisogna smettere di limitarsi a pensare che si dovrà fare qualcosa di diverso, bisogna mettere in cantiere il nostro futuro, sapendo che il futuro sarà il larga misura come saremo capaci di costruirlo. Togliamo la virgola al basta, aspettare; trasformandola in basta aspettare!”

Giorgio Campatelli, Cisco Italia
Giorgio Campatelli
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