Il 2015 di Avnet tra sicurezza, cloud ibrido e IoT

Strategie
Andrea Massari, country manager Avnet Technology Solutions

Andrea Massari, country manager di Avnet in Italia, commenta i risultati del secondo trimestre dell’anno fiscale e anticipa i trend del 2015. Sui quali formare e fare crescere anche i rivenditori

A metà dell’anno fiscale (iniziato a luglio) Andrea Massari, country manager di Avnet in Italia, fa un primo bilancio dell’andamento dell’azienda e declina le aree di maggiore sviluppo per il 2015. Il tutto alla luce dei risultati finanziari globali appena rilasciati che registrano un secondo trimestre in crescita dell’1,8% sull’anno con un fatturato di 7,6 miliardi di dollari, di cui 3,1 miliardi provenienti dal mondo della distribuzione, cioè dalla divisione Avnet Technology Solutions.

Andrea Massari, country manager Avnet Technology Solutions
Andrea Massari, country manager Avnet Technology Solutions

In un scenario che rimane incerto a livello mondiale per la crisi economica ancora in corso, siamo soddisfatti dei tassi di crescita registrati in questi mesi per entrambi le divisioni (Technology Solutions e Electronics Marketing), con un apporto significativo da parte di Emea per la divisione Technology Solution che è stata quella a maggior crescita, così come l‘Italia lo è stata all’interno dell’Europa”. Senza declinare i numeri per country, la regione Emea (completata ormai da quasi un anno l’integrazione con Magirus) ha raccolto 856,8 milioni di dollari, a confronto con i 1.851 milioni delle Americhe e i 408,9 milioni dell’Asia. “Abbiamo l’ambizione di crescere in Italia – precisa Massari – che ad oggi rimane ancora la quinta country europea del gruppo, per cui piccina, ma con ampi spazi di manovra”.

Il portafoglio italiano è oggi molto focalizzato sulla parte data center, uno dei settori a maggiore crescita grazie alle vendite di storage, networking e computing, “una differenziazione destinata però ad affievolirsi in futuro proprio per il cambio di proposizione di sistemi sempre più convergenti e integrati precisa Massari.
Crescite interessanti anche sulla parte open source (con Red Hat come vendor di riferimento), in ambito sicurezza (tematica alla quale è stata dedicata da alcuni mesi una specifica divisione) e nelle attività di formazione che ad oggi si rivolgono ai brand Lenovo, Ibm, Veeam e Vmware coinvolgendo sia i partner sia gli utenti finali.
“La crescita nelle diverse aree è frutto di una politica di ricerca del valore, anche se in Italia non è sempre così facile fare comprendere al mercato il valore del valore. Gioca con le parole Massari che definisce chi propone l’abbassamento continuo dei prezzi e dei margini come “la guerra dei poveri” e spinge per la differenziazione da offrire ai clienti, forte anche della possibilità di investimenti che il gruppo internazionale alle spalle può offrire. “Le tematiche di scarso accesso al credito in alcuni paesi richiedono investimenti diversificati – precisa – perché nelle diverse country i pagamenti dei clienti avvengono in tempi diversi a seconda di leggi diverse ed è necessario trovare strumenti per gestire le situazioni contingenti paese per paese. Il secondo trimestre in linea con le aspettative è di buon auspicio anche per il terzo quarter, iniziato bene anche in Italia”.

Andrea Massari
Andrea Massari

Tra le aree principali per il 2015 spicca la sicurezza, che si avvale della competenze di un team diviso tra un business developer che propono ai clienti soluzioni di business, e un system engineer con competenze tecniche e di progettazione. Ad oggi la divisione sicurezza italiana è sbilanciata su due vendorCisco soprattutto dopo l’acquisizione di Sourcefire e Rsa“con l’obiettivo di aiutare questi due brand a guadagnare quote di mercato con le nuove architetture in un contesto molto frammentato sia lato offerta sia lato domanda, per richieste di sicurezza in cloud, mobility, Byod. Lato rivenditori, questa pressione sull’offerta di sicurezza porterà ad invogliare anche partner più tradizionali attivi sul data center a valutare l’offerta di sicurezza per incrementare il loro business”.

D’altro canto anche il data center subirà un’ulteriore evoluzione, passando da architetture predefinite (Vspec) a quelle integrate (Vce) fino ai data center iper-convergenti che offrono flessibilità e scalabilità in architetture sempre più software defined. “Oggi in un unico mattoncino è racchiusa la potenza di una data center di tre anni fa – precisa Massari – e la nostra proposizione in ottica Hybric cloud e architetture miste va proprio nella direzione di offrire ai partner soluzioni che si adattino in modo modulare alle diverse richiese dei clienti”.  I programmi di canale messi a punto da VMware (Vspp) o da Veeam (Vcp) stanno anch’essi muovendosi dal concetto di licenza a quello di pay on demand e questo facilita l’approccio dei rivenditori con nuove modalità di fatturazione.

Infine, il nuovo filone che vedrà Avnet impegnata quest’anno sarà l’Internet of Things sul lato business, non tanto consumer, di cui è atteso un impatto significativo sul mondo delle reti di distribuzione, sulla produzione industriale, sulla quantità di dati e di dispositivi in circolazione, alzando il livello di attenzione sulle tematiche di sicurezza e di analisi dei dati. “In quest’ottica le due divisioni di Avnet potranno trovare sinergie interessanti facendo dialogare l’IT e il data center (patrimonio della Technology Solutions)  con le macchine di produzione (gestite da Electronics Marketing)sostiene Massari.
La nomina di Patrick Zammit, in precedenza presidente di Avnet Electronics Marketing Emea, a global president di Avnet Technology Solutions va letta come un primo passo per ottimizzare le sinergie di due divisioni ad oggi separate ma destinate a trovare ambiti di sviluppo congiunti. Inoltre, un europeo (Zammit è francese) a livello mondiale potrà aiutare a capire meglio le dinamiche di una Europa sicuramente più complicata e articolata, con mercati tra loro anche molto diversi.

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