Il 3D di Panasonic HDC-SD90 è qui!

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Panasonic propone videocamera e convertitore per poter riprendere i video direttamente in 3D in formato AVCHD e visualizzarli poi con gli occhialini e un televisore in grado di riprodurre il 3D side-by-side

Per riprendere videoclip in 3D la cifra da spendere è ampiamente sotto i 1.000 euro. La proposta di Panasonic con la videocamera HDC-SD90 e l’adattatore VW-CLT1, infatti, è disponibile nei negozi a un prezzo complessivo intorno ai 700 euro, con la videocamera che costa circa 100 euro più dell’adattatore (300 euro quest’ultimo, 400 euro circa la videocamera). Panasonic HDC-SD90 riprende in Full HD, è piccola e tascabile, dal peso inferiore ai 250 grammi; l’anello adattatore VW-CLT1, con le lenti di conversione 3D è da montare sulla videocamera, già predisposta con la filettatura adeguata sul bocchettone dell’obiettivo, e fornito sia con una custodia a parte sia con il coperchio di protezione.
Spieghiamo subito che la videocamera può operare anche senza l’anello adattatore. In questo caso svolge bene le sue funzioni e effettua riprese 2D con registrazione progressiva a 50 fps. Il sensore di immagine è 1/4,1″ MOS da 3,3 Megapixel. Anche per questa videocamera vale il discorso per cui si possono scattare foto (solo in JPG), ma non è questo lo scopo principale per cui nasce. Lo zoom ottico è un 21x (40x quello digitale), che in una fotocamera 35mm consentirebbe una ripresa con focale 34-720 (in formato 4:3).

Panasonic HDC-SD90, la lente di conversione 3D è opzionale, il prezzo del kit completo costa circa 700 euro

Panasonic HDC-SD90 permette di inquadrare tramite schermo wide LCD da 3 pollici, touchscreen, luminoso, con una risoluzione più che sufficiente per stampe normali, ma non eccellente. Aprendo il display si accede alla presa mini USB, al connettore Hdmi, alla presa AV Multi, posizionati sul corpo della videocamera. Vi sono inoltre tre pulsanti a rientrare per disabilitare l’esposizione automatica, lo stabilizzatore e la ripresa 1080/50p. Si apprezza, e non poco, la possibilità anche su una videocamera così piccola di avere a disposizione una presa per un microfono esterno, anche se oggettivamente è stata posizionata nel punto più scomodo in assoluto, perché ogni volta che si chiude il display bisogna prima togliere il microfono. Gli altri comandi invece sono ben dislocati ed è disponibile nella confezione anche una slitta porta accessori regolabile. Panasonic HDC-SD90 registra su schede SD e supporta i formati SDHC e SDXC, non è dotata di disco interno. La batteria si carica lasciandola inserita nella videocamera. Non è compreso nella confezione nemmeno il caricatore esterno, ma basta inserire il connettore per la rete elettrica. Per ulteriori dettagli sulle caratteristiche tecniche rimandiamo volentieri al sito del produttore e ci limitiamo infine a osservare che la videocamera porta in dotazione anche uno stabilizzatore d’immagine (Hybrid O.I.S) che sfrutta una lente aggiuntiva e un sistema a sensore elettrico, è una soluzione indispensabile su una videocamera così piccola e anche per questo più sensibile ai movimenti nelle riprese in movimento.

La ripresa in 3D

Il complemento indispensabile di questa videocamera è ovviamente l’adattatore 3D Panasonic VW-CLT1. Riprende le immagini in formato AVCHD, per la visualizzazione serve poi ovviamente il cavo Hdmi per il televisore che deve poter riprodurre il 3D side-by-side e gli occhiali 3D. L’innesto è a incastro (tra due linguette) combinato con ghiere a vite, agevole ma non tanto quanto gli attacchi a baionetta, e si può fare meglio. Prima della registrazione è necessario ‘sintonizzare’ il convertitore 3D secondo le istruzioni riportate sul manuale ma, se non l’avete con voi, basta premere la voce Menu e viene spiegata con accuratezza la procedura in italiano. In questa fase bisogna tenere montato il copriobiettivo, altrimenti è praticamente impossibile procedere, perché proprio sul copriobiettivo ci sono delle guide geometriche per questo scopo. Non è male ripetere l’operazione di tanto in tanto se nel tempo non si è usata la videocamera. Ricordiamo che quando si riprende in 3D con questa soluzione si rinuncia necessariamente all’utilizzo dello zoom, ma si mantengono le funzioni autofocus e dello stabilizzatore dell’immagine. A questo punto potete iniziare la ripresa che prevede la memorizzazione di due fotogrammi affiancati sul sensore. Tenete conto che la cornice grigia che vedete sul display intorno al fotogramma resta anche nel video e che sul display non dovreste vedere alcun effetto 3D in fase di ripresa. L’operatore, con il convertitore montato, infine, percepisce un differente bilanciamento dei pesi tra videocamera e lenti aggiuntive e il relativo aumento di ingombri sulla parte anteriore (ben 9 cm). In 3D, con la ricombinazione delle immagini la risoluzione massima è 1.660×980. Si percepisce riprendendo in 3D anche una significativa riduzione della luminosità complessiva, perché ovviamente entra meno luce da ognuna delle lenti di cattura.

Considerazioni

I vantaggi di una soluzione di questo tipo sono di poter provare le le riprese 3D solo quando realmente si desidera, rispetto alla scelta di un camcorder esclusivamente 3D che potrebbe presto annoiare, ovviamente ci sono anche relativi limiti. Il vantaggio maggiore di questa soluzione è la capacità di Panasonic di aver reso le riprese 3D alla portata di tutti a un prezzo certamente non esagerato. Noi restiamo dell’avviso che, salvo casi specifici per uno scopo di evidente intrattenimento, è meglio investire più soldi per una soluzione di alto livello, a vantaggio soprattutto della qualità e della luminosità dell’ottica, piuttosto che sperimentare il 3D ‘fatto in casa’, anche considerando le possibili evoluzioni della tecnologia. E’ vero che questa combinata – Panasonic HDC-SD90 con VW-CLT1 – non fa nulla di meno (né di più) di quanto promesso e che la semplicità d’uso è davvero assoluta. Come soluzione per approcciare e capire la tecnologia 3D ci sembra nel complesso una buona proposta.

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