Il commercio al dettaglio dei cellulari non vuole il reverse charge

News

L’agenzia delle entrate chiarisce che non è applicabile il meccanismo, che comporta lo spostamento degli obblighi fiscali dal cedente al cessionario, alle cessioni di cellulari e dispositivi a circuito integrato, se effettuate dai commercianti al minuto o se la cessione del cellulare è accessoria alla fornitura del traffico telefonico

Fuori dal reverse charge le cessioni di cellulari e dispositivi a circuito integrato (microprocessori e unità centrali di elaborazione), se effettuate dai commercianti al minuto o se la cessione del cellulare è accessoria alla fornitura del traffico telefonico, mentre si applica l’inversione contabile anche alle cessioni di componenti destinati all’installazione in server aziendali. Sono questi alcuni dei chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate per la corretta applicazione del meccanismo di inversione contabile alla cessione di telefoni cellulari e circuiti integrati, con particolare attenzione alle ipotesi di esclusione dall’obbligo.

La risoluzione 36/E del 31 marzo scorso, che scioglie alcuni dubbi sull’obbligo di applicare il reverse charge alla cessione di telefoni cellulari e microprocessori, in vigore dal primo aprile e completa il quadro interpretativo iniziato con la circolare 59/E del 2010.

In particolare, è stato chiarito che il meccanismo del reverse charge, che comporta lo spostamento degli obblighi fiscali dal cedente al cessionario, si applica soltanto per le cessioni di beni effettuate nella fase distributiva che precede il commercio al dettaglio e, pertanto, sono escluse dall’obbligo di inversione contabile le cessioni effettuate dai commercianti al minuto che operano, per esempio, in locali aperti al pubblico, in spacci interni o per corrispondenza, in quanto rivolte al consumatore finale.

Sempre sul versante dei casi di esclusione, l’Agenzia chiarisce che non si applica il reverse charge se la cessione del telefono è accessoria alla fornitura del traffico telefonico, in quanto gli apparecchi non sono destinati alla successiva rivendita ma utilizzati direttamente dal cessionario. Fuori dall’inversione contabile anche gli accessori e i componenti dei telefoni cellulari se questi sono venduti separatamente dall’apparecchio di telefonia mobile.

Per quanto riguarda i dispositivi a circuito integrato, quali, ad esempio, microprocessori e unità centrali di elaborazione, la risoluzione precisa che il meccanismo dell’inversione contabile si applica a tutte le cessioni, comprese quelle relative a beni destinati a essere installati in apparecchi analoghi ai personal computer, come, per esempio, i server aziendali.

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore