IL FATTO DEL GIORNO – Esprinet alla conquista del mercato della distribuzione It

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Matteo Restelli, Country Manager Esprinet Italia,
spiega strategie d’integrazione e obiettivi di sviluppo dopo le acquisizioni di
Umd in Spagna e Actebis Italia

Due acquisizioni: il fine è lo stesso, crescere, la motivazione è però
diversa: “L’acquisto di Umd, una società solida e profittevole, è motivato dal
fatto che in Spagna non avevamo ancora raggiunto quella solidità di
infrastrutture organizzative che abbiamo costruito nel tempo in Italia, dovevamo
quindi bilanciare la situazione. In Italia, al contrario, abbiamo preferito
puntare su un’azienda facilmente integrabile e proveremo a rendere efficiente
una parte del business di Actebis Italia”. E’ questo quanto ha affermato Matteo
Restelli, Country Manager Esprinet Italia, dopo l’acquisizione da parte del
distributore italiano It di Umd in Spagna e di Actebis Italia. Due acquisizioni
che, lette a posteriori, rientrano nell’ottica del piano strategico 2006/2008
della società, la quale non ha mai nascosto che per crescere avrebbe puntato
alle acquisizioni societarie. Restelli ha poi confermato che “dopo il
completamento di queste operazioni, rispetto al nostro piano industriale, c’è
ancora spazio per ulteriori acquisizioni”. Per quanto riguarda la spagnola Umd,
quarto distributore di It ed elettronica di consumo in Spagna e controllata
interamente dal gruppo inglese Fayrewood, “Il deal è subordinato
all’approvazione dell’Antitrust e dell’assemblea degli azionisti di Fayrewood e
diventerà operativo appena realizzato il closing. Poi – spiega Restelli – nel
2007 partirà un progetto di integrazione tra Memory Set (precedentemente
acquisita da Esprinet, ndr) e Umd che saranno a loro volta integrate nella nuova
società, Esprinet Iberica, guidata da Paolo Quacci che diventerà country
manager. L’unione delle due società porterà al raggiungimento di una quota di
mercato del 21% circa, la stessa percentuale di Esprinet in Italia e 15 mila
clienti complessivamente. Solo questo dato – commenta Restelli – significa già
coprire una buona fetta del mercato spagnolo e posizionarci come distributore It
leader in Spagna”.
Per quanto riguarda Actebis Italia, gli obiettivi sono: “riduzione dei debiti
finanziari e salvare circa 130/140 milioni di euro di fatturato che definiamo
sano, rispetto ai 334,2 milioni di fatturato complessivo realizzato da Actebis
Italia nel 2005. Per dare questi numeri, abbiamo analizzato l’azienda, ci siamo
fatti un’idea, siamo arrivati a decretare il fatturato che vorremmo salvare e
scarteremo ciò che non ci fa guadagnare, i crediti dubbi e, nel caso in cui ci
siano clienti che non ci convincono, cercheremo di far capire che noi non siamo
i fornitori adatti a loro. Actebis Italia ha una market share del 5% circa,
considerando che Esprinet in Italia ha il 21%, dopo l’operazione di acquisizione
ci posizioneremo intorno al 26%”, commenta Restelli.
Actebis Italia aveva chiuso il 2005 con una perdita di 5,3 milioni di euro.
Esprinet pagherà un prezzo pattuito pari al patrimonio netto della società che è
pari a 2,5 milioni di euro, mentre il venditore contribuirà con 3,5 milioni di
euro ai costi di ristrutturazione dell’azienda. Quel che è certo è che Actebis
Italia non resterà nell’attuale sede ma si trasferirà a Nova Milanese (Mi) dove
c’è il quartier generale di Esprinet. Quanto ai dipendenti di Actebis Italia,
135, Restelli non ha fatto mistero che Esprinet valuterà il da farsi, ma non
tutti saranno contemplati nel processo di integrazione che inizierà dal 2007.

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