Il futuro di Microsoft nelle parole di Bill

Strategie

Il prossimo sistema operativo Vista ma anche lo scontro sul mercato del Crm, del ruolo che devono avere i partner, del mercato dell’hosting e del successo e differenze con Google. In questa intervista a tutto campo si possono leggere tra le righe i prossimi impegni di business di casa Microsoft. Parola di Bill Gates

Il Chairman di Microsoft Bill Gates è stato intervistato da CRN dopo il suo intervento alla Professional Developers Conference di Microsoft a Los Angeles. In questa occasione, il vendor ha presentato per la prima volta Office 12 – e la sua nuova interfaccia – in esecuzione sul prossimo venturo client Windows Vista, insieme a una nuova infrastruttura come Windows Workflow Foundation.

CRN: In che modo i partner – Var, integratori e sviluppatori – possono ottenere dei profitti grazie alla tecnologia che Microsoft ha presentato oggi?

Bill Gates: L’infrastruttura fondamentale non è cambiata; è la magia del software quando viene mappato su una soluzione e c’è una persona affidabile che capisce questa soluzione, la fa evolvere per voi e vi fornisce il supporto. È per questo motivo che Microsoft ha sempre avuto una strategia incentrata sui partner. Per noi si tratta di un patrimonio fondamentale. Negli ultimi decenni, in molte situazioni competitive abbiamo imparato e sviluppato i nostri punti di forza su ciò che facciamo con i partner. La focalizzazione attuale è realmente sugli sviluppatori. In che modo ciò influenza i partner? Significa che, per creare soluzioni, possono partire da un livello più alto rispetto a quanto facevano in passato. La possibilità di diventare più ambiziosi è favorita dalla capacità di effettuare presentazioni più sofisticate, usare flussi di comunicazione più completi, usare il workflow. Invece di dover sviluppare da sé buona parte di questa infrastruttura, possono partire da fondamenta già pronte; di anno in anno migliora ciò che possono fare. Il workflow rappresenta un ottimo esempio. Nel suo intervento alla Professional Developers Conference di Microsoft a Los Angeles, Jim Allchin ha presentato un’innovazione a livello di linguaggio che permette di scrivere molto meno codice quando si lega un programma ai dati. Di conseguenza, qui non c’è niente che possa modificare il ruolo che abbiamo con i nostri partner. Significa semplicemente che loro possono partire da una piattaforma più ricca. Ovviamente i partner hanno i clienti e oggi come oggi i loro clienti non hanno Vista, ma tra un anno il nuovo sistema operativo incomincerà a essere disponibile.

CRN: Come lei sa, sul fronte MBS c’è questa preoccupazione. State configurando Mbs come una vera e propria piattaforma. In ogni caso, molti partner – come gli Isv – sono molto preoccupati per il fatto che voi possiate sottrarre loro del business.

B.G.: Beh, le dimensioni del business del software sono in crescita e di conseguenza lo sono anche quelle della torta da dividere; con la digitalizzazione dell’economia e il nuovo stile di lavoro e di intrattenimento digitale, le dimensioni complessive delle nostre opportunità sono cresciute. La cosa potrebbe apparire paradossale perché, mentre il software pacchettizzato viene incorporato nei driver delle stampanti e adesso anche in alcune cose tipo workflow, alcuni di questi elementi di livello più basso sono già disponibili, è possibile darli per scontati. Il fatto è che il mercato si espande ogni volta che la piattaforma diventa più ricca. In questo modo permettiamo alla gente di connettersi alla nostra piattaforma a un livello molto basso. La preoccupazione maggiore riguarda chi sviluppa del software add-on per la sicurezza, dal momento che noi siamo così attivi nell’introdurre sempre maggiori capacità di sicurezza nel software. I partner devono quindi esaminare la nostra roadmap per capire dove potrebbero aggiungere del valore. Salendo più in alto nello stack, le preoccupazioni relative a un’eventuale sovrapposizione con noi sono minori. Comunque, sono sicuro che queste preoccupazioni continuano a esserci. Per esempio, relativamente a chi sviluppa software di contabilità, ovviamente noi stiamo facendo di più con lo Small Business Accounting (Contabilità delle Piccole Aziende) e speriamo di aumentare la quota dei nostri prodotti di tipo Business Solutions (Soluzioni Aziendali). Per quanto riguarda, invece, chi opera in modo verticale, non facciamo quasi niente. In effetti, al di là della nostra soluzione di Retail Management, per i settori verticali ci basiamo sui partner e continueremo a farlo anche in futuro; di conseguenza, non vedo nessun grosso cambiamento in questa strategia. Nel settore delle aziende di medie dimensioni non stiamo facendo niente di verticale. Di conseguenza, negli spazi orizzontali la gente osserva ciò che stiamo facendo e si accerta di poter essere complementare. È proprio per questo che siamo così aperti sulla nostra strategia.

CRN: Allora, per quanto riguarda la Ctp (Community Technical Preview) di Vista che ha mostrato, in cosa è diversa dalla beta 1?

B.G.: Non è enormemente diversa. Sono certo che chi conosce meglio Vista può notarlo. Vede, l’idea della Ctp non è relativa a una cosa che c’è una volta sola, significa che probabilmente ogni sei settimane circa forniranno qualche nuova build di Vista. Quindi, anche tra quella di adesso e la beta 2, che è la prima beta veramente generale, ci sarà una serie di ulteriori release. Di conseguenza, la Ctp è un processo. La prima non è enormemente più completa della beta 1.

CRN: Va bene. Allora, per gli sviluppatori esiste un Sdk o qualcosa con cui possano lavorare?

B.G.: Certamente. Sì, voglio dire, la Ctp, si può scrivere del codice che gira con la Ctp e…

CRN: Ma è disponibile un Sdk per la piattaforma Vista?

B.G.: In effetti, pacchettizziamo i tool invece dello stesso Vista. Bisogna che qualcuno lo chiarisca. Mi sembra che l’Sdk non venga sviluppato con la stessa velocità di Vista. Penso che renderemo disponibili questi elementi… l’Sdk, che abbiamo già, penso che lo aggiorneremo in modo asincrono. Non credo che faremo un altro aggiornamento fino alla beta 2.

CRN: Voi avete avuto una strategia più incentrata sui partner, rispetto, per esempio a Oracle o, in qualche misura Ibm. In ogni caso, rispetto a voi, entrambe queste aziende stanno cercando di dipingersi come il migliore amico degli Isv. Vorremmo avere un suo commento sull’accordo Siebel- Oracle e su come potrebbe cambiare la situazione competitiva.

B.G.: Beh, Larry – il Ceo di Oracle Larry Eleison – ha previsto che il settore del software si sarebbe consolidato. Con tutti i miliardi di dollari che spende, è riuscito a far avverare questa previsione. Però storicamente, la principale azienda con cui siamo stati sempre veramente in competizione per i partner è Novell. Novell aveva un notevole patrimonio e noi abbiamo ottenuto grossi vantaggi a causa di alcuni errori nella sua strategia software. Noi abbiamo assorbito molti di questi partner, dal momento che Novell non ha generalizzato la sua piattaforma. Se si guarda in tutto il mondo dal punto di vista numerico, potrebbero esserci ancora più partner di Novell che partner di Oracle, di Ibm o di Sap. Però tutto quello che Microsoft fa e che ha successo – che si tratti di una cosa puramente retorica oppure di una cosa reale – spinge i nostri concorrenti a pensare “È una cosa valida”. Non credo, invece, che questo accordo tra Oracle e Siebel lo troveranno particolarmente facile, perché in effetti bisogna essere disposti a rinunciare a una parte sostanziale di quel flusso di entrate derivate dalle singole aziende e realizzare più entrate dai partner di quante se ne producono direttamente. Se si dispone di un’organizzazione di servizi pilotata dalle quote che rappresenta una parte sostanziale del proprio conto profitti e perdite – come nel caso di Ibm e di Oracle, dove rappresenta una grossa parte del loro bilancio profitti e perdite (ancora di più per Ibm che per Oracle, ma molto grande per Oracle) – si verifica un conflitto di base. Noi invece abbiamo detto ai nostri servizi di consulenza: “No, noi lo manterremo sempre limitato per servire un ruolo strategico, non un ruolo di pr
ofitti e perdite sostanziale”.

CRN: Microsoft Services è P&L (profitti e perdite), o no?

B.G.: È P&L nel senso che noi aggiungiamo i numeri e cerchiamo di accertarci del raggiungimento del pareggio, ma non gli diciamo mai: “Diventerete una parte misurabile del nostro P&L”. Per loro la metrica è… è una filosofia molto diversa. I grossi clienti dicono: ‘Facciamo intervenire la consulenza di Microsoft’. Noi valutiamo noi stessi in base a quanto velocemente possiamo muoverci. In pratica, grazie alle capacità che sviluppiamo nel cliente e nei partner, noi non siamo più necessari. Invece, Ibm e Oracle misurano se stessi in base a quanto a lungo possono rimanere – e questo è naturale perché hanno un obiettivo profitti e perdite. Quindi mantengono dei partner che in pratica, nel loro caso, sono dei concorrenti a livello di servizi; inoltre, il fatto che il cliente conosca meno cose possibile va a loro vantaggio. Tutto questo poi lo si può vedere in modo approfondito in termini di design dei prodotti. A Ibm va bene un prodotto dove ci sono molti componenti diversi e i consulenti possono intervenire e dire: “Ok, non usare quel componente, usa quest’altro”. Basta guardare WebSphere: ci sono molti componenti. Voglio dire, vi sfido a citare tutti i componenti di WebSphere… Noi dobbiamo rendere le cose più coerenti ed è per questo che ho apprezzato in modo particolare il nostro evento sulle piccole aziende. Perché, anche se la nostra linea di prodotti è molto più ampia – lo sapete, basta installare e usare, qui c’è quello che occorre, di cui si ha bisogno, che si esprime veramente in questi termini di soluzione, dove i componenti forniscono del valore aziendale – noi possiamo fare ancora di meglio. Ed è così anche nelle cose tipo le analisi, quando noi osserviamo le aziende, vediamo quali attività svolgono e quali sono i benefici… questo per noi è stato un lavoro fantastico: esaminare noi stessi e dire “La nostra linea di prodotti, anche se è molto più semplice rispetto a quelle di Oracle o Ibm, è ancora di gran lunga troppo complessa perché una media azienda possa andare e fare”.

CRN: Il fatto che Oracle abbia acquistato Siebel consente a Microsoft di riconsiderare l’acquisto di Sap sul fronte enterprise?

B.G.: Questa opportunità non si è manifestata.

CRN: Attualmente Siebel è un importante partner Isv di Microsoft, e siamo certi che sperate che lo sia anche in futuro. Ma cosa farà Microsoft per contrastare questa situazione sul fronte Crm enterprise?

B.G.: Beh, abbiamo un prodotto Crm che stiamo scalando per le situazioni più impegnative. Continueremo a lavorare con Siebel e continueremo a migliorare il nostro prodotto. Anche Sap opera in questo spazio ed è un nostro partner molto valido. Abbiamo spesso delle riunioni con Sap. Sono sicuro che per lavorare meglio assieme nel settore Crm sarà necessaria un po’ più di energia. Come sapete, in realtà queste fusioni non possono cambiare tutto dalla sera alla mattina. Non mi aspettavo che Oracle acquistasse Siebel, ma lo ha fatto…

CRN: Quindi per lei è stata una sorpresa?

B.G.: Beh, a giudicare da chi hanno messo nel team di management di Oracle, sembra proprio che si tratti di una sorta di gruppo per gli accordi di acquisizione. Sa, le tre persone che stanno sotto Larry non hanno mai scritto del codice. È una struttura diversa dalla nostra.

CRN: Sul fronte di Google, questa è una grossa focalizzazione per Microsoft; ci può parlare di WinFS bits e Msn Search? Qual è il futuro della tecnologia di ricerca Microsoft, soprattutto se parliamo del prossimo Vista, e come prevede di contrastare i progressi di Google?

B.G.: Ovviamente la ricerca è costituita da un insieme di fattori molto ampio. C’è la ricerca desktop, che abbiamo sotto forma di un add-on gratuito per Windows: il migliore prodotto recensito, Windows desktop Search. In Vista è integrato direttamente e sono disponibili delle Api per l’uso da parte delle applicazioni. Per quanto riguarda Office 12, avete appena visto in che modo Office 12 usa queste Api di ricerca. Quindi, la realtà è che verrà integrata nel sistema operativo e che si tratta della ricerca desktop migliore tra quelle recensite. Comunque, si tratta di una cosa diversa dalla ricerca corporate. Corporate Search, SharePoint si è mossa molto bene in questo settore… molte grandi aziende non dispongono di una ricerca efficiente e questa capacità di ricerca SharePoint Portal rappresenta un grosso miglioramento in Office 12. La ricerca corporate richiede l’uso di algoritmi molto diversi, dal momento che ci sono i problemi dei diritti e non si dispone di un gran numero di link e di cose del genere. Quindi apprezziamo i confronti tra la nostra ricerca corporate e ciò che Google o chiunque altro ha fatto in questo settore. Poi c’è la ricerca Web, che è l’area dove Google ha ottenuto dei risultati veramente buoni; noi consentiamo ovviamente alla gente di connettersi a quella, ma stiamo sviluppando una ricerca Web che ci sembra migliore. A breve potrete vedere il developer’s kit che permetterà di fare cose piuttosto estese con le capacità di Msn search. Continueremo ad arricchirlo… in questo settore c’è una concorrenza molto forte.

CRN: In che modo la ricerca corporate si integrerà con WinFS?

B.G.: WinFS… WinFS è l’idea di prendere il file system, il database, la directory e il mail store e metterli assieme. In questa fase abbiamo ancora un directory store, abbiamo un mail store Exchange, abbiamo un database store, abbiamo un file server… il sogno è quello di unificare tutte queste cose. Come sapete, la gente può vedere la tecnologia che stiamo creando a questo fine. Si tratta veramente del prossimo round di Sql sul server, dove si potrà ottenere questa profonda unificazione. Adesso l’avremo sul server e sul client, abbiamo le persone che ci aiutano nel design di questi elementi. Tutto ciò non ha alcun tipo di relazione con Google, dal momento che loro fanno soltanto ricerca Web.

CRN: Quando lei parla di prossima ondata, si riferisce a Sql Server dopo Sql Server 2005?

B.G.: Dopo. La release successiva più importante dopo quella, proprio così. In altre parole, noi usiamo sempre i nostri nomi in codice e Yukon era il nome in codice di Sql 2005; adesso c’è questo nome in codice Katmai. Mi sembra che si tratti di un parco nazionale in Alaska.

CRN: Recentemente sembrava che voleste entrare nel business dell’hosting. In questo caso, intendete creare un vostro concorrente di Salesforce. com? Oppure vi baserete sui partner anche nel settore dell’hosting?

B.G.: Beh, penso che qui ci siano due cose molto separate. Una è quanto ci si basa sui partner per arrivare al cliente, personalizzare per il cliente ed essere in prima linea in questa relazione, rispetto a dove si trova effettivamente l’hardware su cui viene eseguito il software. Stiamo certamente ideando software in modo da usare sempre di più questa frase: “server uguale servizio”. Quindi lo si può eseguire presso la struttura del cliente oppure esternamente alla struttura del cliente. Noi vogliamo che la scelta relativa a dove viene eseguito il software sia ortogonale a tutto il resto, in modo da non influenzare il ruolo del partner in questo ambito. Se è più efficiente, se i clienti scelgono di non avere l’esecuzione presso la loro struttura, va benissimo. Se invece scelgono di avere l’esecuzione presso la loro struttura, va benissimo ugualmente. È una cosa tecnologica che vogliamo supportare. Il concetto è che i partner devono intervenire e – tranne che nel caso dei clienti più sofisticati – devono essere effettivamente loro ad assemblare la soluzione – questo fattore in realtà non cambia. Poi si può dire che noi siamo da sempre nel business dell’hosting.
Come sapete, noi gestiamo l’hosting di Hotmail, il maggior sistema di e-mail al mondo. Dal momento che abbiamo inserito ulteriori funzionalità e l’utente deve pagare l’iscrizione per accedere ad alcune di queste funzionalità avanzate, si tratta di “Exchange in the cloud”. Quindi c’è Exchange in esecuzione presso i partner (come molte società di telecomunicazioni) e c’è Exchange in esecuzione presso le strutture del cliente. Questa è un’idea delle possibilità di scelta che ci sono in questo caso. Oggi SharePoint viene eseguito principalmente presso le strutture del cliente. Noi abbiamo alcuni partner che usano Share- Point hosted… stiamo esaminando il nostro ruolo per fornire aiuto con SharePoint. Quindi, dal punto di vista tecnologico, il concetto di server uguale servizio sta facendo buoni progressi un anno dopo l’altro.

CRN: Sembra che la questione principale sia se voi farete l’hosting della server farm per mandare avanti queste cose…

B.G.: Nel caso di Hotmail, abbiamo proprio questo. Come sapete, per certe cose ci sono delle economie di scala. Non è che ci svegliamo una mattina e diciamo: “Acquistiamo altri server”. Ma se le economie di scala la rendono la cosa più efficace per il cliente, noi e i nostri partner vogliamo che funzioni in questo modo. Il valore aggiunto dal partner non si basa sul software in esecuzione sul server presso la struttura.

Autore: drosolen
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