Il governo apre il web ai cittadini contro gli sprechi

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Enrico Bondi

Tutti i cittadini, attraverso il modulo “Esprimi la tua opinione”, hanno la possibilità di dare suggerimenti, segnalare uno spreco, aiutando i tecnici a completare il lavoro di analisi e ricerca delle spese futili

Il governo chiede aiuto ai cittadini per individuare gli sprechi. Con la spending review il Governo è intervenuto analizzando le voci di spesa delle pubbliche amministrazioni, per evitare inefficienze, eliminare sprechi e ottenere risorse da destinare allo sviluppo e alla crescita.

Nel complesso, la spesa pubblica “rivedibile’’ nel medio periodo è pari a circa 295 miliardi di euro. A breve termine, la spesa rivedibile è inferiore, stimabile in circa 80 miliardi. Nell’attuale situazione economica, il Governo è intervenuto a ridurre la spesa pubblica per un importo complessivo di 4,2 miliardi, per l’anno 2012, al quale tutte le amministrazioni pubbliche devono concorrere. Questo importo potrebbe servire, per esempio, a evitare l’aumento di due punti dell’Iva previsto per gli ultimi tre mesi del 2012.

Una riduzione di 4,2 miliardi di euro, da ottenersi in 7 mesi (1 giugno-31 dicembre 2012) equivale a 7,2 miliardi su base annua e corrisponde perciò al 9% della spesa rivedibile nel breve periodo (80 miliardi di euro). Tutti i cittadini, attraverso il modulo “Esprimi la tua opinione”, hanno la possibilità di dare suggerimenti, segnalare uno spreco, aiutando i tecnici a completare il lavoro di analisi e ricerca delle spese futili. L’e-govrnment italiano finora è fallito proprio nel pieno coinvolgimento degli utenti online: anche la dematerializzazione fatica ad aver successo, per vari motivi culturali.

Il lancio di una farraginosa CEC-PAC al posto della PEC e il flop di Italia.it, sono due esempi emblematici che hanno accompagnato le difficoltà dei governi italiani a comunicare sul Web in maniera incisiva ed utile. Ma proprio la voglia di Internet, emersa con il Censimento 2012 dell’ISTAT (un sito in Creative Commons), ha ridato speranza e fiducia a chi crede che l’e-gov possa servire a tagliare sprechi, ridurre inefficienze, accorciare le distanze fra cittadino e Pubblica Amministrazione Digitale. Chi segnala gli sprechi e gli sperperi nel settore pubblico, aiuta innanzitutto la comunità, dunque noi stessi. Perché segnalare sprechi e denunciare l’evasione o l’elusione, incarnano la voglia di Web e di “democrazia 2.0” degli italiani.

Aspettando il Decreto Digitalia per attuare l’Agenda Digitale che concretizzi le “tre I” per crescere – finalmente, dopo troppi annunci con “effetto spot” -, il sito del governo che invita a dire la nostra, è un piccolo passo verso l’e-participation. Perché democrazia è partecipazione, non qualunquismo.

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