Il parlamento europeo dice “no”

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Vittoria dei sistemi open source: l’Europa, quasi all’unanimità, dice no ai brevetti sui software.

La controversa proposta relativa alla brevettabilità dei software in Europa è stata bocciata quasi all’unanimità dal parlamento europeo. Le aziende e gli sviluppatori potranno continuare a registrare i brevetti, ma la protezione non viene garantita nel vecchio continente. Simon Phipps, di Sun Microsystems, tra i primi a rilasciare dichiarazioni in merito, ha espressamente parlato di vittoria dell’open source e ha affermato che il parlamento si è espresso per un corretto equilibrio del mercato dei software. La parte avversa, quella che appoggiava la direttiva sulla brevettabilità, ha dichiarato che la direttiva in realtà cercava di armonizzare le differenti interpretazioni relative ai brevetti, ma la lobby dell’open source ha premuto in modo pesante perché ciò non avvenisse. Essa sosterrà di aver ottenuto una vittoria, ma in realtà i software continueranno a essere registrati in Europa esattamente come è avvenuto negli ultimi 30 anni, sostengono.
La direttiva aveva aperto un acceso dibattito tra i grandi vendor. Aziende come Red Hat, Sun, Oracle, Fujitsu e Yahoo sostenevano che se la proposta passava sarebbe stato un vero disastro per i piccoli sviluppatori e avrebbe portato a una “americanizzazione” della brevettabilità in Europa.