Il pericolo è dentro di noi

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Vengono dall’interno le principali minacce per la sicurezza dei dati
dell’impresa. E’ quanto emerge in un sondaggio condotto da Websense durante la
recente conferenza sull’e-Crime tenutasi a Londra.

Il 59% degli intervistati che hanno partecipato al sondaggio realizzato da
Websense ritiene che l’uscita di importanti
informazioni dalle aziende avviene sia per cause accidentali sia
intenzionali
. E’ una percentuale che risulta del 15% superiore rispetto
allo scorso anno.
L’indagine ha visto la partecipazione di 105 professionisti della sicurezza
informatica provenienti da diversi paesi: il 64% di loro ritiene che se un furto
di informazioni si verifica in azienda è perché il management non ha
preso le necessarie precauzioni
. Il 95% del campione sostiene che
spesso le aziende non si accorgono nemmeno di questi episodi.
Il dato sconfortante che emerge dallo studio, è che l’approccio alla
sicurezza da parte delle imprese non è migliorato rispetto l’anno
passato
: Il 10% degli intervistati (appena il 2% in più dell’anno
scorso) ritiene che le aziende adottino un approccio preventivo alla
problematica della sicurezza. E il 26% afferma che la fuga di informazioni
può costare a un’organizzazione dal 2 al 5% del fatturato
annuo
.
Le fughe di dati sono un fenomeno diffuso per molti e il 15% ritiene che quasi
tutte le aziende abbiano sperimentato un episodio di divulgazione di
informazioni riservate nell’ultimo anno. I dipendenti sono l’elemento chiave per
la sicurezza per l’84% del campione; seguono il dipartimento It (79%) e il
Consiglio d’amministrazione (74%).
La prevenzione non è però ancora presa sul serio dalle
imprese
. Il 59% degli intervistati ritiene che l’approccio prevalente
alla sicurezza sia ancora di tipo reattivo; il 31% invece sostiene che
l’approccio è reattivo e allo stesso tempo preventivo; ma solo il 10% è convinto
che la questione sia affrontata in modo preventivo.

Secondo Maurizio Garavello, country manager di Websense
Italia
, il sondaggio evidenzia che le aziende sono ancora concentrate
sugli attacchi che derivano dall’esterno e si tutela ancora poco sulle minacce
interne. ??Una minaccia silenziosa ? afferma Garavello – ma non per questo meno
reale, contro la quale un approccio di tipo preventivo è senz’altro
quello più consigliabile
?.