Il Senato promuove la manovra, compreso l’aumento dell’Iva ordinaria

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Il Senato ha detto sì alla manovra economia e al maxiemendamento. Il passaggio dell’Iva ordinaria dal 20 al 21% provocherà di sicuro rincari anche sui prodotti It

Il Senato ha approvato il testo della manovra economica con 165 voti favorevoli e 141 contrari.

Il testo della manovra, che prevedeva l’innalzamento dell’Iva ordinaria, quella applicata sulla maggior parte di beni e servizi, dal 20 al 21%, incassa il primo ok da Palazzo Madama. Confermato anche il prelievo del +3% di Irpef sopra i 300 mila euro di reddito fino al 2013 e prorogabile fino al pareggio di bilancio.

Insomma, tra le novità che hanno fatto più discutere in questi giorni c’è sicuramente l’innalzamento di un punto percentuale dell’Iva ordinaria, quella che non tocca i generi alimentari, per esempio e i servizi turistici, ma tocca invece una vasta mole di beni e servizi, tra cui i prodotti informatici comunemente in commercio. Per le associazioni dei consumatori questo si tradurrà in una stangata per le famiglie italiane, si parla di una ‘stangata’ di quasi 300 euro annui per famiglia. Per  il canale distributivo del comparto It è verosimile che tutti gli attori del mercato si stiano ora interessando e stiano anche loro facendo i conti sulla manovra che, inevitabilemente, toccherà i loro bilanci.  Vediamo con ordine cosa è successo ieri.

Insomma, sono tanti i prodotti inseriti nel novero di quelli assoggettati ad aliquota ordinaria: si va dall’abbigliamento, le calzature, i detersivi, i giocattoli, ai televisori, le auto e moto, ma anche il caffè, il vino, la cioccolata. E anche i pacchetti vacanza, e una serie di servizi. Le associazioni dei consumatori parlano di vera e propria ‘stangata’ a danno degli italiani.

Secondo quanto riporta l’Ansa. il Codacons quantifica addirittura in 290 euro l’anno, mentre nel mirino della Federconsumatori c’e’, in particolare, il rincaro della benzina. Un esborso aggiuntivo di 32 euro l’anno, che sommati agli aumenti registrati da agosto 2010 (440 euro tra costi diretti e indiretti sui carburanti), portano a superare i 470 euro.
Il timore ora è che ci possa essere un’impennata dei prezzi dei beni di largo consumo.

‘Naturalmente – osserva Carlo Rienzi, presidente Codacons l’aumento di 290 euro è una media, il costo sarà maggiore se si tratta di una famiglia numerosa. Il rialzo porterà a un aumento di tutti i prodotti indistintamente perché l’Iva viene scaricata sui consumatori. Saremo destinati a veder salire anche l’inflazione: certamente non una bella notizia con gli stipendi e le pensioni ferme”.

Allarme, dunque, sulla benzina da parte della Federconsumatori, secondo cui gli effetti saranno particolarmente pesanti per le tasche degli italiani. Dice il presidente della Federconsumatori, Rosario Trefiletti:Solo l’1% in piu’ comporterà un aumento di 1,3 centesimi al litro. Ci saranno, quindi, ricadute negative per fare il pieno di benzina, ma anche sul tasso d’inflazione: i beni in Italia sono trasportati su gomma, pertanto ci saranno effetti sui prezzi”.

Sul fronte europeo, l’Unione promuove l’aumento dell’Iva deciso dall’Italia. “L’aumento dell’Iva – ha spiegato Amadeu Altafaj, portavoce del commissario agli Affari economiciè qualcosa che può essere più dettagliato, più preciso in termini di previsione delle future entrate rispetto alla lotta all’evasione” che “resta un elemento importante di questa manovra”.

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